“Disegnare le vite”, la memoria nelle tavole di Barabara Yelin a Roma

  • Postato il 19 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
“Disegnare le vite”, la memoria nelle tavole di Barabara Yelin a Roma

Roma, 19 gen. (askanews) – Il Goethe-Institut, in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, NABA Nuova Accademia di Belle Arti, ARF! il Festival del Fumetto, Biblioteca Europea,
Biblioteche di Roma e Reprodukt, inaugura il 21 gennaio alle 19 la mostra delle tavole originali tratte dai graphic novel di Barbara Yelin, artista tedesca che da settembre vive nella Capitale come borsista dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.

“Disegnare le vite. Memoria e biografia nell’opera di Barbara Yelin” si terrà dal 22 gennaio al 20 marzo 2026 presso il KunstRaum del Goethe-Institut di Roma (via Savoia, 15). In esposizione oltre 80 tavole tratte dalle opere principali
dell’artista tedesca.

L’artista alle 19.30 sarà protagonista di una lettura scenica in
tedesco e in italiano. Barbara Yelin, una delle più importanti autrici e disegnatrici tedesche, è la prima rappresentante del genere graphic novel insignita del Premio Roma Villa Massimo nella categoria Letteratura. Con le sue storie indaga un terreno molto peculiare: quello della memoria e delle possibilità che la combinazione fra disegno, parola e sequenzialità offrono per ricostruire la Storia, o meglio i frammenti di una storia personale che si fa collettiva.

Yelin affronta il tema della memoria attraverso le vite di alcune persone e personaggi: Therese Giehse, figura rivoluzionaria del teatro tedesco, prima attrice protagonista di
Madre Coraggio di Bertolt Brecht e cofondatrice, assieme a Erika e Klaus Mann, del cabaret politico “Die Pfeffermühle” (Die Giehse – Ein Leben für das Theater 1898-1975, Reprodukt, 2025); Emmie Arbel, sopravvissuta dal campo di sterminio di
Ravensbrück e Bergen-Belsen e protagonista di una complessa e dolorosa vicenda personale segnata da violenza e resistenza (Emmie Arbel. Die Farbe der Erinnerung,
Reprodukt, 2023); Irmina, personaggio di finzione ispirato a una vicenda reale, diventa una complice passiva del nazionalsocialismo in un percorso pieno di fratture
per la scelta tra libertà personale e la spinta verso l’ascesa sociale. (Irmina,Reprodukt, 2014); Kidane, immigrato eritreo nella Svizzera dei nostri giorni (Unsichtbar, autoprodotto, 2019; Invisibile, Internazionale, 2021).

C’è un interrogativo radicale e profondo con cui l’artista prova a dialogare attraverso la narrazione per immagini: come si va incontro alla Storia? Yelin trova una chiave potentissima nel fumetto di cui sfrutta la capacità di “dire senza dire”, “mostrare senza mostrare”, dare attraverso le figure un corpo a emozioni, sensazioni, anche “illuminazioni” che ci riportano a un vissuto, dove oggettività e soggettività si mescolano.

Basato su un intenso lavoro di ricerca storica e testimonianze dirette, il processo artistico di Barbara Yelin prende forma attraverso schizzi e storyboard disegnati, in cui
immagini e testi si sviluppano parallelamente. Le sue tavole nascono da una stratificazione di tecniche manuali – acquerello, matita, matite colorate e gouache – che rimangono volutamente visibili, restituendo il disegno come processo di pensiero.

Oltre a ciò, il 27 gennaio Barbara Yelin incontrerà gli studenti di alcune scuole superiori di Roma in un evento di alto valore culturale e formativo. Davanti agli alunni l’autrice e
illustratrice tedesca presenterà i temi centrali della sua opera e le sue tecniche pittoriche, per poi concludere l’incontro con una lettura scenica, in italiano e in tedesco, tratta da uno dei suoi libri.

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