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Dazi, guerre e controllo dei mari: la geopolitica entra nelle imprese. Incontro con Dario Fabbri a Savona

  • Postato il 30 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Dazi, guerre e controllo dei mari: la geopolitica entra nelle imprese. Incontro con Dario Fabbri a Savona

Savona. Dazi come strumenti di potere, guerre che si vincono (o si perdono) nella dimensione politica e antropologica, controllo delle rotte marittime come leva decisiva degli equilibri globali. Non più temi da analisti o diplomazie, ma variabili sempre più concrete per chi fa impresa.

Si è chiuso con una partecipazione ampia e qualificata – sala gremita e carica di aspettative – l’ultimo incontro di NEXT – L’industria che guarda oltre, la rassegna promossa dall’Unione Industriali della Provincia di Savona, che ha accompagnato imprenditori, managers e amministratori in un percorso di lettura dei grandi cambiamenti globali.

Protagonista della serata Dario Fabbri, tra i più autorevoli analisti geopolitici italiani, che ha offerto una chiave di interpretazione netta e non convenzionale degli attuali scenari internazionali, evidenziando come le logiche di potere stiano progressivamente superando quelle puramente economiche.

Nel corso dell’intervento è emerso con chiarezza come strumenti apparentemente economici, come i dazi, rispondano in realtà a strategie di natura imperiale: drenare risorse, sostenere il riarmo tecnologico e contenere potenze concorrenti come la Cina. Una dinamica che sta producendo effetti complessi e, in alcuni casi, controintuitivi sugli stessi Stati Uniti, oggi alle prese con un rallentamento produttivo interno.

Ampio spazio è stato dedicato anche ai conflitti in corso, con particolare attenzione al Medio Oriente. Fabbri ha sottolineato come la superiorità tecnologica non sia sufficiente a determinare l’esito di una guerra: ciò che conta è la capacità di raggiungere obiettivi politici chiari, tenendo conto della dimensione culturale e identitaria delle società coinvolte. Un approccio che spiega le difficoltà incontrate in scenari come quello iraniano, dove le dinamiche interne risultano molto più complesse rispetto alle rappresentazioni occidentali.

Nel quadro globale delineato, il confronto tra Stati Uniti e Cina resta il principale asse strategico, mentre il controllo dei mari si conferma come il vero fattore determinante degli equilibri internazionali. Un elemento che evidenzia la fragilità relativa di attori come Europa e Cina, più esposti sul piano logistico e infrastrutturale.

Il dibattito con il pubblico ha confermato l’elevato livello di attenzione su questi temi, con numerose domande su energia, scenari geopolitici e impatti sulle strategie aziendali, segno di come queste dinamiche siano ormai parte integrante delle decisioni quotidiane delle imprese.

Autore
Il Vostro Giornale

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