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Crisi Amt, le risposte di Bucci: 40 milioni per la ricapitalizzazione ma esiste anche un piano B

  • Postato il 7 aprile 2026
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  • Di Genova24
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Crisi Amt, le risposte di Bucci: 40 milioni per la ricapitalizzazione ma esiste anche un piano B

Genova. La Regione Liguria investirà 40 milioni di euro per la ricapitalizzazione di Amt Genova, ma potrebbe anche non entrare nella compagine societaria. È quanto ha spiegato oggi il presidente Marco Bucci che – in un’aula dal clima infuocato con la presenza di sindacalisti e lavoratori della Filt Cgil – ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere del Pd Simone D’Angelo, negli stessi giorni in cui da Tursi arrivano pressioni per rispettare gli impegni sul salvataggio dell’azienda.

“Prima di prendere qualunque decisione – ha precisato Bucci – è necessario che l’assemblea di Amt approvi il piano di ristrutturazione, quindi il piano deve essere approvato dall’esperto, dopodiché lo deve approvare il tribunale. A quel punto noi possiamo fare una legge in cui descriviamo come impiegare 40 milioni”.

Ci sono due “proposte operative”, secondo quanto riferito dal governatore. La prima è “entrare direttamente nell’azionariato come Regione Liguria o con una partecipata, partecipando all’aumento di capitale”. Questa sembrava la strada principale fino a qualche settimana fa, con la finanziaria Filse designata per diventare azionista di Amt, anche se non necessariamente in maggioranza relativa. Ma negli ultimi giorni sono emersi dubbi, anche sulla base di indiscrezioni che Bucci ha smentito seccamente: “Non si possono prendere in giro la città e i lavoratori con notizie false, chi le inventa se ne deve prendere la responsabilità”.

Esiste però una seconda opzione: “Dare un contributo al Comune di Genova in modo che sia il Comune a fare l’aumento del capitale – ha spiegato Bucci -. È chiaro però che sarà stabilito un comitato di sorveglianza della Regione nei confronti del consiglio di amministrazione“.

“Non posso dire quale delle due andrà avanti – ha aggiunto il presidente ligure -. Dipenderà dalla Corte dei conti e da quello che deciderà il tribunale”. Oltre ai 40 milioni una tantum già scritti nero su bianco nella lettera di intenti della Regione, Bucci ha ribadito l’impegno ad arrivare a 110 milioni all’anno di stanziamenti tra fondi statali e regionali, cifra che comprenderebbe anche i 19 milioni aggiuntivi per il contratto di servizio, più altri 3 milioni per la Ferrovia Genova-Casella.

Polemiche e bagarre in aula

Bucci ha chiamato in causa la minoranza: “Sono assolutamente sicuro che questa legge sarà approvata all’unanimità, perché mi aspetto un contributo dall’opposizione. La maggioranza è coesa e vorrei che anche l’opposizione lo fosse. Noi la approveremo e voi dovete fare la stessa cosa per rispetto della città“.

Ma D’Angelo ha rilanciato: “Questa è una non risposta, lei non ha paura ma va dalla Corte dei conti e fa le riunioni di maggioranza con gli avvocati. È una presa in giro, sono frasi sconcertati. Su quella letterina è segnata la data del 31 marzo, le regalerò un calendario perché possa rispettare le scadenze. È una risposta agghiacciante“. Poi il consigliere dem ha accusato Bucci di mentire.

A quel punto è scoppiata la bagarre. I consiglieri di opposizione hanno preso di mira il presidente Stefano Balleari per aver partecipato insieme alla maggioranza a un applauso al termine dell’intervento di Bucci. Poi, mentre il governatore urlava più volte “vergogna”, hanno chiesto a gran voce di sospendere la seduta per poter incontrare i lavoratori presenti in aula. Balleari ha messo la proposta ai voti e la maggioranza di centrodestra ha scelto di proseguire i lavori. La minoranza ha lasciato l’aula per protesta e ha raggiunto i rappresentanti della Filt Cgil, che hanno ringraziato.

In ogni caso i prossimi giorni saranno decisivi per il futuro dell’azienda di trasporto pubblico. Proprio oggi e domani l’esperto che segue la composizione negoziata della crisi, Giovanni Mottura, si trova a Genova per incontrare tutti gli attori coinvolti. Il 16 aprile è in programma l’assemblea dei soci di Amt, che tuttavia potrebbe slittare. Comunque, la ghigliottina scatta per tutti il 19 giugno, termine ultimo delle misure che proteggono l’azienda dall’azione dei creditori. Entro quella data dovrà essere già tutto definito per non avere più a che fare con lo spettro del fallimento.

 

Autore
Genova24

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