Delitto Scorza a Cassano, un’esecuzione pianificata nel dettaglio
- Postato il 30 agosto 2026
- Omicidio Giuseppe Scorza
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Delitto Scorza a Cassano, un’esecuzione pianificata nel dettaglio
Una esecuzione pianificata nei minimi dettagli quella del delitto Scorza a Casssano: un video immortalerebbe i sicari in azione a Lauropoli in casco integrale. Una sventagliata di piombo sulla vittima
Il commando che ha portato a termine venerdì mattina l’agguato dove è stato ucciso il trentaseienne cassanese, Giuseppe Scorza, e ferito gravemente il cinquantenne incensurato, Renato Elia, era composto da due persone con il viso travisato da caschi integrali. La notizia, anche se non viene né smentita né confermata dagli inquirenti, sarebbe emersa da una telecamera di videosorveglianza privata posta nei pressi del magazzino adibito a ufficio dell’azienda impegnata nei servizi di pulizia e manutenzione del verde pubblico situato in via Pola, dove, al momento dell’agguato, si trovavano Giuseppe Scorza e Renato Elia per organizzare le squadre di lavoro e pianificare i servizi sul territorio. Giuseppe Scorza è stato ucciso da una sventagliata di colpi. Si è trattato di un’esecuzione “chirurgica”, pianificata nei minimi particolari.
UNA RAFFICA DI COLPI SULLA VITTIMA
Chi ha portato a termine “la missione di morte” conosceva perfettamente le abitudini del trentaseienne Giuseppe Scorza e del cinquantenne Renato Elia. Sapeva della loro presenza in via Pola a quell’ora precisa. Il “commando”, secondo alcune ricostruzioni che, al momento, non trovano né conferme né smentite negli inquirenti, ma che vengono riportate solo per dovere di cronaca, sarebbe entrato in azione cogliendo le vittime di sorpresa e sparando, con una mitraglietta o un’altra arma automatica dall’esterno verso l’interno dell’ufficio, una raffica di “piombo”. Giuseppe Scorza sarebbe stato attinto da diversi colpi che non gli hanno lasciato scampo, mentre Renato Elia sarebbe stato ferito da un solo colpo e questo gli ha permesso di trovare la forza di raggiungere il bar situato a circa quaranta metri dal magazzino-ufficio e di mettersi in salvo.
È stato proprio il barista il primo a prestargli aiuto in attesa dell’arrivo dei soccorsi che erano stati allertati. Le indagini su quanto avvenuto intorno alle 5,40 di venerdì mattina in via Pola a Lauropoli vengono coordinate dalla Procura del Tribunale di Castrovillari, guidata dal procuratore, Alessandro D’Alessio, e condotte dai carabinieri della Compagnia di Cassano che stanno passando al setaccio ogni elemento, senza tralasciare alcuna pista, per ricostruire la dinamica dell’agguato e individuare i responsabili. Non si esclude, però, se non è già avvenuto, che, nelle prossime ore, il fascicolo possa passare nelle mani della Dda di Catanzaro.
“Stiamo lavorando alacremente, non stiamo sottovalutando nessun minimo indizio che possa essere utile alle indagini e che ci possa permettere di individuare i responsabili di quanto avvenuto ieri a Lauropoli”, ci ha riferito uno degli inquirenti.
TELECAMERE DI VIDEOSORVEGLIANZA, CONTRIBUTO ALLE INDAGINI
Un contributo fondamentale alle indagini sta arrivando dalle registrazioni degli impianti privati di videosorveglianza della zona. Secondo alcune indiscrezioni circolate già venerdì mattina l’obiettivo del commando era Giuseppe Scorza. Indiscrezioni che però, al momento, non vengono avvalorate dagli inquirenti. “Al momento non abbiamo elementi sufficienti per poter escluderlo o confermarlo” – ci dice il nostro interlocutore nel rispondere alla domanda se l’obiettivo dell’agguato fosse il solo Giuseppe Scorza. “Siamo nel pieno delle indagini, si tratta di un caso alquanto complesso. Stiamo facendo degli approfondimenti e, al momento, non possiamo dire nulla anche per non pregiudicare le indagini”.
Intanto, le condizioni del cinquantenne Renato Elia, che resta ricoverato presso l’ospedale di Castrovillari dove è stato trasportato d’urgenza venerdì mattina e dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per l’asportazione della milza, sono in lieve miglioramento, ma la prognosi resta comunque riservata. Quando le sue condizioni di salute lo permetteranno la sua testimonianza potrebbe dare una svolta decisiva e preziosa alle indagini. Il corpo esanime di Giuseppe Scorza, già dalla tarda mattinata di venerdì è stato trasferito presso l’Azienda ospedaliero-universitaria “Dulbecco” di Catanzaro, dove sarà sottoposto, con ogni probabilità, all’esame autoptico da parte dell’equipe della dottoressa Isabella Aquila, che ha già provveduto a eseguire le autopsie sui corpi di Ornella Forastefano e Carmela Bifano, uccise recentemente.
Il Quotidiano del Sud.
Delitto Scorza a Cassano, un’esecuzione pianificata nel dettaglio