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Da “di nuovo amore” a “Trump è un coglione”: la delusione della destra nelle prime pagine di Libero

  • Postato il 20 giugno 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Da “di nuovo amore” a “Trump è un coglione”: la delusione della destra nelle prime pagine di Libero

Tre giorni. Tanto è bastato per trasformare un amore ritrovato in un cuore spezzato. Così oggi sulla prima pagina di Libero, giornale schierato a destra e vicino alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, campeggia un titolo che sigla la rottura: “Trump è un coglione“. Perentorio, senza appello. Eppure il 17 giugno, mercoledì, lo stesso Libero titolava in modo ben diverso, dedicando l’apertura al disgelo con Washington dopo l’incontro al G7: “Giorgia-Donald, l’amore ritrovato“. Con un fiume di apprezzamenti per lo stile della premier: la “cravatta galeotta” su “tailleur color vaniglia” che “dopo un’ultima frecciatina” ha agevolato la riconciliazione tra i due innamorati. Politicamente parlando, si intende.

“Spiace dirlo – scrive nel suo editoriale Alessandro Sallusti – ma non trovo, e forse non c’è, un altro modo di dirlo: Donald Trump è un coglione. Punto”. A scatenare tale delusione è stata la descrizione dell’incontro al summit di Evian fatta dal presidente Usa al giornalista di La7, Daniele Compatangelo: “Probabilmente [Meloni] è contenta che io le abbia parlato, non ero obbligato a farlo. Mi ha implorato di fare una foto con lei, voleva una foto con me così tanto. Mi ha fatto pena”. Pochi secondi di dichiarazione, amore finito. “Solo un coglione poteva rovinare tutto con una balla così enorme da diventare ridicola” prosegue Sallusti. Secondo il direttore Meloni che chiede un selfie a Trump è “roba da ubriachi duri,” non è possibile “eppure se l’ubriaca fosse stata la nostra premier. E allora perché dire una assurdità del genere?” si chiede. “La risposta la si può trovare soltanto nella definizione della parola “coglione” entrata nel gergo popolare della lingua italiana: persona inetta, stupida, che agisce con scarsa intelligenza. L’articolo viene accompagnato da una vignetta firmata dal disegnatore del giornale Benny, che ritrae il presidente americano sotto il balcone di Meloni, stile Romeo e Giulietta, che riceve il benservito dalla premier.

È la vignetta fotocopia di quella pubblicata tre giorni fa, se non fosse per il fatto che in quel caso Trump appariva con lo sguardo adorante dedicato alla nostra presidente del Consiglio. Un contrapposizione ricercata e sottolineata dallo stesso quotidiano per rappresentare la delusione. Del resto mercoledì, dopo la fotografia dei due leader sul divanetto, il quotidiano diretto da Sallusti raccontava l’incontro pacificatore, senza risparmiare elogi al savoir-fair della premier. “Sarà stata la cravatta galeotta portata sul tailleur color vaniglia, sarà che le donne sanno sempre come prendere – a volte pure per i fondelli – gli uomini, sta di fatto che Giorgia Meloni e Donald Trump hanno fatto pace non prima di essersi tirati qualche ultima frecciatina come si conviene tra litigati”. Tra Meloni e Trump è “tornato il sereno, ammesso che ci sia mai stata una tempesta” scriveva sempre Sallusti. “Non perché sia necessario benedire e assecondare Trump in tutte le sue follie” ma “può una che guida l’Italia non parlare e non trattare il più amichevolmente possibile con il presidente dell’Europa e con quello degli Stati Uniti? Ridicolo solo pensarlo, come pensare di non dover stare al gioco ipocrita di quel fallito di Macron. Credete a me, la Meloni avrà pure i suoi difetti ma voler spiegarle come si sta al mondo è come voler insegnare ai gatti ad arrampicarsi” concludeva il direttore. Come sa bene chi ha avuto in casa un coniuge infedele, nella redazione di Libero non sarà facile riprendersi da questo tradimento. Sempre politicamente parlando.

L'articolo Da “di nuovo amore” a “Trump è un coglione”: la delusione della destra nelle prime pagine di Libero proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Il Fatto Quotidiano

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