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Decima edizione del Think Tank “Liguria 2030”: export, occupazione e Blue Economy rafforzano la competitività della regione

  • Postato il 21 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Decima edizione del Think Tank “Liguria 2030”: export, occupazione e Blue Economy rafforzano la competitività della regione

Liguria. La Liguria consolida i propri punti di forza e mostra segnali di dinamismo superiori alla media nazionale sul fronte dell’export e del mercato del lavoro. Allo stesso tempo, la Regione è chiamata a trasformare questi risultati in una traiettoria strutturale di crescita, accelerando la realizzazione delle infrastrutture strategiche e valorizzando le competenze presenti sul territorio nella Blue Economy, nella dimensione subacquea, nel nuovo nucleare, nell’Intelligenza Artificiale e nella gestione della risorsa idrica.

È questo il quadro che emerge dalla 10ma edizione del Think Tank “Liguria 2030”, piattaforma permanente di confronto promossa da TEHA Group con Regione Liguria e un pool di partner, pubblici e privati, dell’iniziativa, presentata oggi all’Excelsior Palace Hotel di Rapallo. Nel corso delle diverse edizioni, il Forum ha coinvolto un network di oltre 2.000 rappresentanti della business community, delle Istituzioni, del mondo accademico e delle parti sociali, contribuendo a monitorare l’evoluzione della competitività regionale e a individuare nuove direttrici di sviluppo per il territorio.

“Questa giornata deve essere un’occasione per guardare al futuro della Liguria, non soltanto al domani ma ai prossimi cinque, dieci, quindici anni – ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci -. È compito di imprenditori, associazioni e amministrazioni pubbliche costruire insieme una visione e una strategia che tengano conto dei trend macroeconomici e geopolitici, ma anche delle caratteristiche e delle opportunità della nostra regione. Il percorso che abbiamo davanti passa dalle infrastrutture, dalla blue economy e dall’alta tecnologia, ma anche da nuove sfide strategiche. Stiamo lavorando per fare di Genova il nodo chiave delle gigafactory in Italia per l’intelligenza artificiale e per l’agenzia per il nucleare. Dobbiamo inoltre ragionare sul valore dell’acqua, una risorsa destinata ad avere un’importanza sempre maggiore nei prossimi anni e sulla quale la Liguria può costruire nuove opportunità. Tra le grandi sfide c’è poi quella della longevità, che considero una delle più importanti dal punto di vista culturale, sociale ed economico. In quarant’anni l’aspettativa di vita si è sensibilmente allungata: un cambiamento che ci impone di ripensare la società, dalla sanità, con una maggiore attenzione all’assistenza a domicilio, al mondo del lavoro, creando le condizioni perché le persone più avanti con l’età possano continuare a essere attive e produttive. La Liguria può diventare una regione-test sulla longevità: abbiamo un patrimonio straordinario e possiamo costruire un sistema capace di valorizzarlo e di garantire qualità della vita alle persone per tutti gli anni della loro vita. Un modello che potrà essere utile anche alle altre regioni italiane e all’Europa”.

Generico settembre 2026

Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group, ha presentato i risultati del Rapporto Strategico 2026 e il bilancio dell’evoluzione della Regione nell’ultimo decennio. “La decima edizione di Liguria 2030 restituisce l’immagine di una Regione che si sta rafforzando su numerosi indicatori di competitività. Nel 2026 il PIL ligure è atteso in crescita dello 0,8%, 0,1 punti percentuali sopra la media nazionale. Nel 2025 l’export è cresciuto del 10,2%, il quarto miglior risultato tra le Regioni italiane, e nel primo trimestre del 2026 ha accelerato ulteriormente, con un incremento del 20,8%. Anche il mercato del lavoro mostra risultati significativi, con un tasso di occupazione salito al 68,8%.” – ha commentato De Molli – “La sfida è ora consolidare questa dinamica, accelerando sul completamento delle opere infrastrutturali e trasformando le competenze distintive del territorio in nuove piattaforme industriali e tecnologiche capaci di attrarre investimenti, imprese e talenti”.

Generico settembre 2026

Il quadro macroeconomico regionale restituisce segnali positivi su più fronti. Per il 2026 è prevista una crescita del PIL ligure dello 0,8%, superiore al +0,7% atteso per l’Italia.

Particolarmente positiva è la dinamica dell’internazionalizzazione. Nel 2025 le esportazioni liguri hanno raggiunto 9,4 miliardi di euro, in crescita del 10,2% rispetto al 2024, facendo registrare alla Liguria il 4° maggiore incremento tra le Regioni italiane. La crescita è proseguita nel primo trimestre del 2026, quando l’export regionale è aumentato del 20,8%, circa 16 volte la variazione registrata sia dall’Italia sia dal Nord-Ovest (+1,3%).

Migliora anche il mercato del lavoro. Nel 2025 il tasso di occupazione ligure è salito al 68,8%, rispetto al 62,5% nazionale, con un incremento di 1,5 punti percentuali in un anno, cinque volte superiore a quello italiano. Gli occupati hanno raggiunto circa 623mila unità, 14mila in più rispetto al 2024 (+2,3%). Negli ultimi cinque anni l’occupazione femminile è inoltre aumentata del 9,6%, mentre l’incidenza dei giovani NEET tra 15 e 29 anni si è ridotta di 5,6 punti percentuali, passando dal 19,6% al 14%.
La Liguria migliora nell’80% degli indicatori statistici monitorati da TEHA e consolida la propria leadership nella Blue Economy.

In occasione della decima edizione, l’edizione 2026 del Tableau de Bord strategico di “Liguria 2030” adotta una prospettiva decennale e monitora 45 Key Performance Indicator, articolati in 3 macro-obiettivi e 6 dimensioni strategiche: struttura produttiva e lavoro, Blue Economy, innovazione, ricerca e formazione, infrastrutture fisiche e digitali, salute e società, ambiente e territorio.

Tra le specializzazioni distintive si conferma anzitutto la Blue Economy. La Liguria è prima Regione italiana per incidenza delle imprese dell’Economia del Mare, pari all’11,0% del tessuto produttivo regionale, e mantiene il primato nazionale anche per il peso del Valore Aggiunto, pari al 14,4%, e degli occupati, pari al 15,2%.

Il primato nazionale nell’economia del mare si riflette nella portualità: nel 2025 i porti liguri hanno movimentato oltre 4,2 milioni di TEU, in crescita del 3,9% rispetto all’anno precedente, consolidando il ruolo della Liguria quale principale hub portacontainer del sistema portuale italiano. Nello stesso anno sono stati registrati circa 3,2 milioni di crocieristi, in aumento dell’8,3% rispetto al 2024 e pari a circa il 22% del totale nazionale.

Generico settembre 2026

Gli approfondimenti dell’edizione 2026 del Rapporto Strategico e le sessioni del Forum di presentazione a Rapallo hanno inoltre trattato di alcune priorità strategiche ad elevato potenziale di impatto sul territorio ligure: oltre allo sviluppo della Blue Economy e della dimensione subacquea, il potenziamento della filiera industriale del nuovo nucleare quale frontiera tra le soluzioni energetiche disponibili (per affermare la Liguria come polo strategico in Italia), la transizione digitale (con la candidatura di Genova come sede di una IA Gigafactory, grazie alla presenza di un ecosistema diffuso di competenze e infrastrutture, trasformandosi da nodo digitale del Mediterraneo a polo europeo dell’Intelligenza Artificiale), la valorizzazione della risorsa idrica e la trasformazione del sistema sanitario regionale alla luce delle trasformazioni socio-demografiche e tecnologiche in corso.

Generico settembre 2026

Assessore Paolo Ripamonti: “Il mix energetico è quello che serve alla transizione”

“Regione Liguria deve mettere a disposizione gli strumenti necessari per accompagnare la transizione energetica. L’anno scorso, qui al Forum Ambrosetti, avevo annunciato l’approvazione del Piano energetico ambientale regionale e lo abbiamo fatto. Ora il quadro si completa con la legge sulle aree idonee, che arriverà in Consiglio regionale a fine mese, e con l’avvio dell’iter per la Valutazione ambientale strategica dei Piani di accelerazione”. Così l’assessore all’Energia, aree di crisi complessa, ambiente e ciclo delle acque Paolo Ripamonti, intervenuto oggi alla 10ma edizione del Think Tank “Liguria 2030”.

“La transizione deve essere accompagnata dal confronto con i territori – continua l’assessore Ripamonti -. Per questo abbiamo previsto la concertazione preventiva con i sindaci: i territori non sono contrari alle rinnovabili, chiedono di essere coinvolti e di poter contribuire alle scelte, anche sul tema delle compensazioni e delle infrastrutture necessarie agli impianti. Serve inoltre un mix energetico equilibrato. La demonizzazione del gas oggi non ha senso e dobbiamo affrontare con serietà anche il tema del nucleare. In questo quadro, sostenere l’Agenzia del nucleare a Genova significa dare un contributo concreto alla discussione sul futuro energetico del Paese”.

L’assessore Ripamonti è poi intervenuto sull’area di crisi industriale complessa del Savonese. “La Regione ha messo a disposizione 10 milioni di euro, di cui 5 per ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di sostenere le imprese e salvaguardare circa 3 mila posti di lavoro, tra diretti e indiretti. Dobbiamo andare nella direzione indicata dall’Europa, ma farlo un minuto prima. La politica deve avere la capacità di stare un passo avanti e non un passo indietro, anticipando le crisi e i cambiamenti invece di rincorrerli: significa proteggere il lavoro e la competitività della nostra industria”.

Benifei (PD): “Più capacità industriale e più rotte commerciali europee per la Liguria”

“La Liguria ha tutte le caratteristiche per reagire all’instabilità dell’attuale fase geopolitica con un rinnovato rafforzamento industriale e commerciale. Servono due elementi strettamente legati: una politica industriale europea più solida e una rete di relazioni commerciali e marittime più ampia e diversificata. È questo il senso del lavoro che sto portando avanti, come coordinatore per la Commissione Commercio Internazionale del Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, sull’Industrial Accelerator Act (Atto europeo per l’Accelerazione Industriale), la proposta di regolamento europeo per rafforzare la capacità produttiva dell’Unione, sostenere la domanda di prodotti e tecnologie europee a basse emissioni, accelerare gli investimenti e facilitare nuovi impianti e progetti strategici”, così l’eurodeputato PD Brando Benifei intervenuto questa mattina alla decima edizione del think tank LIGURIA 2030, piattaforma permanente di confronto promossa da TEHA Group.

“Per la Liguria sarà una partita decisiva: abbiamo competenze che attraversano molti dei settori interessati, dalla siderurgia alla meccanica, dalla componentistica all’elettronica, dalla logistica alle tecnologie digitali, fino alla cantieristica e alla nautica. Proprio sulla cantieristica ho assunto un impegno diretto: nel progetto di relazione congiunto siamo riusciti a sostenerne l’inserimento tra i settori strategici impattati dal regolamento. È un risultato che ora dobbiamo difendere nel negoziato parlamentare e con gli Stati membri, estendendo la tutela all’intero ecosistema della cantieristica: acciaio, meccanica, automazione, elettronica, componentistica, servizi avanzati, progettazione, porti, logistica e competenze specializzate. Mi auguro che la proposta del Parlamento raccolga il sostegno di tutte le forze politiche e sia difesa con convinzione dalla Regione Liguria e dal governo italiano in Consiglio”, aggiunge.
“L’Industrial Accelerator Act può creare le condizioni perché questi settori trovino in Europa domanda, investimenti e mercati, senza sacrificare l’apertura internazionale della nostra economia. La sfida, infatti, non è scegliere tra protezione e apertura, ma costruire un’Europa capace di contrastare la concorrenza sleale, collaborare con partner affidabili, attrarre investimenti e rafforzare le proprie catene del valore approfittando dell’apertura di nuovi mercati come quelli del Mercosur e dell’India”, sottolinea.

“La competitività della Liguria non deve essere misurata solo dal volume delle merci movimentate, ma dalla capacità di integrare porto, ferrovia, industria, logistica, energia e digitale. È questa la sfida della blue economy ligure”, conclude.

Autore
Il Vostro Giornale

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