Divieto di burqa e niqab, sabato mattina raccolta firme di Fratelli d’Italia in centro a Genova
- Postato il 9 ottobre 2026
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- Di Genova24
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Genova. Sabato 10 ottobre il presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia al Senato, sarà dalle ore 11 alle ore 13 in via XX Settembre, nello slargo davanti a Salita Salvator Viale, al gazebo per la raccolta firme dell’iniziativa nazionale “Nessuna resti nascosta”, la campagna nazionale di Fratelli d’Italia che promuove la raccolta firme a sostegno della proposta di legge presentata in Parlamento per “fermare la diffusione dell’integralismo islamico e tutelare la libertà delle donne”.
A Genova sabato prossimo, dalle 10.30 alle 13, in via XX Settembre, nello slargo davanti a Salita Salvator Viale, sarà possibile sottoscrivere la petizione e ricevere informazioni. All’iniziativa sarà presente il capogruppo al Senato Lucio Malan che insieme ai parlamentari, ai consiglieri regionali e comunali, i dirigenti ed esponenti di partito, incontrerà i genovesi per illustrare l’iniziativa che proprio ieri ha visto passare in Europa l’emendamento a firma di FdI ed Ecr sul divieto di niqab e burqa in pubblico.
“È urgente dire stop al velo integrale nei luoghi pubblici e operare un reale contrasto al separatismo religioso. Quello che sta avvenendo in Europa deve essere un monito per l’Italia le periferie di Parigi e Londra non sono distanti da quelle di Milano o Genova e quanto accaduto a Padova lo dimostra – evidenziano all’unisono il coordinatore regionale Matteo Rosso e il commissario cittadino e vicepresidente alla Camera Stefano Maullu -. Il pericolo che rappresenta una camera arbitrale sharitica è reale e le parole che hanno usato i promotori, ovvero di sostituirsi alla legislazione italiana che ratificherebbe le decisioni prese apre a scenari inquietanti”.
L’iniziativa di Fratelli d’Italia si pone sulla scia del recente decreto del governo Meloni per vietare burqa e niqab nelle classi scolastiche. “La dignità delle donne, la sicurezza e la parità di genere non sono negoziabili”, spiegano i promotori. “Il velo integrale, i matrimoni forzati e la pratica dei certificati di verginità sono derive del fondamentalismo islamico che con questa proposta di legge vogliamo contrastare. L’iniziativa legislativa presentata in mira inoltre a garantire più trasparenza sui finanziamenti dall’estero per la costruzione degli edifici di culto. L’obiettivo – concludono – è favorire l’emancipazione femminile e contrastare la minaccia del ‘separatismo religioso‘, che prevede chiusura sociale e disprezzo dei valori occidentali: fattori che costituiscono anche in Italia terreno fertile per l’integralismo e il terrorismo”.