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Diabete 2, il nuovo farmaco che fa perdere peso e abbassa la glicemia: cosa ha scoperto lo studio

  • Postato il 24 settembre 2026
  • Lifestyle
  • Di Blitz
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Diabete 2, il nuovo farmaco che fa perdere peso e abbassa la glicemia: cosa ha scoperto lo studio

Un nuovo farmaco sperimentale potrebbe diventare uno dei prossimi protagonisti nella cura del diabete tipo 2 associato a sovrappeso e obesità. Si chiama enicepatide, conosciuto durante lo sviluppo anche con il nome di CT-388, ed è una molecola somministrata una volta alla settimana attraverso un’iniezione sottocutanea.

In uno studio clinico di fase 2, il trattamento ha prodotto contemporaneamente una forte riduzione della glicemia e del peso corporeo. Alla dose più alta testata, dopo 48 settimane, i partecipanti hanno perso in media il 15,5% del peso iniziale, mentre l’emoglobina glicata, il principale parametro utilizzato per valutare il controllo della glicemia nel tempo, è diminuita di 2,65 punti percentuali.

Sono risultati importanti, ma c’è una precisazione fondamentale: enicepatide non è ancora un farmaco disponibile per i pazienti. Si trova ancora nella fase di sperimentazione clinica.

Che cos’è enicepatide

Enicepatide è un farmaco sperimentale sviluppato da Roche e appartiene alla stessa grande famiglia di trattamenti che agiscono sulle incretine, gli ormoni intestinali coinvolti nella regolazione dell’appetito e della glicemia.

La particolarità della molecola è che agisce contemporaneamente su due recettori: GLP-1 e GIP.

È un meccanismo simile a quello della tirzepatide, già utilizzata nel trattamento del diabete tipo 2 e, in specifiche formulazioni e indicazioni, dell’obesità.

L’obiettivo è sfruttare contemporaneamente i due segnali per migliorare il controllo della glicemia e favorire la perdita di peso. Enicepatide viene somministrata una volta alla settimana.

Lo studio ha coinvolto 447 persone con diabete tipo 2

laboratorio di ricerca
Lo studio ha coinvolto 447 persone con diabete tipo 2 (blitzquotidiano.it)

Il nuovo risultato arriva dallo studio di fase 2 CT-388-104. La sperimentazione ha coinvolto 447 adulti con diabete tipo 2 e sovrappeso oppure obesità. I partecipanti avevano un’età compresa tra 18 e 75 anni e un indice di massa corporea di almeno 25.

Lo studio era randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. I partecipanti sono stati suddivisi tra placebo e diversi dosaggi di enicepatide.

I ricercatori hanno seguito i partecipanti per 48 settimane, valutando principalmente due parametri: la variazione dell’emoglobina glicata e la variazione del peso corporeo. Ed entrambi gli obiettivi principali sono stati raggiunti.

La glicemia è scesa in modo significativo

Il dato più importante riguarda l’HbA1c, cioè l’emoglobina glicata. Questo valore permette di avere un’indicazione della glicemia media degli ultimi mesi ed è uno dei parametri centrali nella gestione del diabete.

Nel gruppo che ha ricevuto la dose più alta di enicepatide, pari a 24 mg, l’HbA1c è diminuita in media di 2,65 punti percentuali dopo 48 settimane.

Il valore medio di partenza in questo gruppo era dell’8,1%. L’effetto è risultato ancora più marcato tra le persone che all’inizio dello studio avevano un controllo particolarmente scarso della glicemia, con HbA1c superiore all’8,5%: in questo sottogruppo la riduzione media è stata di 4,13 punti percentuali.

È un dato che aiuta a capire quanto possa essere rilevante la diminuzione osservata, ma non significa che tutti i pazienti rispondano nello stesso modo.

Il 62% ha raggiunto valori glicemici nella norma

Un altro dato comunicato da Roche riguarda i partecipanti che hanno ricevuto la dose di 24 mg. Dopo 48 settimane, il 90% aveva raggiunto un valore di HbA1c pari o inferiore al 6,5%, soglia utilizzata per la diagnosi di diabete.

Ancora più interessante è il dato relativo alla normoglicemia: il 62% dei partecipanti di questo gruppo ha raggiunto un’HbA1c inferiore al 5,7%, cioè un valore nella fascia considerata normale.

Anche in questo caso, però, è importante non confondere il raggiungimento di un determinato valore di glicemia con la guarigione dal diabete.

Il diabete tipo 2 è una malattia cronica e il controllo della glicemia durante uno studio non equivale automaticamente a una remissione duratura.

Il peso è diminuito del 15,5%

L’altro grande risultato riguarda il peso corporeo. Alla dose di 24 mg, i partecipanti hanno perso in media il 15,5% del peso iniziale dopo 48 settimane.

Un aspetto sottolineato dai ricercatori è che alla fine del periodo osservato non era ancora evidente un vero plateau della perdita di peso.

La riduzione del peso è particolarmente importante nel diabete tipo 2 associato a sovrappeso o obesità perché perdere peso può contribuire a migliorare diversi aspetti della salute metabolica, compreso il controllo della glicemia.

Ma anche qui bisogna evitare una semplificazione: l’effetto del farmaco non può essere ridotto semplicemente alla perdita di peso.

Perché agire sia sul GLP-1 sia sul GIP?

Per capire la logica del trattamento bisogna tornare alle incretine. Il GLP-1 è un ormone prodotto dall’intestino che partecipa alla regolazione della glicemia e dell’appetito. I farmaci che ne imitano l’azione possono favorire una maggiore secrezione di insulina quando la glicemia è elevata, ridurre il glucagone e rallentare lo svuotamento gastrico, contribuendo anche a ridurre l’appetito.

Il GIP è un altro ormone intestinale coinvolto nella regolazione del metabolismo.

Enicepatide prova a sfruttare contemporaneamente entrambe queste vie.

È lo stesso principio generale alla base dei farmaci duali GLP-1/GIP, una classe che negli ultimi anni ha attirato enorme attenzione proprio perché può produrre effetti importanti sia sul metabolismo sia sul peso corporeo.

Quali effetti indesiderati sono stati osservati?

Il profilo di sicurezza riportato nello studio è stato descritto come coerente con quello già osservato con i farmaci della classe delle incretine. Gli effetti indesiderati più comuni sono stati soprattutto gastrointestinali, come nausea, vomito e diarrea.

La sospensione del trattamento a causa di eventi avversi è stata bassa: circa il 2% nei gruppi trattati con enicepatide, mentre non sono state riportate interruzioni per eventi avversi nel gruppo placebo.

Roche non ha segnalato nuovi segnali di sicurezza rispetto a quelli attesi per questa classe di farmaci.

Questo, però, non significa che il profilo di sicurezza sia già definitivamente stabilito. Uno dei motivi per cui servono studi più grandi e più lunghi è proprio quello di valutare meglio gli effetti indesiderati meno frequenti e quelli che possono emergere con un’esposizione prolungata.

È già disponibile per chi ha il diabete?

No. Enicepatide è ancora un farmaco sperimentale e non è stato approvato dalle autorità regolatorie per il trattamento del diabete tipo 2 o dell’obesità. I risultati appena comunicati sono infatti quelli di uno studio di fase 2.

Prima di un’eventuale approvazione sono necessari ulteriori studi clinici, nei quali la molecola dovrà confermare efficacia e sicurezza in popolazioni più ampie e per periodi più lunghi.

Roche ha annunciato l’intenzione di portare avanti il programma di sviluppo verso la fase 3, compresi studi dedicati al controllo glicemico e alla valutazione degli eventuali effetti cardiovascolari.

Non significa che il diabete sia stato “curato”

I risultati possono essere facilmente interpretati in maniera eccessivamente ottimistica, soprattutto considerando che alcuni partecipanti hanno raggiunto valori glicemici nella fascia normale.

Ma normalizzare l’HbA1c durante il trattamento non equivale a guarire dal diabete.

Per parlare di remissione servono criteri specifici e, soprattutto, il mantenimento del controllo glicemico senza terapia per un determinato periodo di tempo.

Nel caso di questo studio, il risultato dimostra piuttosto che una molecola sperimentale può produrre un miglioramento molto significativo di due importanti caratteristiche della malattia: iperglicemia e eccesso di peso.

Sarà necessario capire quanto a lungo questi benefici possano essere mantenuti e cosa accada quando il trattamento viene interrotto.

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Autore
Blitz

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