Diga San Giuliano, «Alzare i limiti»

  • Postato il 29 marzo 2026
  • Antonio Decaro
  • Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Diga San Giuliano, «Alzare i limiti»

L’invaso della diga San Giuliano, nel territorio di Miglionico in Basilicata, è ora al massimo della capacità, di 53 milioni, rispetto a un potenziale di 94. Lo chiedono Cia Basilicata e Puglia per non far defluire l’acqua in mare


La Confederazione Italiana Agricoltori Basilicata e la Cia di Puglia hanno chiesto al prefetto di Matera e all’ufficio di Protezione civile della Regione Basilicata di «rivisitare con estrema urgenza i limiti di invasamento della diga di San Giuliano», situata nel territorio di Miglionico. Per le abbondanti piogge registrate negli ultimi mesi, l’invaso ha raggiunto il livello massimo autorizzato e questo ha impedito di trattenere ulteriori e importanti volumi di risorsa idrica che sono defluiti verso il mare.

DIGA SAN GIULIANO, LE RICHIESTA DI CIA BASILICATA E PUGLIA

«I presidenti delle due delegazioni, Gennaro Sicolo per CIA Puglia e Giambattista Lorusso per CIA Basilicata- si legge nella nota congiunta delle organizzazioni – hanno evidenziato come la struttura sia soggetta da oltre un decennio a un regime limitato che ne ha ridotto la capacità operativa a soli 53 milioni di metri cubi rispetto a un potenziale di 94 milioni, una restrizione scaturita in seguito agli eventi calamitosi avvenuti dopo il 2011». E poi: «A causa delle abbondanti piogge registrate negli ultimi mesi, l’invaso ha raggiunto il livello massimo autorizzato e questo ha impedito di trattenere ulteriori e importanti volumi di risorsa idrica che sono purtroppo defluiti verso il mare. Di fronte alla crescente ricorrenza di fenomeni meteo avversi legati ai cambiamenti climatici, l’organizzazione ha ritenuto opportuno richiedere alle autorità un intervento tempestivo per rivisitare al rialzo le attuali limitazioni».

AUMENTARE LA CAPACITÀ DI ACCUMULO DELLA DIGA

La richiesta ha puntato ad attivare, attraverso studi idraulici e valutazioni tecniche, le procedure necessarie per aumentare la capacità di accumulo della diga, così da poter gestire e soddisfare adeguatamente i bisogni idrici dei territori asserviti.
Nel frattempo la situazione in tutti gli invasi lucani è lo specchio fedele di un inverno carico di piogge che ha, di fatto, sospeso l’emergenza per la carenza idrica che tra ottobre e novembre aveva toccato livelli mai conosciuti in Basilicata. A Monte Cotugno, invaso particolarmente rilevante per l’agricoltura, ieri l’asticella dei volumi si è fermata a 253 milioni di metri cubi d’acqua: esattamente un anno fa c’erano invece 132 milioni, che a ottobre hanno sfiorato anche la quota drammatica di 32.

NIENTE SICCITÀ AL PERTUSILLO

Siccità dimenticata anche al Pertusillo, dove i 100 milioni di metri cubi di risorsa presente ieri, sabato 28 marzo 2026, superano di netto il quantitativo di un anno fa, quando il volume netto registrato si fermava invece a 71 milioni.

LA SITUAZIONE DEGLI INVASI IN BASILICATA

C’è soltanto un invaso in Basilicata in cui la quantità d’acqua rilevata ieri è lievemente minore a quella di dodici mesi fa, ed è la diga di Saetta (1,5 milioni rispetto a 1,6). Per il resto, anche nell’invaso di San Giuliano le rilevazioni di Acque del Sud segnalavano ieri la presenza di un volume netto di circa 50 milioni di metri cubi (49,7): praticamente il doppio del 28 marzo 2025, quando l’asticella si è fermata sui 25.9. Stessa situazione nella diga di Conza, che dai 24,9 milioni milioni di dodici mesi fa è passata ai 38,8 attuali. Segno più anche alla Camastra (11,6 milioni contro 11,2 del marzo scorso), al Basentello (5,5 milioni contro 2), alla diga di Gannano (2,3 milioni di metri cubi: l’anno scorso erano 2,1), Acerenza (7 milioni contro 4,2) e Genzano (1,7 milioni, un anno fa erano 1,6).

L’INCONTRO TRA BARDI E DECARO SUL TEMA DELLA GESTIONE IDRICA

Giovedì scorso il presidente della Regione Vito Bardi ha incontrato il suo omologo pugliese, Antonio Decaro, per un confronto istituzionale sul tema della gestione della risorsa idrica e sulle criticità che affliggono gli invasi. Nella nota della Regione è stato specificato che «nel corso dell’incontro è emersa la necessità di procedere a un aggiornamento dell’Accordo di Programma esistente, alla luce delle mutate condizioni climatiche e delle ricorrenti carenze idriche registrate negli ultimi anni».

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