Depositi chimici e piano regolatore, i lavoratori di Carmagnani e Superba insorgono: “Preoccupati e delusi”
- Postato il 23 settembre 2026
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- Di Genova24
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Genova. Prosegue il dibattito sulle bozze del nuovo piano regolatore, dopo le posizioni espresse dalla giunta ieri in Consiglio comunale, questa mattina i sindacati hanno incontrato il vicesindaco Alessandro Terrile, per chiedere chiarimenti sul futuro degli impianti di Multedo, da anni in attesa di una scelta “della politica” sul proprio destino.
L’incontro, secondo le segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl Uiltec Uil, è partito con il piede sbagliato: “Era un appuntamento atteso da oltre sei mesi, più volte calendarizzato, spostato e rinviato – si legge nella loro nota stampa unitaria – Registriamo con forte rammarico l’assenza della Sindaca e degli Assessori competenti: un segnale che non possiamo non leggere come mancanza di attenzione verso una vertenza che riguarda decine di lavoratori e le loro famiglie”.
Durante l’incontro si è discusso del confronto avuto tra amministrazione comunale e Autorità di sistema portuale, dal quale sono emerse le ipotesi che in questi giorni stanno riscaldando il clima politico in città: nuovi riempimenti, nuove infrastrutture, e due possibili strade per risolvere il dossier del dislocamento dei depositi chimici, una negli spazi di porto petroli, l’altra nel bacino portuale di Pra’, con la possibilità della costruzione di un ancora non meglio definito polo energetico: “Ipotesi che, a nostro giudizio, presentano criticità evidenti e tutt’altro che marginali – commentano i rappresentanti dei lavoratori – In primo luogo, la distanza delle aree individuate dalle abitazioni si attesterebbe intorno ai 350 metri: una condizione che rischia di riproporre esattamente le stesse problematiche che si vorrebbero risolvere. In secondo luogo, le proposte avanzate dall’Autorità Portuale richiedono accordi ancora tutti da costruire con altri operatori del porto, e soprattutto non offrono alle aziende una reale e solida prospettiva industriale. Senza certezze sui tempi, sugli spazi e sulle condizioni operative, parlare di soluzione è prematuro”.
“Il clima con cui usciamo da questo incontro è di profonda delusione – concludono i sindacati – Non abbiamo ricevuto risposte concrete e non vediamo un’Amministrazione comunale realmente impegnata a governare questo percorso. Siamo seriamente preoccupati per il futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti e amareggiati per quella che rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione persa per la dimensione industriale della nostra città. Genova non può permettersi di rinunciare a pezzi del proprio tessuto produttivo per mancanza di scelte. erve una regia pubblica chiara, tempi certi e soluzioni che tengano insieme la tutela dei cittadini, la sicurezza e la salvaguardia dell’occupazione”. Da qui la richiesta di un incontro ufficiale con AdSp, per “entrare nel merito delle ipotesi”, “pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a tutela dei lavoratori”.