Tuttiquotidiani è completamente gratuito.
Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.
Prima il dovere, poi il piacere: era questa la frase che i nostri genitori ci ripetevano come un mantra per convincerci a studiare prima di uscire a giocare.
La procrastinazione è un'arte tipicamente umana che pratichiamo fin da piccoli, quando invece di metterci sui libri perdiamo tempo con il nostro gioco preferito. Ma crescendo, impariamo a rimandare meno? E in che modo procrastinare incide sulla nostra vita?. Dalle superiori all'età adulta: così cambia l'abitudine di rimandare
Uno studio pubblicato sul Journal of Personality & Social Psychology ha provato a rispondere a queste domande, seguendo per 18 anni 3.023 ragazzi in Germania dall'ultimo anno delle scuole superiori fino all'età adulta.
I partecipanti hanno dovuto rispondere ogni 2-4 anni a questionari su personalità, livelli di procrastinazione e altri aspetti della propria vita come lavoro, salute e relazioni.. Dai risultati è emerso che la tendenza a procrastinare non è immutabile: pur rimanendo relativamente stabile in termini di differenze individuali (chi procrastinava di più da giovane tendeva a farlo anche in seguito), con l'età si tende a rimandare meno. Anche il carattere influisce sul cambiamento: chi era diventato più coscienzioso o meno nevrotico, ad esempio, aveva anche imparato a procrastinare meno. Un altro aspetto che favorisce un abbassamento dei livelli di procrastinazione è il passaggio dall'università, dove le conseguenze del mancato studio sono al massimo una bocciatura, al mondo del lavoro, dove le responsabilità sono maggiori e procrastinare può avere conseguenze anche gravi.. Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi
Se è vero che i cambiamenti della vita influiscono sui nostri livelli di procrastinazione, è anche vero il contrario – che l'abitudine a rimandare tutto rende più difficoltoso, per esempio, il passaggio dall'università al mondo del lavoro.
I risultati evidenziano inoltre un legame tra tendenza a rimandare e successo futuro: chi era un procrastinatore folle fin da ragazzo è generalmente riuscito meno bene negli studi, ha avuto una carriera meno soddisfacente, minori guadagni e peggiore salute e relazioni.. Pur con alcuni limiti, come il fatto che i risultati si basino su dati riferiti dagli stessi partecipanti e che il campione provenga da una sola regione della Germania e non sia dunque rappresentativo dell'intera popolazione mondiale, lo studio evidenzia che procrastinare non è solo un'abitudine a breve termine, ma può essere un primo indicatore del successo futuro in diversi ambiti della vita..
Usiamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e cookie di analisi (Google Analytics) e marketing. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli opzionali o personalizzare. Per maggiori info: Privacy Policy.