Ospedale di Matera: bloccati gli interventi a Senologia

  • Postato il 6 marzo 2026
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Ospedale di Matera: bloccati gli interventi a Senologia

Lettera aperta delle pazienti oncologiche in passato operate nel reparto di Matera dopo la delibera di Giunta regionale: bloccati interventi a Senologia


C’è una sanità che non va verso i pazienti. Lo dimostra plasticamente la delibera della Giunta regionale n.202500691 dell’11 novembre 2025 nella quale si prevede che «È tassativamente vietato continuare ad eseguire, presso l’Unità Operativa di Senologia Chirurgica dell’Ospedale materano gli interventi per il carcinoma mammario: lo scrivono in una lettera aperta alcune donne che erano state sottoposte all’ intervento all’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera.
L’operazione di chirurgia senologica può essere effettuato oggi soltanto all’Ospedale S. Carlo di Potenza o al Crob di Rionero in Vulture.

LA LETTERA APERTA DELLE PAZIENTI

«La delocalizzazione – si legge nella nota – sembrerebbe privilegiare un territorio della Regione a discapito di quello dell’intera Provincia di Matera, rappresentando, di fatto, un’ulteriore criticità assistenziale per le donne di quest’area geografica.
Da decenni, presso l’Ospedale ‘Madonna delle Grazie’, le malate oncologiche del nostro territorio, sono seguite da un team multidisciplinare, composto da radiologi, senologi, anatomopatologi, oncologi, radioterapisti, fisiatri e psicologi, operando con competenza, professionalità ed umanità dalla diagnosi alla fase terminale dell’intero percorso di cura. Noi pazienti operate – aggiungono – siamo la prova vivente dell’eccellenza delle cure oncologiche erogate presso il nostro nosocomio».

Il contenuto della delibera, di fatto, annulla anni di attività che vedono proprio nelle pazienti che hanno scritto la lettera aperta, un esempio tangibile di quella professionalità. «La Chirurgia senologica, diretta dalla dottoressa Antonia De Rosa, rappresenta da anni un riferimento qualificato ed insostituibile del percorso di cura del Carcinoma mammario ed è per questo che, incredule, ne apprendiamo la soppressione. Ci domandiamo – scrivono ancora – come sia possibile, che alla vigilia dell’attesissima inaugurazione dell’agognata Radioterapia, in loco, si possano smantellare anelli cruciali del percorso di cura dei tumori mammari, vedi Screening e Chirurgia senologica”.

SI SMANTELLA UN’ECCELLENZA

“Si mina, così, la compattezza della presa in carico delle pazienti, smantellando una assoluta eccellenza come la Chirurgia senologica». Il percorso delicato e difficile che affronta una donna cui è stato diagnosticato un carcinoma mammario, non è fatto solo di terapie ma anche di un equilibrio psicologico che vede proprio in una struttura vicina e confortevole, un elemento significativo. Un elemento che ora rischia di essere spazzato via con conseguenze facilmente immaginabili. «La decisione di distanziare le cure dai pazienti potrebbe comportare anche un notevole danno economico per il bilancio della Regione Basilicata, dovendo fronteggiare una probabile migrazione sanitaria verso altre realtà regionali limitrofe, più raggiungibili rispetto al lontano S. Carlo di Potenza e ancor di più al Crob di Rionero”.

Il nostro rammarico – aggiungono – non è solo personale, ma si estende alle future e potenziali malate oncologiche che non potranno giovarsi del beneficio di un trattamento in linea con protocolli nazionali ed internazionali, effettuati presso il nostro Ospedale evitando inutili, faticosi e dispendiosi viaggi». Sulla vicenda interviene il consigliere regionale Morea che lancia una proposta: «“Comprendiamo che i parametri attuali non consentano di istituire una Breast Unit autonoma a Matera – prosegue – ma riteniamo che sia possibile, anzi doveroso, costruire un’intesa operativa con le Breast Unit già esistenti, come quelle di Rionero o di Potenza”.

LA PROPOSTA DI UNA COLLABORAZIONE TRA LE STRUTTURE LUCANE

La proposta avanzata è quella di una collaborazione strutturata tra le strutture sanitarie lucane, che consenta ai professionisti delle Breast Unit di operare anche nel presidio materano.
«L’obiettivo – spiega Morea – è che i sanitari delle Breast Unit di Rionero o di Potenza possano operare a Matera, lavorando insieme alla dottoressa De Rosa e al pool della chirurgia locale, così da rafforzare l’offerta sanitaria e garantire alle pazienti cure di qualità senza costringerle a spostarsi – e sulla struttura cittadina sottolinea – Matera sta recuperando posizioni importanti sul piano sanitario – dichiara Morea – e non possiamo permetterci di determinare flussi di mobilità passiva sospendendo un servizio di grande valore, che può contare su professionalità importanti come quella della dottoressa Antonia De Rosa».

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