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Da Mladic al capo delle SS: I boia morti con gli onori di Stato

  • Postato il 29 agosto 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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Da Mladic al capo delle SS: I boia morti con gli onori di Stato
Da Mladic al capo delle SS: I boia morti con gli onori di Stato

Levata di scudi e sdegno per l’annuncio che Ratko Mladic sarà sepolto in Serbia con i più alti onori di stato e militari, ultimo atto pubblico su questa terra per il generale condannato all’ergastolo dalla Corte penale internazionale dell’Aja per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Il ministro della Giustizia di Belgrado, Nenan Vujic, si è limitato ad aggiungere che è previsto questo protocollo per gli ex generali, e quindi a Mladic spettano le esequie ufficiali e con gli onori. Valanga di polemiche dentro fuori dai confini della Serbia, e caccia al cavillo per impedire la solennità dei funerali pubblici, come l’automatica perdita del grado in caso di condanna penale superiore a un anno, per superare una decisione che rende omaggio al responsabile dell’assedio di Sarajevo e del massacro di Srebrenica, “gesta” che gli hanno fatto guadagnare la nomea di macellaio o boia di Bosnia, senza mai una perplessità o un segno di pentimento sulla pulizia etnica, sulle esecuzioni e sugli stupri di massa, e neppure sui mattatoi di Sarajevo e Srebrenica.

GLI ULTRANAZIONALISTI In Serbia questa figura gode ancora di considerazione in certi ambienti ultranazionalisti, e non a caso esistono targhe, iscrizioni e ritratti che lo ricordano positivamente. Un altro boia o macellaio, stavolta di Praga, ebbe solenni funerali di stato con tutti gli onori militari. Eppure Reinhard Heydrich (1904-1942) era non solo l’onnipotente Reichsprotektor di Boemia e Moravia e spietato capo delle SS dopo Heinrich Himmler, ma anche il fautore, promotore e artefice della Soluzione finale. Il Terzo Reich era però ancora in auge, e per i nazisti Heydrich era un eroe da celebrare in pompa magna. Stepan Bandera (1909-1959) fu responsabile politico e morale dei pogrom antiebraici e antipolacchi in Ucraina, coinvolto in omicidi e stragi, anima della resistenza antisovietica però sotto le bandiere naziste. Dopo la guerra finì sotto protezione dei servizi segreti occidentali nella Germania ovest, ma non abbastanza per impedire che un agente del Kgb lo eliminasse spruzzandogli cianuro sul viso. L’Ucraina indipendente lo ha celebrato come eroe nazionale, onorificenza in seguito annullata. Ma i simpatizzanti non mancano. Come per Ante Pavelic (1889-1959), Poglavnik degli ustascia, tornati popolari nella Croazia di Franjo Tudman durante e dopo la guerra interslava nell’ex repubblica federale di Tito. Durante l’effimero Regno di Croazia Pavelic si sbarazzò di circa ottocentomila tra serbi, oppositori croati, musulmani, ebrei e zingari, come ricostruito e ufficializzato in seguito.

Morì per le conseguenze di un attentato messo a segno da un cetnico serbo. Francisco Franco nel 1975 ebbe solenni funerali di Stato, ma in Spagna era saldamente al potere fino al giorno della morte e quindi il regime lo celebrò con tutti gli onori. Centinaia di migliaia di spagnoli si misero in fila per tributargli l’ultimo omaggio. Era accaduto lo stesso a Mosca nel 1953 con Stalin, celebrato in Italia dall’Unità in prima pagina come l’uomo che più aveva fatto per il progresso dell’umanità. Nel 1976 il lutto nazionale in Cina per la scomparsa di Mao Zedong durò una settimana. Un milione di cinesi gli rese omaggio nell’arco di una settimana a Pechino nella Grande Sala del popolo, e un altro milione per le esequie in piazza Tienanmen. La beatificazione culminò con l’imbalsamazione del corpo da esporre in un mausoleo, come già accaduto a Lenin sulla piazza Rossa nel 1924. Quando alla fine del 2006 morì Augusto Pinochet la presidente del Cile Michelle Bachelet pose il veto ai funerali solenni che avrebbero dovuto essere celebrati in quanto ex capo di stato. Ma il governo cileno non riuscì a impedire che fosse applicata la normativa sugli ex comandanti in capo dell’esercito e così al dittatore durante il funerale furono tributati gli onori militari nella Scuola militare di Santiago, nell’assenza gelida di rappresentanti istituzionali del resto del mondo. Quanto a Mladic e all’ex Jugoslavia, il generale è diventato il simbolo dei crimini durante la guerra assieme a Slobodan Miloševic e Radovan Karadžic, ma da quelle parti, e in tutte le parti in causa, gli orrori sono stati compiuti come se la storia davvero non avesse insegnato nulla.

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Autore
Libero Quotidiano

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