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In sintesi
Generazione sintesi AI in corso…
A noi umani piace immaginarci in situazioni di estrema difficoltà: scriviamo libri su improbabili lotte con balene ree di averci amputato una gamba, giriamo film nei quali lottiamo con squali bianchi indemoniati. L'ultima fantasia terrificante è uscita nei cinema italiani lo scorso 15 ottobre e si intitola Whalefall: nella balena.
Racconta di un sub che si ritrova tra un capodoglio e il suo pasto del giorno, un calamaro gigante: impigliato accidentalmente in un tentacolo del mollusco, viene ingoiato dalla balena. Ma nella realtà tutto questo sarebbe possibile?. Era il 2021 quando il pescatore di aragoste Michael Packard finì per qualche decina di secondi nella bocca della balena: «Fu come ritrovarsi dentro una creatura che tentava di mangiarmi», spiega Packard a un giornalista della CNN incontrato durante la prima mondiale del film.
Il pescatore, però, non è in realtà mai stato ingoiato dal cetaceo: l'animale l'ha tenuto in bocca per 30-40 secondi, sputandolo in fretta.. Eventi improbabili e dove trovarli
Come spiega Joy Reidenberg, anatomista comparata che ha lavorato come consulente scientifica nel film, è «molto, molto improbabile» che un capodoglio ingoi una persona.
Per diversi motivi: primo, sono animali pacifici se non vengono infastiditi e non hanno alcun interesse per la carne umana (a differenza, ad esempio, degli squali); secondo, sottolinea la biologa marina Shane Gero, nuotano generalmente negli abissi oceanici, raggiungendo oltre duemila metri di profondità – molto più di quanto un normale subacqueo riuscirebbe a fare. «Quanto è probabile che un capodoglio ingoi un essere umano? Più o meno quanto è probabile per noi ingoiare un sasso», riassume Reidenberg.. Questione di esofago
Se dovessimo considerare solo l'anatomia dell'animale, finire come Geppetto (o biblicamente come Giona) sarebbe realmente possibile: ci vorrebbe un capodoglio adulto di grosse dimensioni (almeno 18 metri), ma un umano riuscirebbe effettivamente a passare attraverso l'esofago dell'animale.. Non si può dire lo stesso di altre specie anche più lunghe, però, come la balenottera comune (Balaenoptera physalus) che, pur raggiungendo anche il 26 metri di lunghezza, ha un esofago molto stretto: Reidenberg, che disseziona carcasse per lavoro, assicura di riuscire «a malapena a infilare un braccio nella gola di questi animali: impossibile che un umano intero ci passi».. Ok, ma quindi ne usciremmo vivi o no?
Supponiamo dunque che si verifichi questa serie di sfortunatissimi eventi e che ci ritroviamo sul serio dentro la pancia di un capodoglio: quante chance avremmo di sopravvivere? Probabilmente più di quante pensiamo. Innanzitutto, spiega Reidenberg, dobbiamo pensare che i capodogli normalmente non ingeriscono prede ossute: quando lo stomaco cercherà di ridurci in pezzettini piccoli e più digeribili, incontrerà qualche difficoltà.
I succhi gastrici, poi, potrebbero poco contro una muta intera da subacqueo: a bruciare sarebbe solo la pelle rimasta scoperta − «e non è detto che si muoia per delle bruciature di questo tipo, anche se non sarebbe certo una piacevole esperienza», commenta l'esperta. Insomma, state tranquilli: è sempre più probabile morire in un incidente d'auto..
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