Crisi dell’Ilva, incontro sindacati-Pd: “Serve un confronto serrato”
- Postato il 6 agosto 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Ora sull’Ilva si muove anche il Pd. Raccogliendo le sollecitazioni dei sindacati, la segretaria Elly Schlein e una delegazione dem hanno incontrato i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm dopo l’invio del documento unitario sulla vertenza ex Ilva alla luce della nuova crisi innescata dal decreto della Corte d’Appello di Milano che ha ordinato lo spegnimento dell’area a caldo entro il 26 ottobre.
“È necessario un confronto serrato per dare continuità investendo per garantire la tutela occupazionale, salariale e sociale e per realizzare la decarbonizzazione volta a salvaguardare salute e sicurezza”, la sintesi dei leader Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Davide Sperti. Il Pd è la prima forza politica che accoglie l’invito dei metalmeccanici che mercoledì aveva inviato il documento unitario, diffuso venerdì sera, a tutti i partiti.
Fim, Fiom e Uilm aveva proclamato la mobilitazione permanente e chiesto “alla politica, tutta, un forte segnale di coesione e unità su ciò che da tempo, da tutte le forze politiche e sindacali, è stato richiesto: rendere l’ex Ilva ecocompatibile con un ciclo produttivo che coniughi ambiente e salute, salvaguardando l’occupazione e con lo Stato garante della transizione”.
Per i sindacati è “necessario” che “il governo riconfermi l’impegno di un progetto industriale complessivo dell’area tarantina e di tutti gli altri territori coinvolti, che veda la siderurgia quale elemento centrale e strategico, a cui affiancare un progetto ed un piano sociale” come “strumenti di risarcimento per il riconoscimento esposizione rischi”, prepensionamenti ed esodi incentivati “in grado di poter prevedere soluzioni per tutti i dipendenti”. Fondamentale anche “un progetto industriale che preveda il passaggio tra il vecchio ciclo e quello decarbonizzato a cui bisogna puntare senza che la transizione passi come una mannaia sulle spalle dei lavoratori”.
Quattro i cardini richiesti: l’integrità del gruppo, risanamento ambientale, decarbonizzazione e garanzie occupazionali. Nello specifico, i sindacati hanno richiesto un “intervento urgente” sull’area a freddo per garantire la produzione, “realizzare nel minore tempo possibile la transizione per mettere in produzione 4 forni elettrici” e il polo DRI a Taranto (di fatto cancellato dal governo). Oggi, intanto, va in scena l’ultimo tavolo deciso dal governo per provare a trovare una soluzione che scongiuri la fine definitiva dello stabilimento: i rappresentanti dei ministeri incontreranno le aziende dell’indotto, che attendono i pagamenti e rischiano il default dopo la chiusura dell’area a caldo.
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