Dietro al portale web antifa punito per terrorismo in Usa c'è un uomo vicino al Pd
- Postato il 30 agosto 2026
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- Di Libero Quotidiano
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Dietro al portale web antifa punito per terrorismo in Usa c'è un uomo vicino al Pd
La notizia è che il segretario di un’associazione che fornisce servizi informatici a organizzazioni criminali fa parte del gruppo di lavoro sulle politiche digitali e l’innovazione presentato in pompa magna dal Pd nel settembre 2023. C’era un’entusiasta Elly Schlein al Nazareno a fare gli onori di casa per l’iniziativa, il varo di una squadra capitanata da Fabrizio Barca, già ministro per la Coesione Territoriale nel governo di Mario Monti. Cose che capitano a sinistra, un po’ come andare a cena con Valter Lavitola nella convinzione che sia solo un innocuo burlone. L’uomo di questo nuovo scandalo, che possiamo scommettere non sarà oggetto delle prossime inchieste di Report, si chiama Paolo De Rosa. Regnanti gli esecutivi di Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte due e Mario Draghi, costui lavorava a Palazzo Chigi. A selezionarlo e portarlo lì fu il bocconiano Diego Piacentini, scelto nel 2016 da Matteo Renzi come futuro commissario per il Digitale e l’Innovazione, con tanto di benedizione di Jeff Bezos.
De Rosa è un tecnico, probabilmente anche bravo, che servì di fatto quattro esecutivi. C’è stato un momento in cui, sul finire del Covid, governando l’app Immuni e la certificazione del Green Pass, fu di fatto tra gli uomini più potenti d’Italia. Poi, quando si affacciò l’ombra del governo di Giorgia Meloni, preferì cambiare area e si ricollocò a Bruxelles, presso la Commissione Ue, alle dipendenze di Roberto Viola, anche lui area Pd, direttore generale per l’area Comunicazioni, Reti, Contenuti e Tecnologie. Coincidenza, fu Viola a segnalare Piacentini a Renzi.
Per non perdere l’orientamento in questo giro di nomine sinistre è bene tornare a bomba, e ogni riferimento ai clienti con il vizio dell’eversione che usufruiscono dei servizi di Autistici Inventati, la piattaforma gestita da AI Odv, l’associazione di cui De Rosa è segretario, è puramente casuale. Ebbene, accade che la specificità di Autistici inventati sia mettere a disposizione il suo server e le risorse necessarie perché un sito sia accessibile via internet; con la particolarità però di garantire a chi la utilizza la segretezza su proprietà, organizzazione e utenti. Accade anche che Autistici Inventati sia stata per la sua attività inserita nella lista nera del Dipartimento di Stato degli Usa e di quello del Tesoro, che l’hanno definita «un gruppo estremista che gestisce l’infrastruttura digitale per cellule violente di Anti-fa e altri militanti dell’estrema sinistra in tutto il mondo». Insomma, sarebbe una piattaforma para-terrorista, con compiti sia di assistenza, sia di raccolta fondi, sia di copertura. Si tratta di servizi in buona parte criptati ed è per questo che sono i preferiti dagli estremisti di sinistra e dai jihadisti. Il rapporto americano dettaglia molto bene che questi servizi sono utilizzati, tra l’altro, nella pianificazione di attentati.
Solito eccesso trumpiano in spregio ai principi di democrazia e libera informazione? Non esattamente. Grazie al lungo lavoro giornalistico di Sara Sonnessa, indomita reporter di Torino Cronaca, si è saputo infatti che Autistici Inventati, che in queste ore sta cercando di nascondersi sulla rete, gestisce oltre seicento siti. Tra di essi, i profili del centro sociale Askatasuna, del centro sociale Gabrio, degli anarchici dell’Edera, ma perfino di Sfatiamo questo tabù, consesso di menti socio-giuridico-politico dedite alla missione di far uscire dal carcere gli ultimi brigatisti rossi. Tra gli aderenti, avvocati e professori universitari. Ma girano sulla piattaforma anche gruppi di estremisti islamici, fanatici ambientalisti, Hamas.
Per fare un esempio pratico recente della funzionalità della piattaforma, è attraverso di essa che si sono organizzati il 25 luglio scorso gli antagonisti francesi che misero a ferro e fuoco la Val di Susa. Quanto ai soldi, che si sappia al momento, ne gira qualcuno. AI Odv ha un iban al quale si possono far arrivare donazioni e l’associazione può ricevere anche l’8 per mille delle tasse, entrata modesta ma quasi raddoppiata nel giro di un anno, dal 2024 al 2025. Il dato economico serve perché potrebbe essere decisivo per condannare Askatasuna per associazione a delinquere, nel processo attualmente in appello a Torino.
E la sinistra? Inizialmente ha abbozzato una difesa di Autistici Inventati, o meglio un attacco a Trump per difendere i propri sodali; poi, chiarendosi il quadro, ha iniziato a defilarsi per non lasciare tracce. All’attacco è invece passato Fratelli d’Italia. L’onorevole Augusta Montaruli, torinese, e l’europarlamentare Carlo Fidanza hanno annunciato due interrogazioni. La prima alla Camera, per verificare se l’associazione di cui è segretario De Rosa si è prestata a raccogliere fondi per organizzazioni terroristiche. La seconda all’europarlamento, per chiedere conto del ruolo attuale di De Rosa. A mettere il dito nella piaga è anche Luca Pantanella, segretario provinciale della Fsp Polizia di Stato di Torino, che denuncia «le sconcertati contiguità tra istituzioni e gruppi eversivi, che garantiscono all’anti-Stato di agire nella più totale impunità».
E senza volere alzare il dito accusatorio contro il Pd, o quantomeno su come sceglie i suoi super tecnici, è indubbio che il tema delle coperture, inconsapevoli, casuali, circostanziali o fatali che siano tra sinistra non necessariamente estrema e illegalità rivoluzionaria è da anni al centro del dibattito sulla sicurezza nazionale. Prima di guardare a Vladimir Putin e a Mosca, guardiamo al Nazareno e a Bruxelles, dove De Rosa era ed è di casa.
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