Dalla 2P di Petrecca-Pucci alla P2: prosegue il disegno di dissoluzione della Rai
- Postato il 12 febbraio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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In questi giorni la 2P della Rai, Petrecca-Pucci, ha tenuto banco. Grande e legittima indignazione per la telecronaca delle Olimpiadi del direttore di RaiSport e per l’imposizione prima, l’auto-deposizione del comico, almeno così lo presentano, Andrea Pucci. Per la verità Petrecca, prima in RaiNews e ora a RaiSport, aveva già superato il record dei voti di sfiducia della redazione. Resta memorabile l’assoluzione in diretta del fedelissimo di Meloni, Delmastro, che qualche minuto dopo è diventata condanna.
Il criterio seguito, anche allora, fu quello della fedeltà “usi obbedir tacendo”: in quel principio affonda le sue radici Paolo Petrecca, difeso sino alla morte sempre e comunque. Ora sono previste iniziative sindacali, proteste, denunce, giuste e opportune. Sarà il caso, tuttavia, oltre a protestare contro la 2P, di contrastare anche il disegno della P2 più vivo e operante che mai, dentro e fuori la Rai. Quel piano prevedeva e prevede presidenzialismo, separazione delle carriere, leggi speciali contro il pensiero critico, dissoluzione della Rai, serve altro?
La crisi ideativa, produttiva, editoriale della Rai non ha bisogno di commenti. Il polo RaiSet sta contrastando in ogni modo le ragioni del No al referendum. Le parole della presidente Meloni sulla presenza di un comico a Sanremo hanno segnato uno dei punti più bassi della storia del servizio pubblico. L’amministratore delegato si è subito accodato, hanno persino accusato gli oppositori di aver censurato la libertà di satira. Per fortuna non sono arrivati a denunciare il nuovo editto bulgaro contro i talenti della destra dominante.
Veniva da ridere anche a loro.
Nelle stesse ore, nelle quali andava in scena questa oscena farsa, la maggioranza boicottava per la ennesima volta la convocazione della commissione di Vigilanza. Ancora una volta hanno fatto mancare il numero legale, perché vogliono che gli oppositori facciano eleggere la loro presidente: Simona Agnes. Questo gesto eversivo non ha precedenti: non hanno raccolto neppure l’appello di Mattarella a garantire il funzionamento delle istituzioni di vigilanza.
Altro che Pucci e Petrecca, la prossima consultazione si svolgerà senza la Vigilanza in funzione.
Nel frattempo prosegue la caccia a Report e alle poche trasmissioni di inchiesta sopravvissute. Gli interventi, sguaiati e violenti di questi giorni, certificano anche la definita morte del Media freedom act in Italia: il controllo dell’esecutivo sulla Rai è sempre più ferreo, le querele bavaglio aumentano, la Commissione europea – stretta nell’abbraccio Merz-Meloni – finge di non vedere.
Il referendum rischia di essere travolto da una gigantesca truffa politica e mediatica. La destra ha già pronto un piano per gli ultimi dieci giorni fatto di provocazioni, appelli per l’ordine pubblico, propaganda contro i giudici, fingendo di parlare di Garlasco o delle case nel bosco…
Se fossimo nelle opposizioni o nel comitato per il No, cominceremmo ad occupare l’aula della vigilanza Rai, a presentare denunce contro le violazioni in atto, a sollevare la questione davanti alle autorità di garanzia. Sarà bene farlo ora e subito perché va bene indignarsi per la 2P, ma sarà bene non dimenticare i piani della nuova loggia P2.
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