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Demolizione del viadotto Tiera: ci si mobilita per il canile comunale

  • Postato il 25 luglio 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Demolizione del viadotto Tiera: ci si mobilita per il canile comunale

Il Quotidiano del Sud
Demolizione del viadotto Tiera: ci si mobilita per il canile comunale

Demolizione del viadotto Tiera: ci si mobilita per i cani, un coro di proteste a difesa del canile. Nelle ultime ore messaggi whatsapp e presa di posizione di “Mici Fido”


POTENZA – Domani 26 luglio 2026, alle  10 , il viadotto di Tiera a Potenza verrà abbattuto tramite il brillamento controllato di microcariche esplosive. L’operazione è indispensabile per sbloccare la linea ferroviaria Potenza-Foggia, interrotta da un anno a causa del cedimento di un pilone. Se l’intervento promette di ripristinare i trasporti regionali, sul fronte locale ha scatenato un durissimo scontro istituzionale, legale e sociale: a soli 50 metri dall’epicentro della detonazione sorge infatti il canile comunale, che ospita tra i 500 e i 700 cani. Nelle ultime ore sta girando su whatsapp un messaggio virale, condiviso da volontari, come Graziella Salvatelli  («mi domando   perché il Comune di Potenza non proceda al piano di sterilizzazione dei randagi»)  e cittadini preoccupati per la sorte dei cani.

“Attenzione: salviamo i cani del canile! – questo il testo –  Domenica ci sarà la detonazione del ponte a 50 metri dal canile. Non possiamo restare a guardare: le esplosioni e il rumore forte rappresentano un grave pericolo e un enorme trauma per i cani della struttura. Partecipiamo in massa per bloccare il tutto! La presenza di tutti è fondamentale per far sentire la nostra voce e proteggere gli animali.”

DEMOLIZIONE DEL VIADOTTO TIERA LA REAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI SUL CANILE E IL NODO SULLE TEMPISTICHE DEI SOCCORSI

La preoccupazione della comunità è altissima. La paura principale è che i protocolli di sicurezza non bastino a evitare un vero e proprio trauma per gli animali. Il countdown per la demolizione controllata del viadotto di Tiera accelera accendendo sempre più  i riflettori sul destino dei tantissimi animali presenti nell’area interessata dall’esplosione. Sulla delicata questione ieri è intervenuta l’associazione “Mici Fido” chiedendo massima chiarezza alle istituzioni e invitando la politica a una riflessione più profonda che superi la logica dell’emergenza. Sul caso è intervenuta duramente anche la politica locale attraverso le parole di Lucia Pangaro, coordinatrice di Azzurro Donna Forza Italia Basilicata. L’esponente azzurra ha espresso forte preoccupazione per le modalità di gestione post-esplosione, sollevando un dettaglio critico sulle tempistiche di intervento dei soccorsi privati: «ai volontari stabili del canile – ha scritto su Facebook –  infatti, sarà consentito l’ingresso nella struttura soltanto dopo 4 ore dall’abbattimento».

Un lasso di tempo giudicato decisamente troppo lungo da chi conosce la fragilità psicologica dei cani di fronte a eventi traumatici. Secondo Pangaro, l’impossibilità per le figure di riferimento degli animali di accedere subito alle gabbie per calmarli e verificare ferite o malori rischia di amplificare a dismisura gli effetti del panico da detonazione

Le autorità locali, in accordo con l’Asp, hanno optato per il non-trasferimento dei cani ospitati nella struttura comunale adiacente al viadotto, giudicando lo spostamento troppo rischioso e predisponendo un protocollo di tutela per limitare lo stress da brillamento. Una decisione che la presidente di Mici Fido, Simona Cuomo, non contesta a priori, ma su cui esige massima chiarezza: «Non vogliamo alimentare polemiche pretestuose o allarmismi, ma il benessere animale va tutelato con trasparenza. Chiediamo di rendere pubbliche le valutazioni tecnico-scientifiche alla base di questa scelta».

LE RESPONSABILITÀ SUL RANDAGISMO, LA FAUNA SELVATICA E LE AZIONI LEGALI

L’associazione solleva inoltre un interrogativo sul ruolo del gestore della struttura, chiedendo se abbia partecipato attivamente proponendo alternative o se abbia semplicemente subito decisioni calate dall’alto. Il cuore della riflessione di Mici Fido si sposta poi sui numeri e sulle responsabilità politiche di lungo periodo. Se oggi la città si trova in difficoltà nel mettere in sicurezza una popolazione stimata tra i 500 e i 700 cani, il problema – secondo l’associazione – affonda le radici nel passato. «La vera domanda è perché Potenza abbia oggi un numero così elevato di cani rinchiusi» incalza Cuomo, chiedendo un bilancio consuntivo sulle politiche attuate dalle amministrazioni passate e presenti. Sotto la lente d’ingrandimento finiscono la prevenzione del randagismo, le campagne per le adozioni responsabili, i fondi per le sterilizzazioni e la reale collaborazione con il terzo settore. «Serve un cambio di prospettiva: politiche strutturali che riducano la presenza nei canili, non solo risposte emergenziali». 

Infine, il comunicato solleva una questione finora rimasta nell’ombra: l’impatto del forte boato sulla fauna selvatica locale. Animali che non hanno voce, né strutture di protezione, ma che subiscono l’invasività di un simile intervento sul territorio. L’associazione ricorda che la tutela della biodiversità deve restare una priorità assoluta e non un tema di serie B da accantonare durante le emergenze. L’auspicio finale è che l’imminente intervento si trasformi in un tavolo di reale concertazione e collaborazione trasparente tra istituzioni, veterinari e volontari, per far sì che la sicurezza degli animali – di tutti gli animali – sia la vera priorità.

DEMOLIZIONE DEL VIADOTTO TIERA, LA DIFFIDA DELLA LNDC E LE MISURE DI SICUREZZA DISPOSTE DALL’ASP A TUTELA DEI CANI DEL CANILE

La Lega nazionale per la difesa del cane (Lndc), ricordiamo,  è già passata alle vie legali depositando una diffida formale a Comune, Prefettura e Asp Basilicata, chiedendo la sospensione del brillamento in assenza di una totale evacuazione.

Sul fronte politico, il consigliere regionale di Forza Italia Fernando Picerno ha sollevato un’aspra polemica sulla disparità di trattamento: l’ordinanza sindacale prevede lo sgombero totale degli esseri umani nel raggio di 130 metri, ma centinaia di cani resteranno confinati nei recinti a ridosso dell’area di pericolo. Il Dipartimento di Prevenzione Sanità e Benessere Animale dell’ASP Basilicata, guidato da  Vito Bochicchio, difende la scelta del non-trasferimento (ritenuto più stressante del brillamento stesso) e ha confermato un protocollo straordinario: posizionamento di pannelli fonoassorbenti lungo il perimetro,  somministrazione di mangimi complementari ad azione calmante e arretramento dei cani dai box più vicini al viadotto e presidio continuo di un’équipe di veterinari. Secondo i tecnici, l’esplosione durerà un solo secondo, riducendo al minimo l’impatto. Ma tutto questo non  basta per rassicurare volontari e cittadini che temono il peggio.

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