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Dighe soffolte, pennelli e scogliere: un piano da 24 milioni per difendere le spiagge genovesi

  • Postato il 29 maggio 2026
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  • Di Genova24
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Dighe soffolte, pennelli e scogliere: un piano da 24 milioni per difendere le spiagge genovesi

Genova. Ammonta a 23,9 milioni di euro il valore totale delle opere di difesa della costa che il Comune di Genova considera necessarie per mettere in sicurezza il litorale. Un masterplan, ma soprattutto una lista della spesa, che in buona parte chiama in causa l’intervento finanziario della Regione sulla base del principio rimarcato dall’assessore Massimo Ferrante oggi in commissione consiliare a Tursi: “Al Comune spetta l’attuazione, ma loro dovrebbero fare la pianificazione e la programmazione”.

Intanto sono in corso e in parte già ultimati (Boccadasse e Sturla) gli interventi di ripascimenti e riprofilatura stagionali, per un impegno finanziario complessivo di 282mila euro sulle 30 spiagge di competenza comunale, da Vesima a Capolungo, su 12 chilometri di costa di competenza comunale, su 32 complessivi di costa.

“La difesa della costa è diventato un elemento dirimente della nostra città – aggiunge l’assessore -. Negli ultimi 15 anni abbiamo affrontato il tema idrogeologico e lì si è investito, ma sulle opere a mare siamo indietro. Le mareggiate sono sempre più intense e le falesie nel Levante hanno palesato tutte le loro pesanti difficoltà. Un mese e mezzo fa è venuto a Genova il capo dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano: anche lui non poteva che concordare sulla richiesta che la Regione si attivasse sulla parte normativa. Non possiamo andare avanti con singole comunicazioni spot”.

Nel frattempo la buona notizia è che finalmente si potrà partire coi lavori per realizzare la scogliera di Capolungo, nel punto interessato dalla maxi frana del 18 gennaio 2014. Dopo anni di burocrazia e intoppi giudiziari, a luglio 2024 erano stati affidati i lavori con un ribasso del 20%. Finora però l’intervento è rimasto fermo al palo: “Abbiamo avuto difficoltà perché non è mai stata trovata disponibilità da parte dell’Autorità portuale per un’area di stoccaggio dove depositare i massi. Gli spazi in città sono pochissimi, certi lavori prevedono una logistica che Genova fatica ad avere”, spiega Ferrante. Adesso il problema sarebbe in via di risoluzione.

Generico maggio 2026

Il piano del Comune: 23,9 milioni stimati, ma i costi saranno più alti

Ma è lunga la lista di ripascimenti strutturali, scogliere da ripristinare o costruire ex novo, dighe soffolte e pennelli che si dovranno realizzare per risolvere le criticità della costa genovese: inondazioni durante le mareggiate (come a Murcarolo), danni a strutture pubbliche e private, rischio di frane e crolli che in alcuni casi minacciano le case o semplicemente erosione continua delle spiagge.

Le risorse non bastano e le norme, talvolta, non aiutano. “Se una scogliera è troppo degradata, la Regione dice: dovevi intervenire prima, adesso devi presentare un progetto. E l’iter autorizzativo è lungo”, sottolinea Giuseppe Vestrelli, dirigente del settore Opere idrauliche. “Le cifre – prosegue – sono stimate in base al prezzario della Regione Liguria, ma in questo momento la voce per il carico di massi dal porto non è applicabile a Genova perché è necessario caricarli da qualche altra parte”. I costi effettivi, dunque, saranno ben più alti di quelli ipotizzati.

Tra gli interventi più onerosi in elenco c’è il progetto della diga soffolta per la spiaggia di Sturla, per cui è già stato sviluppato il progetto di fattibilità tecnico-economica, stimato in 6 milioni di euro, ai quali andrebbero aggiunti ulteriori 1,8 milioni per interventi di riassetto del litorale.

È in corso la redazione del Pfte per il ripristino della scogliera di piazzale Kennedy, per cui serviranno 2,5 milioni di euro. Altri 3 milioni andranno spesi per la messa in sicurezza di Boccadasse: qui si prevede una soffolta, ma anche il ripristino della scogliera e un sistema di stramazzi per il cosiddetto rio Asse, oggi convogliato sotto la distesa di massi ma con gravi problemi di deflusso anche a causa del repentino cambio di pendenza.

Generico maggio 2026

Per proteggere la strada di Murcarolo, dove il mare tracima regolarmente ad ogni libecciata costringendo spesso a limitare il traffico, sono al vaglio diverse soluzioni: una scogliera soffolta, una coppia di pennelli o una nuova scogliera che si elevi per 3 metri sopra il livello del mare. “È chiaro che la prima ipotesi sarebbe la migliore dal punto di vista paesaggistico e ambientale, ma offre una protezione molto modesta”, osserva Vestrelli.

Generico maggio 2026

Il masterplan stima opere per 2,5 milioni. Per la spiaggetta sarà necessario riposizionare la scogliera frangiflutti in buona parte scalzata dalle onde, ma anche in questo caso – a fronte di 200mila euro di lavori – servirà un progetto. Altri 800mila euro servono per completare la scogliera dell’ex tiro al volo di Quinto.

Generico maggio 2026

A Nervi si attende da anni la diga soffolta davanti alla Marinella, progetto inserito nel piano triennale dei lavori pubblici per un importo di 1,5 milioni a carico del Comune (oggi i costi sono già lievitati a 1,7 milioni). Il progetto definitivo c’è. La realizzazione dell’opera potrebbe sbloccare l’impasse sulla struttura storica tornata abbandonata dopo il fallimento dell’impresa che aveva tentato la riqualificazione. Sempre sulla passeggiata Anita Garibaldi si stimano 800mila euro per una nuova scogliera emersa davanti a Villa Pagoda.

A Ponente, invece, sono già progettati e finanziati i lavori di riqualificazione della passeggiata di Voltri dopo la revisione del progetto in base alle richieste dei residenti. Totale 1,6 milioni di euro, ma serviranno poi 3 milioni per completare il tratto di Ponente con una pesante incognita, quella legata ai detriti dello scolmatore del Bisagno che avrebbero dovuto costituire il ripascimento della spiaggia: “I lavori sono in ritardo, la talpa è stata bloccata dal materiale argilloso – ricorda Ferrante – e non è scontato che quel materiale possa essere utilizzato e ci venga fornito. Abbiamo ancora un capitolo aperto”.

Durante la commissione è intervenuto anche l’assessore al Demanio Marittimo, Davide Patrone, che ha fatto il punto sulla situazione delle spiagge di gestione comunali.

“Abbiamo posto particolare attenzione alle spiagge libere inclusive – ha spiegato l’assessore Patrone – sui Capo Marina, in posizione strategica in corso Italia, abbiamo investito nell’ultima variazione di bilancio 65mila euro per opere su servizi igienici, spogliatoi, ripristino e rinforzo delle opere complementari, oltre alla riprofilatura per dare dignità e decoro alla spiaggia. Gli ex Capo Marina, affidata in gestione ai Bagni Marina genovese, potranno diventare un driver di sviluppo con una nuova e futura vocazione sportiva, in particolare legata al volley e al beach volley. Abbiamo, inoltre, stanziato 250mila euro per le attività di salvamento sulle principali spiagge comunali: per la stagione balneare 2026 è confermato il servizio di assistenza alla balneazione sulle otto principali spiagge cittadine, che verrà effettuato tra metà giugno e metà settembre. Inoltre nelle sei spiagge inclusive e in quelle dove sono presenti servizi di assistenza per persone disabili abbiamo effettuato un investimento di 134mila euro oltre ai 65mila su Capo Marina”.

Le spiagge inclusive sono: a Ponente Spiaggia dei Bambini, Spiaggia Pegli Easy Beach, nel Medio Levante spiagge ex Capo Marina e Boccadasse e, infine, a Levante spiagge di Vernazzola e Sturla.

Durante la commissione è emerso che, per la stagione balneare 2026, è in corso un’interlocuzione tra il Comune di Genova e il Comando Militare dell’Esercito per la riapertura della spiaggia libera presso il litorale di corso Italia (tra gli stabilimenti Bagni Squash e Bagni Roma), struttura in consegna al Comando stesso.

 

 

 

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Genova24

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