Depositi costieri, i 16 punti del sindaco di Vibo per spostarli dal porto
- Postato il 7 marzo 2026
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Depositi costieri, i 16 punti del sindaco di Vibo per spostarli dal porto

Il sindaco di Vibo, Enzo Romeo, annuncia il protocollo da sottoporre alla Meridionale Petroli nel quale si insiste sulla delocalizzazione dei depositi costieri dal Porto di Vibo Marina al polo industriale di Porto Salvo
VIBO VALENTIA – La carta dell’amministrazione Romeo per evitare la concessione ventennale alla Meridionale Petroli e procedere alla delocalizzazione dei depositi costieri, sulla quale si erano espresso anche il consiglio comunale e provinciale, dal porto di Vibo Marina è un protocollo d’intesa in 16 punti da sottoporre alla società, dopo che le altre parti interessate ne hanno preso visione e già sottoscritto: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Calabria, Corap, Arsai e Autorità di Sistema Portuale. La bozza finale del documento è infatti pronta. A darne notizia è il sindaco Enzo Romeo evidenziando che l’atto rappresenta “il primo passo concreto verso una soluzione definitiva” per il trasferimento degli impianti della Meridionale Petroli dall’area portuale al polo industriale di Porto Salvo, aprendo così la strada a un nuovo modello di sviluppo per il waterfront di Vibo Marina.
IL SINDACO DI VIBO: «UN PATTO PER LO SVILUPPO»
«Abbiamo lavorato incessantemente per costruire un’alternativa concreta – afferma il sindaco Romeo –. Il documento che abbiamo inviato alla Meridionale Petroli non è soltanto un atto tecnico, ma un vero patto di sviluppo che mette nero su bianco il trasferimento degli impianti nell’area industriale di Porto Salvo. Una condizione di vantaggio che abbiamo voluto offrire all’azienda per tutelare lavoro e produzione, ma con un principio chiaro: il porto deve tornare ai cittadini».
IL COMUNE DI VIBO CONTRARIO ALLA CONCESSIONE VENTENNALE ALLA M.P.
La posizione del Comune, sostenuta anche dalle risoluzioni approvate in sede comunale e dal Consiglio provinciale, resta ferma sul nodo della durata della concessione. L’amministrazione respinge infatti l’ipotesi di un rinnovo ventennale richiesta dalla società: «Se la Conferenza dei servizi ha espresso il proprio nulla osta tecnico – prosegue Romeo – resta aperta la questione della durata della concessione. Mentre l’azienda punta a restare sul waterfront per altri vent’anni, noi proponiamo una concessione di transizione, limitata a circa 30 mesi, il tempo strettamente necessario per avviare e completare la delocalizzazione».
I RUOLI DEGLI ENTI PER ARRIVARE ALLA DELOCALIZZIONE DEI DEPOSITI COSTIERI
Il documento definisce nel dettaglio anche il ruolo delle istituzioni coinvolte nel percorso di trasferimento. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrà il compito di coordinare il tavolo tecnico interistituzionale e di promuovere gli strumenti necessari per accompagnare la delocalizzazione, favorendo l’allineamento tra il procedimento di rinnovo della concessione demaniale e l’avvio del nuovo insediamento industriale. Non si esclude, inoltre, il ricorso a strumenti di programmazione negoziata come un accordo di programma che consenta di definire in maniera chiara tempi, risorse e responsabilità.
Alla Regione Calabria spetterà invece il coordinamento amministrativo delle autorizzazioni necessarie, con l’individuazione di un referente unico incaricato di seguire l’iter dei procedimenti relativi agli aspetti urbanistici, ambientali e demaniali, con l’obiettivo di semplificare e velocizzare i passaggi burocratici.
PREVISTA ANCHE L’ISTITUZIONE DI UN TAVOLO TECNICO
Il Comune di Vibo Valentia si impegna a sostenere l’intero percorso di delocalizzazione dei depositi costieri favorendo le procedure urbanistiche e amministrative necessarie alla realizzazione del nuovo impianto nell’area industriale di Porto Salvo. Tra le azioni previste vi è anche l’istituzione di un tavolo tecnico permanente, che dovrà essere attivato entro sessanta giorni dalla firma del protocollo e che avrà il compito di monitorare l’avanzamento del piano di trasferimento.
Un ruolo fondamentale sarà svolto dall’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, chiamata a concludere il procedimento di rinnovo della concessione con una soluzione temporanea e limitata nel tempo, utile a garantire la continuità delle attività fino al completamento della delocalizzazione. La durata massima prevista per questa fase transitoria non potrà superare i quattro anni.
LO SPOSTAMENTO DEI DEPOSITI NELL’AREA INDUSTRIALE DI PORTO SALVO
Per quanto riguarda la nuova localizzazione, Arsai e Corap hanno già manifestato la disponibilità a valutare l’eventuale insediamento della Meridionale Petroli nell’area industriale di Porto Salvo. L’eventuale autorizzazione sarà però subordinata a verifiche tecniche legate alla compatibilità dell’attività con la pianificazione dell’area e alla realizzazione delle infrastrutture necessarie, tra cui le condotte per il trasporto dei carburanti e i sistemi di sicurezza per lo stoccaggio.
Il protocollo prevede anche impegni precisi a carico della società. La Meridionale Petroli dovrà infatti presentare entro sessanta giorni dalla firma dell’intesa una proposta di piano di delocalizzazione contenente lo studio di fattibilità tecnico-economica, l’individuazione dell’area, il layout preliminare dell’impianto, il cronoprogramma dei lavori e una prima valutazione degli impatti ambientali e delle misure di sicurezza.
“SARANNO SALVAGUARDATI I LIVELLI OCCUPAZIONALI”
Tra gli elementi indicati nel documento vi è anche la salvaguardia dei livelli occupazionali e dell’indotto collegato all’attività. L’azienda dovrà quindi garantire la continuità dei posti di lavoro e mantenere un confronto costante con le organizzazioni sindacali durante tutte le fasi del trasferimento. Per assicurare il coordinamento dell’intero processo verrà istituito un tavolo tecnico permanente composto dai rappresentanti delle istituzioni firmatarie e dalla stessa società, con funzioni di monitoraggio e verifica dell’avanzamento delle attività. Ai lavori potranno partecipare anche altri enti competenti, tra cui Prefettura, Capitaneria di porto e Vigili del fuoco, soprattutto per gli aspetti legati alla sicurezza e alla prevenzione dei rischi.
«Abbiamo creato un percorso che prima non esisteva – sottolinea Romeo – superando ostacoli burocratici e costruendo una via d’uscita concreta. Ora la Meridionale Petroli deve decidere se essere protagonista del rilancio di Vibo Marina firmando l’intesa, oppure restare su una posizione di privilegio che la città non è più disposta ad accettare».
CONTEMPERARE NAUTICA CON TURISMO
Per l’amministrazione comunale la partita riguarda il futuro dell’intero sistema portuale. L’obiettivo è trasformare il waterfront in un’area più sicura e compatibile con la vocazione turistica e urbana del territorio, puntando sullo sviluppo della nautica da diporto, dei servizi portuali e di nuove attività legate all’economia del mare.
Il cosiddetto “Modello Vibo”, conclude il sindaco, punta dunque su un fronte istituzionale compatto che rivendica il diritto di programmare il proprio sviluppo portuale e urbano. La decisione finale, ora, passa alla società privata chiamata a pronunciarsi sulla firma del protocollo.
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Depositi costieri, i 16 punti del sindaco di Vibo per spostarli dal porto