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Danni ai minori su Facebook e Instagram: Meta condannata a pagare 567 milioni

  • Postato il 7 agosto 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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  • 3 min di lettura
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Danni ai minori su Facebook e Instagram: Meta condannata a pagare 567 milioni
Danni ai minori su Facebook e Instagram: Meta condannata a pagare 567 milioni

AGI - Meta dovrà pagare 567 milioni di dollari nell'arco di cinque anni a seguito della condanna emessa da un giudice del Nuovo Messico. Il colosso tecnologico – proprietario di Facebook, Instagram e WhatsApp – è stato ritenuto responsabile di aver creato un "disturbo pubblico" e di aver arrecato gravi danni ai minori sulle sue piattaforme social.

Le accuse: algoritmi a rischio e condotta ingannevole

La decisione fa seguito alla sentenza dello scorso marzo, quando una giuria ha stabilito che la società ha violato le leggi sulle pratiche commerciali sleali, ingannando gli utenti sulla reale sicurezza dei propri servizi.

La causa, promossa nel 2023 dal procuratore generale dello Stato Raul Torrez, ha evidenziato come gli algoritmi dell'azienda abbiano indirizzato utenti adulti verso i contenuti pubblicati da adolescenti, esponendoli all'azione dei predatori online. L'accusa ha inoltre dimostrato che il gigante dei social avrebbe nascosto i risultati di indagini interne che certificavano i rischi per i più giovani.

Come verranno utilizzati i 567 milioni di dollari

Il piano di risarcimento prevede un'erogazione dilazionata in cinque anni:

  • Salute mentale (circa il 75% dei fondi): la maggior parte della cifra sarà destinata all'assistenza, al trattamento e alla cura dei disturbi psicologici dei minori.

  • Prevenzione e supporto: la quota restante finanzierà programmi di sensibilizzazione, screening, orientamento per le famiglie e monitoraggio delle attività online.

La reazione del colosso social: "Faremo ricorso"

Meta ha annunciato che presenterà ricorso contro la condanna, dichiarandosi in totale disaccordo con il verdetto. In una nota ufficiale, l'azienda ha ribadito il proprio impegno per la tutela degli adolescenti, difendendo la trasparenza dimostrata nella gestione dei contenuti dannosi e dichiarandosi fiduciosa di poter dimostrare la correttezza del proprio operato.

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Autore
Agi.it

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