Delitto del trapano, chiuse le indagini dopo 30 anni: il carrozziere accusato di omicidio pluriaggravato
- Postato il 17 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. A distanza di trent’anni dal brutale omicidio di Luigia Borrelli, la Procura di Genova ha ufficialmente chiuso le indagini, indicando in Fortunato Verduci il presunto responsabile. L’uomo, un carrozziere di 66 anni, è accusato di aver massacrato l’infermiera nel 1995 all’interno di un basso in vico Indoratori. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, coordinati dalla pm Patrizia Petruzziello, l’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una rapina finita nel sangue: la vittima sarebbe stata prima picchiata selvaggiamente e poi uccisa con l’uso di un trapano.
La svolta decisiva nelle indagini è arrivata grazie alle moderne tecniche di analisi del DNA, applicate a una traccia ematica rinvenuta sulla scena del crimine all’epoca dei fatti. Il profilo genetico dell’assassino era risultato compatibile con quello di un uomo detenuto nel carcere di Brescia, permettendo così di risalire, per via parentale, proprio a Verduci. Nonostante i giudici abbiano riconosciuto la presenza di indizi definiti “granitici”, l’indagato resta al momento a piede libero: la richiesta di custodia cautelare avanzata dalla Procura è stata infatti respinta in tutti i gradi di giudizio, compresa la Cassazione, a causa del lungo tempo trascorso dal delitto.
Oltre all’accusa di omicidio pluriaggravato, il quadro probatorio a carico del carrozziere si è arricchito di nuovi capi d’imputazione legati a fatti recenti. L’uomo deve infatti rispondere di furto aggravato e impiego di beni di provenienza illecita, per aver sottratto nel 2023 i gioielli della sua attuale compagna e averli impegnati per ottenere denaro contante. Verduci ha ora venti giorni di tempo per presentare le proprie memorie o chiedere di essere interrogato prima che la Procura proceda con la richiesta di rinvio a giudizio.