De Laurentiis via da Bari, la Procura chiede fallimento ed esercizio provvisorio: club a rischio, la situazione
- Postato il 18 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
La vicenda giudiziaria che coinvolge il Bari entra in una fase decisiva. Il procuratore capo Roberto Rossi, insieme ai magistrati aggiunti Ciro Angelillis e Milto Stefano De Nozza, ha depositato una memoria di replica di 47 pagine con cui torna a chiedere la liquidazione giudiziale del club biancorosso, ovvero il fallimento secondo la vecchia dizione. La novità sta nella richiesta di esercizio provvisorio: una formula che, se accolta dal tribunale, permetterebbe al Bari di concludere il campionato di Serie C in corso, ma sotto la guida di un curatore fallimentare, non più della proprietà dei De Laurentiis.
- Bari-De Laurentiis, la nuova richiesta della Procura
- Le accuse e l'inchiesta sui De Laurentiis: nel mirino l'operazione Caprile
- Cosa succede ora
Bari-De Laurentiis, la nuova richiesta della Procura
Secondo l’accusa, è “irrilevante” il fatto che con l’approvazione del bilancio al 30 giugno 2026 la società abbia formalmente rimosso lo squilibrio patrimoniale. Per i pm non basta nemmeno l’impegno della controllante Filmauro, riconducibile alla famiglia De Laurentiis, a coprire i costi di gestione del campionato in corso: la SSC Bari resterebbe comunque in stato di insolvenza. La memoria si appoggia su una nuova consulenza tecnica firmata dai commercialisti Massimiliano Cassano e Antonio Danza, gli stessi esperti che nei mesi scorsi avevano già certificato un patrimonio netto negativo dal 2022, frutto di perdite sistemiche stimate in oltre 30 milioni di euro tra il 2019 e il 2024.
Le accuse e l’inchiesta sui De Laurentiis: nel mirino l’operazione Caprile
Il fascicolo civile sul fallimento corre parallelo a un’inchiesta penale, aperta in gran segreto a inizio 2026 e coordinata dagli stessi magistrati, che ha portato a perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi di Bari, Napoli e Filmauro e all’iscrizione nel registro degli indagati di Aurelio e Luigi De Laurentiis, rispettivamente presidente del Napoli e amministratore unico del Bari, con le ipotesi di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta.
Al centro degli accertamenti c’è in particolare la cessione del portiere Elia Caprile al Napoli nel 2023, ceduto per 2,2 milioni e poi rivenduto al Cagliari per circa 8 milioni senza alcuna clausola di recompartecipazione a favore del Bari: un’operazione che la Procura ha considerato dannosa per le casse biancorosse. La richiesta di fallimento era arrivata il 26 giugno, dopo la retrocessione in Serie C sancita il 22 maggio dallo 0-0 nel ritorno dei playout contro il Sudtirol. La difesa, affidata agli avvocati Ugo Patroni Griffi e Mattia Grassani, respinge le accuse e sostiene che le perdite pregresse siano state integralmente coperte. Anche il direttore generale Marino aveva parlato di un’inchiesta priva di fondamento, escludendo lo scenario fallimentare.
Cosa succede ora
La partita si deciderà davanti al tribunale nell’udienza fissata per il 1° ottobre. Nel frattempo cresce anche il pressing sul fronte societario: si rincorrono voci su un possibile disimpegno della famiglia De Laurentiis, con un fondo statunitense che avrebbe manifestato interesse per rilevare una quota del 30% del club, dopo che in precedenza era circolato anche l’interesse di investitori legati al Kuwait. Al momento però è tutto molto nebbioso e non c’è assolutamente nulla di concreto circa la cessione delle quote del club. Per la tifoseria e la città di Bari, il nodo da sciogliere è duplice: capire se la squadra riuscirà a completare la stagione in Serie C senza dover far fronte a eventuali sanzioni giudiziare, e se il futuro del club passerà davvero per un cambio di proprietà. Il tifo organizzato continua nella sua protesta contro i De Laurentiis disertando il San Nicola e aspettando nuova su questo fronte.