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De Giorgi, la panchina adesso scotta: Lorenzetti pronto a subentrare già nell'estate 2027? Manfredi prende tempo

  • Postato il 25 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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De Giorgi, la panchina adesso scotta: Lorenzetti pronto a subentrare già nell'estate 2027? Manfredi prende tempo

Occhio alla staffetta sulla panchina dell’Italvolley maschile. Che potrebbe arrivare prima del previsto. Tutta colpa della debacle nella rassegna continentale che di colpo, dopo annate passate a scrivere di vittorie (o comunque al massimo di finali perse), ha raccontato di un’estate nella quale l’Italia di Fefé De Giorgi è rimasta spettatrice quando c’è stato da spartirsi le medaglie. E questo, in un Paese dove i processi partono ancora prima che finiscano certe partite, ha finito per innescare un meccanismo che potrebbe portare a ribaltoni in anticipo rispetto ai programmi.

Fefé per ora resta, ma a dicembre il CF valuterà cosa fare

Perché il mandato di De Giorgi si sarebbe concluso dopo Los Angeles 2028, come previsto anche dal contratto rinnovato subito dopo le Olimpiadi parigine. Un attestato di stima da parte della federazione, che al netto della delusione patita nella capitale francese due estati fa (l’unica vera pecca della sua gestione tecnica, naturalmente prima della sconfitta con la Finlandia che ha estromesso la nazionale dai quarti di finale dell’Europeo casalingo) aveva rinnovato senza batter ciglio la fiducia al commissario tecnico.

Adesso però quel credito che pareva illimitato si sta mostrando meno sconfinato: la sconfitta (a caldo) può far sorgere dubbi che prima non si notavano, ed è quello che è successo dopo la nottataccia di Torino. Anche se il presidente federale Giuseppe Manfredi ha quantomeno spostato ogni analisi alla fine dell’anno. “Come sempre a dicembre ci ritroveremo attorno a un tavolo con tutti i consiglieri federali e faremo un’analisi di quello che ha detto la stagione. Ma al momento no, non vedo alcuna necessità di cambiare allenatore”. La tempistica però è relativa: la stagione delle nazionali ripartirà a maggio, dunque da qui a fine anno non c’è alcuna urgenza di intervenire.

Manfredi difende il CT ed evoca il precedente Velasco

Il problema, semmai, è un altro: certe sconfitte richiedono tempo per essere metabolizzate, e pertanto saranno le prossime settimane quelle che potrebbero rimettere davvero tutto in discussione. “Non si può dare la colpa solo all’allenatore quando si perde e il merito ai giocatori quando si vince”, riprende Manfredi.

“Quella con la Finlandia è stata una partita nata male e finita peggio. Purtroppo in un percorso lungo può capitare di incontrare la stagione no. La gestione De Giorgi in 5 anni ha prodotto risultati eccezionali (due titoli mondiali, un titolo e una finale europea, una finale di VNL) e prendo in prestito quanto fatto più di 30 anni fa quando Velasco rimase sulla panchina azzurra dopo la cocente delusione delle olimpiadi di Barcellona 1992, vincendo gli Europei del 1993, il mondiale del 1994 e ancora gli Europei del 1995 (seguirà poi l’amarissima finale olimpica persa al tiebreak contro l’Olanda). A volte basta solo saper riconoscere gli errori e correggerli per ripartire ancora più forti”.

L’estate (complicata) di De Giorgi: i nodi al pettine

Al netto delle parole di Manfredi, è evidente però che la panchina di De Giorgi adesso scricchioli per davvero. Vero è che le attenuanti non mancano: un’estate senza Michieletto (probabilmente il miglior schiacciatore al mondo) non si concede tanto facilmente, peraltro con Lavia al rientro dopo il tremendo infortunio dell’agosto 2025 e senza i due centrali titolari della passata annata (Russo e Anzani).

A livello mediatico Fefé potrebbe pagare anche la gestione degli opposti, con Bovolenta (l’erede naturale di Romanò) escluso dagli Europei a favore di Rychlicki, peraltro impiegato col contagocce (Manfredi ha difeso la scelta di De Giorgi: “Romanò ha giocato un grandissimo Europeo, Rychlicki è stato il miglior opposto dell’ultimo campionato polacco, ad Alessandro vogliamo un bene dell’anima, ma è giovane e avrà le sue occasioni”). Insomma, qualcosa sembrerebbe essersi incrinato in un rapporto che sino a poco tempo fa sembrava granitico, rinsaldato certo dalla vittoria dell’ultimo mondiale, utile per mitigare la delusione per il quarto posto di Parigi.

Lorenzetti sullo sfondo: doveva arrivare dopo LA28…

Cosa potrebbe portare allora a una risoluzione anticipata? È opinione diffusa che il successore di De Giorgi sulla panchina azzurra dovrebbe essere Angelo Lorenzetti, attuale tecnico di Perugia, nonché uno degli allenatori più vincenti della storia della pallavolo italiana. Che anche di recente non ha nascosto di guardare alla panchina della Nazionale come una sorta di coronamento del suo percorso, pensando anche al passato da CT delle nazionali giovanili.

Lorenzetti però, un po’ come la FIPAV, non vede di buon occhio il “doppio incarico”, la possibilità cioè di allenare una squadra di club e una nazionale contemporaneamente. Ma a maggio il suo contratto con Perugia andrà in scadenza, e allora il passaggio sulla panchina azzurra potrebbe avvenire in modo naturale.

Sembrava una staffetta destinata a consumarsi dopo LA28, ma non si può escludere che il tutto possa consumarsi con una quindicina di mesi di anticipo, con l’Italia che potrebbe presentarsi con una nuova guida tecnica ai mondiali 2027, in programma in Polonia. Per ora è solo un’ipotesi. A dicembre, chissà…

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Virgilio.it

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