De Miguel morto, il portiere Owono è chiuso in casa e ha rifiutato la Nazionale. Il fratello vittima di molestie, l’amica: “Non sa come affrontare tutto questo”
- Postato il 6 novembre 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
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Owono da martedì scorso non esce più di casa. Il portiere ha anche preso in considerazione l’idea di abbandonare il calcio e per il momento ha rifiutato la convocazione in Nazionale con la Guinea Equatoriale. È ancora troppo vivo il trauma per quando accaduto lunedì sera durante la partita tra Tenerife e Andorra: il tremendo scontro di gioco tra il portiere e l’attaccante Jesús de Miguel, che è costato la vita a quest’ultimo. L’inchiesta della polizia spagnola prosegue per ricostruire quanto accaduto: Owono, teoricamente, potrebbe rischiare l’imputazione per omicidio colposo, ma al momento le indagini si stanno concentrando soprattutto su quel che non ha funzionato nella macchina dei soccorsi.
Nel frattempo, il portiere dell’Andorra sta ricevendo supporto psicologico e la società gli sta mostrando video di altri atleti che hanno vissuto situazioni traumatiche simili, per aiutarlo ad affrontare la morte di de Miguel. “Owono è profondamente addolorato. È molto colpito, soprattutto per il figlio di un anno e mezzo di Jesús de Miguel e per la vedova. Non sa come affrontare tutto questo“, ha spiegato Ana Maye, coordinatrice generale della nazionale maschile della Guinea Equatoriale e amica di Owono.
Maye – intervistata dal quotidiano spagnolo Mundo Deportivo – si mostra preoccupata “per il trattamento che sta ricevendo il fratello minore di Owono, che gioca a calcio nei Paesi Baschi“. Secondo Maye, la sua famiglia le ha riferito che il ragazzo viene molestato e persino insultato da alcune persone nell’ambiente sportivo: “Stanno dando del killer al fratello di Jesús. Viene insultato dai compagni di squadra e persino alcuni genitori lo prendono in giro. È molto difficile. Anche sua sorella, che studia all’Università di Valencia, sta soffrendo per quello che sta succedendo. Non se lo meritano”, afferma Maye.
Owono intanto ha chiesto l’autorizzazione sia alla Federazione calcistica della Guinea Equatoriale sia allo staff tecnico del suo club di non unirsi alla nazionale e rimanere nell’Andorra. “Questi sono i giorni più difficili della mia vita. Faccio fatica a trovare le parole ed è molto difficile per me elaborare tutto ciò che è successo… So che ci saranno molte questioni da affrontare e affronterò qualsiasi cosa accada con il massimo rispetto. Ma in questo momento, onestamente, non riesco a pensare ad altro che a Jesús e al dolore che stiamo provando. Riposa in pace, Jesús“, si legge in un comunicato diffuso dal portiere.
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