Crans-Montana, una legge in vigore da 86 minuti salva il comune dai risarcimenti?

  • Postato il 10 gennaio 2026
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  • Di Libero Quotidiano
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Crans-Montana, una legge in vigore da 86 minuti salva il comune dai risarcimenti?

A Crans-Montana, oltre al dolore per le vittime della strage al Le Constellation, si sta aprendo un fronte giuridico destinato a pesare sui risarcimenti e sulle responsabilità pubbliche. Al centro del dibattito c’è una modifica legislativa entrata in vigore proprio nella notte di Capodanno, clamorosamente poco più di un’ora prima che le fiamme devastassero il club, una coincidenza temporale che oggi potrebbe incidere in modo determinante sugli sviluppi legali della tragedia.

Secondo quanto riferisce il quotidiano Blick, dal 1° gennaio 2026 nel Canton Vallese è attiva una revisione della legge edilizia che ha riformulato l’articolo 25 nel nuovo articolo 37, introducendo un capoverso aggiuntivo. Questa norma stabilisce che l’autorità competente non è responsabile dei danni derivanti da violazioni di legge commesse dai committenti o dai loro rappresentanti. In termini pratici, ciò potrebbe consentire al Comune di Crans-Montana di sottrarsi a eventuali richieste di risarcimento legate alla tragedia.

L’avvocato e consigliere nazionale Udc Pascal Schmid, citato sempre da Blick, osserva che la disposizione potrebbe essere applicata perché il danno si è verificato quando la legge era già in vigore. Allo stesso tempo avverte che i giudici potrebbero considerare decisivo il momento delle eventuali mancate verifiche, se queste sono avvenute sotto il vecchio regime normativo, rendendo così inefficace l’esonero di responsabilità.

 

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Il quadro si complica ulteriormente perché il sindaco ha ammesso che il locale non veniva sottoposto a controlli dal 2020. I legali delle vittime stanno preparando azioni civili, mentre resta da chiarire se la nuova norma sia compatibile con la Costituzione cantonale e con quella federale. Anche la Neue Zürcher Zeitung ha ricordato che la vigilanza sulla sicurezza antincendio, nel Vallese, è tradizionalmente interpretata in modo restrittivo e che il Cantone interviene soprattutto su richiesta dei Comuni, come ha ribadito il direttore della sicurezza Stéphane Ganzer.

Sarà ora l’inchiesta della procura vallesana a stabilire se il nuovo assetto giuridico potrà davvero limitare le responsabilità degli enti pubblici, creando un precedente che potrebbe pesare su tutto il sistema di controllo dei locali nel Cantone.

 

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Libero Quotidiano

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