Crisi di governo in Belgio per il mancato accordo sulla legge di bilancio: il premier De Wever rassegna le dimissioni, re Filippo le congela
- Postato il 2 novembre 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Ci sono voluti otto mesi, l’ultima volta, a dare vita al governo belga guidato da Bart De Wever. Oggi, nemmeno due anni dopo, l’esecutivo rischia una nuova crisi per il mancato accordo della cosiddetta Coalizione Arizona sulla nuova legge di bilancio. Una crisi talmente profonda che, nella mattinata di lunedì, il primo ministro del governo di centrodestra si è recato da Re Filippo I per rassegnare le dimissioni. Una mossa, secondo i media belgi, per uscire dallo stallo entro domani a mezzogiorno, termine ultimo per trovare un accordo sulla manovra.
Il sovrano belga poteva respingere le dimissioni, dando così un’iniezione di fiducia nei confronti del capo del governo che potrebbe rafforzare la sua posizione. Poteva, al contrario, accettarle innescando una nuova crisi di governo che avrebbe spinto il Paese verso nuove elezioni. Invece ha optato per la terza via, quella del ‘congelamento’ delle dimissioni: le ha quindi accettate ma non prima della scadenza dei tempi utili per un accordo sulla manovra. Il re, scrivono da Palazzo Reale, “mantiene la decisione in sospeso e, a partire da domani, avvierà consultazioni con i presidenti dei partiti che compongono la maggioranza”.
La maggioranza è stata impegnata, nelle ultime settimane, nella discussione sul bilancio, senza arrivare a un’intesa. Il Belgio ha un deficit pari al 5% e un debito che si aggira attorno al 110% del Pil ed è costretto a una severa procedura di rientro secondo le regole del Patto di stabilità. Questo genererà tagli che andranno a colpire determinate categorie ed è proprio su questo che si scontrano le varie realtà di governo.
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