"Da Spin Time valore sociale". Ecco lo stupidario pro abusivi
- Postato il 9 agosto 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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"Da Spin Time valore sociale". Ecco lo stupidario pro abusivi
Il Premio Nobel Giorgio Parisi ha scomodato addirittura i principi della fisica per difendere Spin Time. Un’esperienza da salvare, ha spiegato a Repubblica, dove ieri si è prodotto in un doppio intervento a favore dell’occupazione, in nome della «teoria dei sistemi complessi». Che poi sarebbe questa: «Un rapporto tra due persone è una cosa. Ma quando le relazioni diventano molte, non sono semplicemente la somma di tanti rapporti individuali. Le persone si organizzano, nascono strutture, regole, dinamiche collettive». E il diritto dei proprietari? «Il valore sociale è più importante di quello economico. Il diritto alla proprietà deve essere sempre in qualche modo moderato da quello pubblico». E il rispetto della legge, ad esempio quella di non occupare un bene altrui? «Un sistema non vive soltanto grazie alle sue regole, ma soprattutto grazie alle relazioni tra le due parti: sono le connessioni, le interazioni e la capacità di collaborare che permettono a una comunità di attraversare le crisi». Insomma: gli ex occupanti devono tornare a occupare il palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme, nel quartiere Esquilino della Capitale.
LA SFILATA IN STRADA
Dal 29 luglio i vip, e gli esponenti della politica, sono scesi in campo per difendere il «germoglio che non può morire». La «meglio gioventù», l’ha definita la scrittrice Elena Stancanelli, che si è spinta a paragonare i 400 occupanti abusivi agli «angeli del fango» che nel 1966 lottarono per salvare Firenze dall’alluvione. I fiorentini non l’hanno presa benissimo.
All’inizio della settimana ha fatto irruzione sulla scena nel vero senso della parola: ha improvvisato un comizio a margine del tour per portare solidarietà - lo scrittore Roberto Saviano. Proprio lui, il paladino della legalità, si è affrettato a dire che «questa non è un’occupazione. Qui si sta presidiando la democrazia, la Costituzione». L’autore di Gomorra, sapendo di camminare su un terreno per lui scivoloso, l’ha ripetuto più volte: «Chiariamo, non è un’occupazione». E allora cos’è? Un intervento salvifico. «Qui si rende di nuovo viva una struttura che era morta.
Hanno dato vita a un quartiere, lo hanno difeso dalla speculazione». Accanto a lui c’era Sabina Guzzanti, che da giorni sta documentando cosa accade «a un modello abitativo, un luogo di cultura libero e aperto» che ha sede in un palazzo «pubblico venduto per quattro spicci dal governo Berlusconi». E invece adesso «guardate cosa è diventata questa strada, ci sono laboratori, cultura, ci abbiamo portato il cinema, è già la strada più bella di Roma». Chissà che ne pensano i romani.
Paolo Perrini, uno dei fondatori di Spin Time, ha sottolineato - sempre a Repubblica - l’attivismo della Chiesa. In effetti tra gli occupanti si aggira don Mattia Ferrari, «che è un prete e lavora anche con Mediterranea» (definizione di Stancanelli), ovvero la Ong dell’ex leader no global Luca Casarini. Ecco, Ferrari è il gancio per dare conto del tweet con il quale ieri la diocesi di Roma ha incensato la comunità «del palazzo a pochi passi dalla basilica di Santa Croce in Gerusalemme». Il tweet riporta le parole del vicario del Papa a Roma, il cardinale Baldo Reina, che per l’occasione ha scomodato «la parabola del buon Samaritano che si china sulle ferite di un’umanità malata, se ne fa carico e cerca di alleviarne le sofferenze». Sarebbe sbagliato, ha aggiunto il porporato, «archiviare la vicenda Spin Time con il solo sgombero del palazzo. Questa città affronta un problema serio: il rischio di perdere l’anima che da sempre costituisce la sua vera identità». Caustico Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, la confederazione della proprietà edilizia, che su X ha condiviso il post della diocesi ricordando il link ospitalitareligiosa.it: «Qui si dovrebbe trovare qualcosa di adatto». A ognuno il suo. Detto che Concita De Gregorio, firma di Repubblica, si rammarica di non essere a Roma in questi giorni - se lo fosse, ha detto, sarebbe «davanti allo Spin Time a fare turni di presidio» - è comunque da sottolineare la nonchalance con la quale la giornalista ammette che sì, Spin Time «stato occupato oltre tredici anni fa», ma era un edificio «vuoto e abbandonato» e da allora ha dato «una risposta concreta all’emergenza abitativa» e adesso «incarna un modello di convivenza e condivisione ormai rarissimo. Bisogna salvarlo». Insomma, l’occupazione va sanata per meriti acquisiti sul campo. Ecco cosa scrive dai suoi account social Sinistra Civica Ecologista, la «lista eco-socialista» a sostegno di Roberto Gualtieri Sindaco di Roma: «Ci sono luoghi che, prima ancora di essere edifici, diventano intrecci di relazioni e altri mondi possibili. Spin Time è uno di questi».
PURE LE NAZIONI UNITE
Non a caso a suo favore è scesa in campo pure l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Nella persona del relatore speciale sul diritto all’abitare, Koldo Casla, che tramite i social ci ha tenuto a far sapere che sta seguendo «le notizie relative alla situazione delle 400 persone (tra cui bambini, anziani e persone con disabilità) rimaste senza casa dopo l’evacuazione dello Spin Time a Roma, avvenuta circa 10 giorni fa. Le autorità italiane devono trovare una soluzione abitativa a lungo termine per questa comunità. Le sistemazioni temporanee non devono mettere a rischio la sicurezza personale, non possono diventare un’opzione a lungo termine e devono rispettare il diritto dei membri della famiglia a non essere separati, oltre a garantire un ragionevole livello di privacy». Gualtieri, sindaco della Capitale, non ha ancora rinunciato all’idea di acquistare l’immobile. Il quotidiano comunista il manifesto, tuttavia, per non rischiare suggerisce al primo cittadino di tenere pronta l’opzione di riserva: l’esproprio. «Investire Sgr», la società incaricata di gestire l’immobile per conto del Fondo immobili pubblici, «rifiuta ogni soluzione transitoria per gli abitanti di via Santa Croce, mascherando il profitto privato come tutela del risparmio.
Il Comune di Roma è chiamato a espropriare per difendere il bene comune».