Disabilità e assistenza, a Potenza si rischia lo stop totale
- Postato il 19 settembre 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Il Quotidiano del Sud
Disabilità e assistenza, a Potenza si rischia lo stop totale
Disabilità e assistenza, si rischia lo stop totale a Potenza. II futuro del welfare nelle mani della Giunta Bardi. Servono fondi per i cittadini. Lunedì incontro tra Comune e Regione. A ottobre i primi tagli.
POTENZA – Il termine ultimo per scongiurare i tagli annunciati dalla cooperativa “Nasce un sorriso” rimane il prossimo 30 settembre. Poi se non si troverà una soluzione – lunedì è in programma un incontro tra Comune e Regione – la scure dei tagli alle ore di assistenza agli alunni disabili si abbatterà sui lavoratori e sulle famiglie che già sono sul piede di guerra, così come i sindacati, per tutelare i propri figli. Il welfare della città capoluogo sta scivolando verso un punto di non ritorno – con i tagli al bilancio e i fondi attualmente disponibili il servizio seppure ridotto all’osso potrà essere garantito al massimo fino a fine dicembre – e a pagarne le spese saranno le fasce più deboli e i lavoratori.
Quello che inizialmente sembrava uno scontro politico e sindacale si sta rivelando per ciò che è veramente: un effetto domino. Il taglio all’assistenza scolastica ai disabili è solo la punta di un enorme iceberg. La realtà dei numeri è drammatica: alla luce del bilancio comunale e del fondo straordinario regionale – che per Potenza si è tradotto in 63.000 euro a fronte di un buco di oltre 360mila – si può ipotizzare che già a partire da gennaio il servizio di assistenza non sarà garantito.
LA CRISI DEL WELFARE E I TAGLI ALL’ASSISTENZA SCOLASTICA
Metà del fabbisogno orario rischia di restare scoperto, lasciando le famiglie nell’abbandono e i lavoratori con contratti ancora di più ridotti all’osso. Ma la crisi non si ferma qui. Le famiglie potentine si trovano già a fare i conti con un aumento del servizio mensa, scattato in proporzione alle fasce Isee. Il rischio è che molti nuclei familiari, schiacciati dai rincari, non riescano a sostenere il pagamento mensile. Lo scenario che si prospetta è bambini che rischiano di non poter mangiare a scuola perché i genitori non possono permettersi la retta. Di fronte a queste emergenze, la risposta delle istituzioni regionali è stata un muro di gomma.
L’assessore regionale alle Attività produttive, Francesco Cupparo, ha già fatto sapere nei giorni scorsi che la Regione non stanzierà ulteriori fondi. Una posizione di rigore finanziario che ignora la realtà sociale del capoluogo. Per salvaguardare i cittadini e i posti di lavoro, la Regione potrebbe superare gli steccati ideologici e il colore politico della giunta comunale. Non è il momento dei posizionamenti di partito: serve uno stanziamento straordinario di almeno 5 milioni di euro. Non chiamiamolo “Salva-Potenza” – formula che evoca vecchi fantasmi burocratici – ma un fondo salva-cittadini e salva-servizi essenziali.
ASSISTENZA E DISABILITÀ: I PRECEDENTI STORICI A POTENZAE L’APPELLO ALLA REGIONE
Un intervento del genere non sarebbe d’altronde una novità La storia amministrativa ricorda il precedente del vero fondo “Salva Potenza” varato durante la Giunta Guarente. In quell’occasione arrivarono 40 milioni di euro: se 13 milioni servirono a ripianare il disavanzo strutturale, il dato fondamentale di quell’operazione riguardò i restanti 27 milioni di euro, utilizzati da Guiarente per garantire i servizi essenziali e, di conseguenza, la dignità dei lavoratori e dei cittadini. Per uscire da questa perenne situazione di precarietà finanziaria comunale, la Regione potrebbe riconoscere stabilmente uno stanziamento straordinario per la città di Potenza.
Un “riconoscimento” economico da intendersi non come un favore o un privilegio ma come un atto dovuto alla luce del ruolo che il capoluogo riveste. Potenza è una città che eroga quotidianamente servizi sanitari, scolastici, amministrativi e di trasporto a migliaia di non residenti sopportandone interamente i costi. Se la Regione continuerà a girarsi dall’altra parte, a gennaio assisteremo al blocco di un servizio assistenziale fondamentale.
Il Quotidiano del Sud.
Disabilità e assistenza, a Potenza si rischia lo stop totale