Daneo, Bucci: “Non va bene che i bambini scrivano con gli asterischi”. Lo striscione rimosso? “Misunderstanding”
- Postato il 28 settembre 2026
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- Di Genova24
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Genova. “A me la riforma sembra una cosa fatta bene, sono favorevole. Mi dispiace che ci siano bambini che scrivono con gli asterischi, questo non va bene. Ma dubito che ci siano stati bambini che hanno scritto con gli asterischi”. È il commento del presidente ligure Marco Bucci sulla vicenda dello striscione antirazzista strappato dalla polizia venerdì alla scuola Daneo, episodio che ha scatenato oggi la mobilitazione a Genova con un presidio in piazza della Meridiana e diversi striscioni simili comparsi davanti ad altri istituti della città.
Lo striscione era stato rimosso da agenti della Digos in borghese ed è stato riappeso poco dopo in seguito alle proteste dei genitori e all’intervento dell’assessora comunale Rita Bruzzone. Un fatto su cui la Questura stessa ha annunciato indagini interne. Per il presidente Bucci “sono stati tutti misunderstanding, sovrastimati o sottostimati” e commentarli “non fa parte del nostro lavoro”. E poi conclude: “Non vedo la necessità di aggiungere una parola in più. Quella degli asterischi mi preoccupa parecchio“.
La presenza degli asterischi nella scritta Qui nessun* è stranier*, forma del linguaggio inclusivo per evitare l’uso del maschile sovraesteso, è stata stigmatizzata negli scorsi giorni da Futuro Nazionale e da tutta l’area del centrodestra. E pure il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, destinatario della protesta contro il decreto che istituisce il tetto agli stranieri nelle nuove classi prime, ha stigmatizzato la “ridda di insulti” ricevuti e ha fatto riferimento al caso di Genova: “Si è arrivati persino alla strumentalizzazione di bambini costretti a scrivere striscioni antigovernativi in stile woke”.
“Io ho chiamato subito il questore, ha fatto i dovuti approfondimenti – ricorda oggi la sindaca Silvia Salis -. Anche loro hanno dovuto fare approfondimenti perché è una notizia che è arrivata da un servizio che stavano svolgendo sul territorio. L’importante è ribadire un concetto: che rispetto a un certo dialogo nazionale che si fa in questo momento sulla scuola, la città di Genova non è allineata con quel dialogo“.