Cutro, destinato all’archiviazione il procedimento innescato dal sindaco per fughe di notizie
- Postato il 28 settembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Cutro, destinato all’archiviazione il procedimento innescato dal sindaco per fughe di notizie
Il sindaco di Cutro ha chiesto approfondimenti investigativi su presunte fughe di notizie su atti acquisiti e commentati dai consiglieri
CUTRO – Sembra essere destinato all’archiviazione il procedimento penale innescato dal sindaco di Cutro, Domenico Voce, che chiede approfondimenti investigativi contro gli uffici del Comune da lui guidato per presunte fughe di notizie. Non bisogna essere sottili giuristi per cogliere che dietro una simile iniziativa si cela il tentativo di mettere il bavaglio ai dipendenti o di inibire la circolazione delle informazioni peraltro in assenza di una pagina social ufficiale. Il sindaco ha presentato una denuncia per una (più che mai) presunta “rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio” in seguito alla pubblicazione, da parte del Quotidiano, di elementi di una relazione tecnica sull’appalto dei rifiuti richiesta dalla Giunta con un atto d’indirizzo pubblicato sull’albo pretorio. In una nota, l’amministrazione comunale parla di «gesto inopportuno e irrispettoso, che ha determinato la fuoriuscita di notizie destinate esclusivamente alla gestione interna delle informazioni».
Trasparenza e accesso civico
In Italia (quindi anche a Cutro) per un Comune vale il principio opposto: pubblicità e trasparenza sono la regola, il segreto è l’eccezione. Ecco come funziona. Sull’albo pretorio online per 15 giorni (articolo 124 Tuel) vanno pubblicate delibere, ordinanze, determine. Se non viene pubblicato, l’atto è inefficace. Il Comune non può secretare (mica è una Procura), ma può omettere o anonimizzare alcuni dati solo in casi tassativi. Per motivi di privacy, legati alla presenza di dati sensibili: è il caso dei nomi di minori, dello stato di salute, di situazioni economiche. In caso di segreto istruttorio, se c’è un’indagine penale in corso. Vige un segreto per ragioni di sicurezza e ordine pubblico, per esempio nel caso di planimetrie di edifici sensibili. Atti coperti da segreto di Stato non sono ovviamente di competenza del Comune, ma solo del Governo nazionale. Un sindaco o un dirigente, infatti, non può mettere il timbro “riservato” o “secretato” su una determina, un affidamento, un’ordinanza. L’atto a quel punto sarebbe nullo e il responsabile della Trasparenza e l’Anac interverrebbero.
Gli atti endoprocedimentali
Il caso a cui si riferisce il sindaco è quello delle note interne e delle richieste di parere al capo area o al responsabile di settore. Atti tipicamente accessibili e ostensibili. La legge 241/90 sulla trasparenza degli atti amministrativi e il decreto legislativo 33/2013 sull’accesso civico sono la via maestra. Sono atti ostensibili perché atti endoprocedimentali. Non sono bozze private, sono passaggi dell’istruttoria che formano la volontà finale dell’ente. L’articolo 22 della legge sulla trasparenza dice che è accessibile tutto ciò che è connesso a un procedimento. Il Consiglio di Stato è chiarissimo: anche email, post-it, appunti, pareri interni tra uffici sono accessibili se hanno avuto rilevanza per la decisione finale (la pronuncia è quella della Sezione V, la numero 2080 del 2021). Diverso è il caso dei procedimenti disciplinari o sanzionatori ancora aperti, perché coperti da segreto istruttorio penale, ma quando saranno definiti saranno ostensibili anche quelli. Un sindaco, insomma, non può dire che un atto è ad “uso interno” e quindi non è ostensibile o accessibile. Questa motivazione è illegittima, è stata bocciata dal Tar decine di volte.
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L’accesso agli atti e i commenti pubblici dei consiglieri
Nel caso di specie, l’atto è stato oggetto di accesso agli atti da parte dei consiglieri del gruppo di minoranza “Ricostruiamo il futuro”, che lo hanno sfogliato sui loro reel social e lo hanno commentato pubblicamente tramite un comunicato stampa ripreso da vari media il giorno prima che il sindaco annunciasse la caccia alle streghe che pure nega di avere avviato. Se il singolare orientamento giurisprudenziale propugnato dal sindaco di Cutro fosse sposato dal suo quasi omonimo collega della vicina Crotone, Enzo Voce, giusto per restare nei paraggi, questi dovrebbe stare tutti i giorni in caserma perché i media locali e regionali pubblicano quotidianamente atti ben più riservati che riguardano la vita dell’ente da lui amministrato. L’iniziativa improvvida farà solo perdere un po’ di tempo ai carabinieri di Cutro e alla Procura di Crotone che hanno cose molto più serie da fare. Tanto più che rendendo note le proiezioni delle spese per le potature non si viola la privacy dei rami.
Il Quotidiano del Sud.
Cutro, destinato all’archiviazione il procedimento innescato dal sindaco per fughe di notizie