Crotone, Gratteri al Ted racconta il coraggio della denuncia

  • Postato il 8 marzo 2026
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Crotone, Gratteri al Ted racconta il coraggio della denuncia

Il procuratore Gratteri al Ted di Crotone racconta il coraggio della denuncia di un’anziana: «In 10 minuti le ho cambiato il volto»


CROTONE – «Facendo semplicemente il nostro lavoro, in dieci minuti possiamo risolvere il dramma di una famiglia che per i prossimi dieci anni non subirà altre vessazioni». Lo ha detto il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, al TedxCrotone 2026, svoltosi al Museo e Giardini di Pitagora. Il focus al centro dell’edizione crotonese? “Menti audaci si elevano oltre i confini”. Il filo rosso dei confini – mentali, sociali, scientifici, artistici – superati grazie al coraggio di cambiare sé stessi e la realtà che ci circonda.
Gratteri, in particolare, a colloquio con la giornalista Ketty Riga, ha raccontato l’incontro con una signora anziana, vedova, che, accompagnata dalla figlia, andò da lui per denunciare i torti subiti. Il procuratore, come è noto, riceve un giorno alla settimana i denuncianti e poi li indirizza alla polizia giudiziaria. L’episodio risale agli anni in cui Gratteri era in servizio a Catanzaro.

«IN 10 MINUTI LE HO CAMBIATO IL VOLTO»

«Veniva dal monte Poro – ha ricordato il magistrato – e aveva un piccolo gregge. Il mafiosetto del paese le rubava le pecora e quando la incontrava la prendeva in giro. Il maresciallo dei carabinieri nemmeno la riceveva. Chiamai il colonnello dicendogli che dell’indagine si sarebbe dovuto occupare lui. Il maresciallo venne spostato a 300 chilometri perché non poteva più stare là se non aveva capito il dramma di quella donna. Nel giro di pochi mesi abbiamo incastrato sul piano probatorio quel mafiosetto e abbiamo risolto il dramma di quella donna». Quando la donna si ripresentò da Gratteri per ringraziarlo, lui nemmeno la riconobbe. «L’espressione del volto e la postura di quella donna, dopo quell’arresto, erano completamente cambiate».

LA SFIDA ALLA ‘NDRANGHETA


A propositi di limiti e di paure, il procuratore ha ripercorso, per sommi capi, una carriera nel corso della quale si è confrontato con «quasi tutte le polizie giudiziarie del mondo». «Mi sono imbattuto in narcos che trasportavano 2500 chili di cocaina. Ho arrestato circa 400 latitanti. Ho parlato con boss guardandoli negli occhi e stando attento a non abbassare lo sguardo, per leggere la loro postura o il tono della voce. E ho incontrato chi è stato vessato da usurai ed estorsori e chi ha avuto i propri familiari uccisi».

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DAI BITCOIN AL CANCELLO ABUSIVO

Ma l’impegno è sempre lo stesso, dai casi più grandi a quelli più piccoli. «Che siano indagini sui bitcoin delle mafie o sul narcotraffico o su un cancello abusivo. Per esempio – ha detto ancora – da quando sono procuratore a Napoli abbiamo raddoppiato il numero di demolizioni». Ecco perché anche il caso di quella vecchietta che subiva furti di animali stava tanto a cuore al procuratore.
Il magistrato ha parlato anche della sua esistenza blindata sin dall’89. Sin da quando «spararono a casa della mia fidanzata e le telefonarono intimandole di non sposare un uomo morto».

“NON DISTURBARE IL MANOVRATORE”

Ma ci sono tanti tipi di coraggio. «Essere audace – ha detto rivolgendosi ai giovani – significa studiare e poi osare. Fare proposte per migliorare il mondo, in cui la democrazia oggi è in crisi. Significa avere il coraggio di andare oltre, anziché restare immobili per non disturbare il manovratore, chi gestisce il potere. Dire quello che si pensa, anche a costo di pregiudicare la propria carriera. Si vive di orgoglio e schiena dritta. Disistimo maggiordomi e lacché che devono compiacere il potente di turno». Un filo conduttore, la sfida alle mafie e alle ingiustizia, lo aveva con gli altri interventi.

OLTRE I LIMITI

Manuela Stranges, demografa, ha sfatato stereotipi e pregiudizi che possono condizionare le nostre scelte. Giulia Vrenna, affetta da fibrosi cistica, ha raccontato come superare i limiti «non vuol dire eliminarli ma accettarli come punto di partenza per rompere il silenzio e colmare un vuoto di informazione». Francesco Lepore, giornalista, ha ripercorso la scelta di abbandonare il sacerdozio e vivere completamente la sua omosessualità che prima percepiva come «qualcosa di peccaminoso». Il performer Naip ha spiegato come la stupidità sia «la cosa più pericolosa nel mondo, più della malvagità». Dal viaggio nell’universo proposto dall’astrofisica Sandra Savaglio a quello nella creatività del designer Antonio Aricò al rapporto tra musica e mercato affrontato da Checco Pallone, è stato un continuo smantellamento di luoghi comuni. Per guardare oltre limiti e confini.

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