Crans Montana, 14 gli italiani feriti, 6 ancora dispersi. Ipotesi di omicidio colposo, ma al momento nessun indagato

  • Postato il 3 gennaio 2026
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La tragedia scoppiata durante la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, ha trasformato i festeggiamenti per il nuovo anno in uno dei peggiori drammi della storia recente del Paese. L’incendio divampato all’interno del disco bar Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, ha causato almeno 40 morti, di cui 4 identificati, e 121 feriti di cui 5 non identificati, fa sapere l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Tra i feriti anche 14 cittadini italiani, mentre sei italiani risulterebbero ancora dispersi. La polizia cantonale del Vallese ha identificato formalmente i corpi di quattro cittadini svizzeri, due donne di 16 e 21 anni e due uomini di 16 e 18 anni, che sono stati riconsegnati alle famiglie. Sul fronte dei feriti, 113 persone su 119 sono state finora identificate. Molti sono minorenni o giovani sotto i 25 anni.

Gli italiani coinvolti – In Italia, l’ospedale Niguarda di Milano è diventato il principale punto di riferimento per i sopravvissuti italiani: sette pazienti sono attualmente ricoverati, con un’età media di 15 anni, a eccezione di una donna di 29 anni. Le loro condizioni richiedono cure e interventi chirurgici continuativi per ustioni gravi. “Le cose dal punto di vista clinico per i ricoverati vanno bene, la situazione respiratoria, metabolica e circolatoria è stabile in tutti i pazienti”, ha spiegato Filippo Galbiati, direttore della Medicina d’urgenza e del Pronto soccorso del Niguarda. È atteso il trasferimento da Losanna di Sofia, una quindicenne considerata al momento la paziente più grave, mentre altri feriti italiani ricoverati a Zurigo non sono ancora trasportabili. A Zurigo si trova anche Elsa Rubino, 15 anni, studentessa di Biella, in gravi condizioni dopo essere riuscita a uscire dal locale.

I riconoscimenti – In una nota, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che Bruxelles sta coordinando gli aiuti offerti dai Paesi europei e continuerà a fornire assistenza secondo necessità, definendo quanto accaduto “un inizio d’anno tragico per tante famiglie”. L’angoscia dei familiari dei dispersi resta infatti altissima, condannati a un’attesa che Carla Masiello, madre del sedicenne bolognese Giovanni Tamburi, ha definito “snervante”, lamentando la difficoltà di ottenere informazioni. Anche Laetitia Brodard, madre del sedicenne svizzero Arthur Brodard, si è dovuta aggrappare alla speranza che il figlio possa trovarsi tra i feriti non ancora identificati. “Le procedure di identificazione proseguiranno nella giornata di oggi e di domani e dovrebbero essere in gran parte completate entro il pomeriggio di domani”, ha fatto sapere l’ambasciatore Cornado, “in alcuni casi ci vorrà qualche giorno in più”. Per molte vittime sarà necessario ricorrere ai test del DNA: alcuni feriti non sono riconoscibili visivamente perché hanno il volto completamente fasciato e sono attualmente intubati. “C’è molta tensione perché l’attesa è lunga, perché il silenzio è terribile da sopportare, a causa della mancanza di informazioni, che è inevitabile in queste circostanze”, ha aggiunto Cornado, sottolineando che è giusto che le autorità seguano una “procedura rigorosa” e condividano le informazioni solo quando sono “accurate e sicure al 100%”.

Il fronte giudiziario – la Procura del Cantone Vallese indaga per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni colpose, ma al momento non risultano indagati. La procuratrice Beatrice Pilloud ha confermato che i proprietari del locale, i francesi Jacques e Jessica Moretti, sono stati ascoltati come testimoni e che nei loro confronti non possono essere adottate misure coercitive perché sono attualmente considerati innocenti. L’ipotesi principale è che l’incendio sia stato innescato dalle candele pirotecniche posizionate su bottiglie di champagne, che avrebbero dato fuoco al soffitto coperto con pannelli fonoassorbenti. Le autorità stanno verificando se il loro materiale fosse conforme alle norme e se l’uso di tali dispositivi fosse consentito. Jacques Moretti ha dichiarato che il locale era stato ispezionato tre volte negli ultimi dieci anni e che tutto era stato realizzato nel rispetto delle regole.

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