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Dieta e sport, così si saluta il diabete di tipo 2
Postato il 3 ottobre 2026
Di Focus.it
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3 min di lettura
In sintesi
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Una combinazione vincente e micidiale che abbina una dieta ipocalorica a unprogramma di esercizio fisico strutturato ha mandato al tappeto (o in remissione, con termini più adatti al linguaggio medico) il diabete di tipo 2 a esordio precoce nella metà dei partecipanti a uno studio clinico.
L'importante risultato, presentato al congresso annuale dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) a Milano e pubblicato sul Lancet Regional Health Americas, traccia una strada per affrontare una forma di diabete in rapido aumento, più pericolosa e aggressiva rispetto al diabete di tipo 2 diagnosticato in età avanzata.. Pazienti da seguire con attenzione. Il diabete di tipo 2, che in passato riguardava soprattutto adulti di mezza età e anziani, si sta progressivamente diffondendo nei giovani sotto i 40 anni (nei quali viene definito a esordio precoce). Negli ultimi 30 anni, il numero di under 40 affetto da questo sottotipo di diabete è cresciuto notevolmente e in modo molto rapido: soltanto dal 2013 al 2021 i casi nel mondo sono passati da 63 milioni a 260 milioni.
Rispetto alla forma di diabete di tipo 2 che interessa gli anziani, quella a esordio precoce è più aggressiva e legata a un rischio maggiore di complicanze come malattie renali e cardiovascolari. Una delle ragioni è che un'esposizione più prolungata a glicemia troppo elevata moltiplica il rischio di disturbi connessi al diabete e accorcia l'aspettativa di vita.. Dieta ferrea ed esercizio. Gli scienziati di tre centri tra Canada e Regno Unito hanno seguito adulti tra i 18 e i 45 anni con questa forma di diabete, affetti da obesità e non in terapia insulinica. I 96 partecipanti sono stati assegnati in modo casuale al gruppo sottoposto a dieta ed esercizio o a quello mantenuto in regime di cure standard, e i risultati dei trattamenti sono stati valutati in cieco - da scienziati, cioè, che non conoscevano a quale dei due gruppi fosse stato assegnato ciascuno.. Metà dei partecipanti ha seguito per le prime 12 settimane una dieta da 800-900 kcal giornaliere, abbinata ad esercizio fisico (aerobico e di resistenza) supervisionato due volte a settimana e a un allenamento in autonomia una volta a settimana. Per altre 12 settimane, i partecipanti hanno seguito una dieta di mantenimento e si sono allenati senza supervisione. . All'inizio del trattamento, i volontari hanno interrotto, sotto attento controllo medico e a patto che non mostrassero sofferenza renale, tutti i farmaci ipoglicemizzanti e ipotensivi. Hanno dovuto consumare due litri di liquidi senza calorie al giorno e, dopo le prime due settimane di pasti sostitutivi, calibrati per la perdita di peso, hanno potuto introdurre gli alimenti normali con una maggiore varietà di proteine, verdure non amidacee e frutta, mantenendo lo stesso apporto calorico.. Remissione nella metà dei casi. Dopo 24 settimane, 27 partecipanti su 50 sottoposti a dieta ed esercizio hanno raggiunto la remissione dal diabete di tipo 2: il 54% dei partecipanti, rispetto al 4% del gruppo di controllo. Chi si trovava nel gruppo di intervento ha avuto una probabilità 21 volte maggiore di raggiungere la remissione rispetto a chi si trovava nel gruppo di controllo. I partecipanti del gruppo di intervento attivo hanno perso, nel tempo dello studio, in media 8,4 kg, a partire dai 100,7 kg di peso medio.. Lo studio è significativo perché si rivolge a una popolazione clinica in crescita e perché, rispetto agli studi precedenti che si erano focalizzati sulla dieta soltanto, questo si è concentrato sulla conservazione della massa muscolare durante la fase intensiva della perdita di peso.
«Preservare la massa muscolare durante la perdita di peso finalizzata alla remissione potrebbe avere importanti implicazioni per la salute metabolica a lungo termine, la funzionalità fisica e il decorso della malattia» spiegano gli autori dello studio..
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