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Ma è un dialogo tra sordi: «Se il signore non fosse andato dai ragazzi tutto ciò non sarebbe successo», spiega Nico, giovane romeno residente ad Arezzo. E qui Del Debbio esplode: «Scusa un attimo, ho detto che non siete baby gang ma insomma, mi sembra che siamo in zona... Io vedo gente che butta bottiglie per terra. Io ho l’obbligo di non dire nulla perché sennò fanno del male a me? O hanno l’obbligo loro di uscire dai cog***i della società civile?». «Ma se vedo un ragazzo ubriaco e sono con mio figlio non vado a dargli fastidio, vado dritto», replica il ragazzo. «Ma se come è successo a me trovo due ubriachi davanti al portone di casa che non mi vogliono fare entrare che devo fa’? Chiamo la polizia?», domanda il conduttore. «Sì, chiami la polizia!», «No, li levo per conto mio, hai capito?». Altra ovazione. ®

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Del Debbio sbrocca con il romeno: "L'obbligo di uscire dai cog***i!"

  • Postato il 19 aprile 2026
  • Televisione
  • Di Libero Quotidiano
  • 320 Visualizzazioni
  • 5 min di lettura
Del Debbio sbrocca con il romeno: "L'obbligo di uscire dai cog***i!"
Del Debbio sbrocca con il romeno: "L'obbligo di uscire dai cog***i!"

«Mio figlio è una brava persona, incensurato. Un bravo ragazzo». Al telefono con Dritto e rovescio, su Rete 4, il padre di uno dei giovani romeni fermati a Massa per aver massacrato di botte e ucciso il 47enne Giacomo Bongiorni dà la sua versione dei fatti. In studio, ospiti di Paolo Del Debbio, altri ragazzi di origini romene sembrano quasi voler addossare la colpa della tragedia sulle spalle della vittima, un padre di famiglia ucciso sotto gli occhi del figlio di 11 anni per aver chiesto al branco di non gettare bottiglie di vetro contro un negozio, in piazza. Per Ade «sgridare i giovani che fanno caos non era il suo compito. Allora facciamoci tutti giustizia da soli».

«Ma non è andato lì con una pistola - lo rintuzza Del Debbio - ha esortato queste persone a non fare quello che stavano facendo. È un compito civile, non della polizia». «Ma se non li provocava succedeva tutto ciò?», continua il ragazzo romeno dando per buona la ricostruzione fornita da uno degli aggressori, quella di una fantomatica “testata” ricevuta prima del parapiglia mortale. Protesta Giuseppe Cruciani («Provocava lo dici tu») e si infervora l’attivista Tommaso Cacciari: «Anche se fosse intervenuto in modo aggressivo o arrogante non può essere che uno muore davanti al figlio, non esiste! Questa è barbarie. Questi personaggi qua non hanno nulla di controcultura, hanno solo la cultura della forza, della sopraffazione, della violenza e del sopruso: questo è il problema».

 

 

Ma è un dialogo tra sordi: «Se il signore non fosse andato dai ragazzi tutto ciò non sarebbe successo», spiega Nico, giovane romeno residente ad Arezzo. E qui Del Debbio esplode: «Scusa un attimo, ho detto che non siete baby gang ma insomma, mi sembra che siamo in zona... Io vedo gente che butta bottiglie per terra. Io ho l’obbligo di non dire nulla perché sennò fanno del male a me? O hanno l’obbligo loro di uscire dai cog***i della società civile?». «Ma se vedo un ragazzo ubriaco e sono con mio figlio non vado a dargli fastidio, vado dritto», replica il ragazzo. «Ma se come è successo a me trovo due ubriachi davanti al portone di casa che non mi vogliono fare entrare che devo fa’? Chiamo la polizia?», domanda il conduttore. «Sì, chiami la polizia!», «No, li levo per conto mio, hai capito?». Altra ovazione. ®

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Autore
Libero Quotidiano

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