Delmastro, Camera dice no a uso chat con Caroccia: in aula bagarre e proteste opposizioni
- Postato il 5 agosto 2026
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Il Quotidiano del Sud
Delmastro, Camera dice no a uso chat con Caroccia: in aula bagarre e proteste opposizioni
Roma, 5 ago. (askanews) – L’Aula della Camera ha detto no alla
richiesta della Procura di Roma di utilizzare le chat tra Andrea
Delmastro (Fdi) e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan
Senese. A scrutinio segreto – richiesto da Pd, Avs e M5s – i sì
alla relazione della Giunta per le autorizzazioni (contraria alla
richiesta) sono stati 206 i no 133.
La seduta, accesa fin da subito, è stata infuocata
dall’intervento del capogruppo di Fdi Galeazzo Bignami, che ha
tra l’altro attaccato l’ex presidente della Repubblica Oscar
Luigi Scalfaro.
“La proposta della Giunta di negare l’autorizzazione al sequestro
della corrispondenza dell’onorevole Delmastro Delle Vedove non
costituisce alcuna interferenza nell’attività giudiziaria, ma
rappresenta il corretto e responsabile esercizio di una
competenza che la Costituzione attribuisce espressamente alla
Camera”, ha detto nella sua relazione il deputato di
Forza Italia Pietro Pittalis, relatore di maggioranza del
dossier. Di tutt’altro avviso i due relatori di minoranza
Federico Gianassi del Pd (“Significa mettere bastoni tra le ruote
a un’indagine della magistratura che riguarda reati gravissimi”)
e la pentastellata Carla Giuliano (“Una farsa con cui la
maggioranza vuole impedire alla Procura di acquisire chat che
ritiene rilevanti in un’indagine per riciclaggio e reati
aggravati dall’agevolazione mafiosa”).
In Aula, per i 5stelle, in dichiarazione di voto interviene il
leader Giuseppe Conte che accusa Giorgia Meloni, che “non ci
mette la faccia”. “Se Meloni fosse stata qui che cosa
avrebbe detto oggi ai cittadini: cari cittadini qui oggi parliamo
di uno scudo. Lo scudo contro il carovita? Contro il crollo degli
stipendi? Contro il calo della produzione industriale? Contro il
boom delle ore di cassa integrazione? Contro il caro carburante?
No, parliamo di uno scudo degli amici di partito. Prima è stata
scudata la Santanchè, oggi Delmastro. Queste sono le priorità
rispetto ai bisogni dei cittadini”, ha detto. Quando il leader
M5s Giuseppe Conte ha terminato l’intervento i deputati e
contestualmente i senatori pentastellati – durante le
comunicazioni di Giorgetti – hanno sollevato i cellulari
inscenando un’azione simbolica di protesta e richiamando la
campagna #fuorilechat promossa in queste settimane dal Movimento
5 Stelle. Una protesta ripetuta anche al termine della seduta di
Montecitorio.
Protesta in Aula anche dei deputati Avs: al termine della
dichiarazione di voto di Elisabetta Piccolotti i deputati del suo
gruppo hanno messo una benda bianca sugli occhi. “Non è possibile
chiudere gli occhi agli italiani, non si può bendare l’Italia,
aprite la scatola in cui avete chiuso la faina Delmastro”, ha
detto Piccolotti.
“Il governo dovrebbe occuparsi dei problemi degli italiani non
dei propri. Tutte le vostre energie sono impegnate a salvare voi
stessi”, ha attaccato la segretaria Pd Elly Schlein, che ha
chiamato direttamente in causa la presidente del Consiglio. “Se
Meloni aveva detto che non avrebbe coperto più nessuno perchè sta
facendo il contrario? Consentite l’acquisizione delle
conversazioni, lasciate che emerga la verità”. “Vi chiediamo di
votare a favore dell’autorizzazione – ha concluso – di non
impedire di cercare la verità su fatti connessi alle mafie,
altrimenti non vogliamo mai più sentir nominare Paolo Borsellino
e dire che sarebbe stato un ministro di questo governo perchè la
memoria dei servitori dello Stato che hanno sacrificato la vita
appartiene a tutti, appartiene alla Costituzione e oggi
suggerirebbe di votare tutti insieme per far fare il loro lavoro
ai magistrati nel contrasto alle mafie”.
In un’atmosfera già ‘calda’ è intervenuto, per ultimo, Bignami,
con un discorso durissimo, in cui ha tirato in ballo l’ex
presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. “E’ incredibile
che Conte pur di attaccare Meloni citi il diritto
alla difesa dei mafiosi – ha detto – quando Scarpinato chiede di
non aprire le sue chat tutti zitti, quando sono quelle di
Delmastro c’è voyerismo spiccato”. Bignami ha puntato
il dito anche contro il Pd: “Quello che dite è farina del vostro
sacco o dei mafiosi incontrati quando siete andati da Cospito al
48 bis? Avete messo Delmastro nel mirino da quando ha rivelato
quello che avete fatto con Cospito. I mafiosi hanno detto che
andrebbe fatto saltare in aria, non come accade con Ranucci o
Lavitola, per noi i mafiosi sono una minaccia seria”. E poi
l’affondo su Scalfaro. “Per noi – ha detto il capogruppo – fu una
sconfitta il fatto che Msi non riuscì a fare eleggere Paolo
Borsellino, presidente della Repubblica. La sinistra fece
eleggere Oscar Luigi Scalfaro che un anno dopo liberò 300 mafiosi
al 41 bis”. Parole che hanno suscitato la viva protesta delle
opposizioni e che hanno costretto la vicepresidente della Camera
Anna Ascani a intervenire chiedendo al meloniano “rispetto per un
presidente della Repubblica”, “non si può offendere la più alta
carica dello Stato”. Ma Bignami ha proseguito: “Scalfaro fu
eletto proprio a seguito delle dimissioni di Cossiga, presidente
della Repubblica per il quale la sinistra chiese l’impeachment”.
Per Bignami, alla ripresa della seduta, le opposizioni hanno chiesto provvedimenti: censura e sospensione. “Si scusi per aver offeso la memoria di Oscar Luigi Scalfaro oppure c’è l’art. 60 del nostro regolamento che censura con interdizione questo comportamento”, ha chiesto in Aula il vicepresidente di Avs Marco Grimaldi.
Il Quotidiano del Sud.
Delmastro, Camera dice no a uso chat con Caroccia: in aula bagarre e proteste opposizioni