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Cpr lucano, salasso italiano

  • Postato il 10 ottobre 2026
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Cpr lucano, salasso italiano

Il Quotidiano del Sud
Cpr lucano, salasso italiano

Cpr lucano, salasso italiano. Per il vitto alla struttura di Palazzo San Gervasio si spende quasi un milione. Nel 2025 la gestione della struttura è costata allo Stato più di 4 milioni di euro.


POTENZA- Il Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Palazzo San Gervasio è quello che costa di più allo Stato in Italia. Nel 2025 la gestione del Centro di Permanenza per i Rimpatri è costata allo Stato più di 4 milioni di euro, in aumento del 71,4% rispetto all’anno precedente. A certificarlo è il report “Espulsioni. Un’analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025” pubblicato da ActionAid Italia in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari (nell’ambito della piattaforma di monitoraggio Trattenuti).

Lo studio offre la prima sistematica analisi del funzionamento della politica italiana di rimpatrio tra il 2015 e il 2025, basata sui dati ottenuti da richieste di accesso ai Ministeri e alle Prefetture italiane. Da evidenziare che il rapporto mette in relazione il numero complessivo di giornate di trattenimento nei Cpr con i rimpatri eseguiti dai centri.

CPR LUCANO, L’ANALISI DEI TEMPI DI TRATTENIMENTO E I RAPPORTI CON I PAESI TERZI

Tra il 2018 e il 2024 il valore oscilla fra circa 62 e 84 giornate; nel 2025 sale a circa 148 giorni, quasi più del doppio. Ciascun rimpatrio è ottenuto con una sempre maggiore privazione della libertà. Tra il 2018 e il 2024, inoltre, oltre 2.000 persone sono state trattenute pur in assenza di concrete prospettive di allontanamento, vista l’assenza di efficaci canali di riammissione con i paesi di origine. La capacità di eseguire i rimpatri varia, inoltre, fortemente a seconda della nazionalità.

Nel periodo 2018-2024 il rapporto fra rimpatri eseguiti e provvedimenti adottati varia dal 54,8% per l’Albania a valori prossimi allo zero per Siria, Afghanistan, Iran e Iraq: Tunisia e Albania concentrano insieme il 59% dei rimpatri eseguiti nel periodo. La macchina dei rimpatri è esposta al cambiamento del rapporto con i Paesi terzi. Nel triennio 2022-2024 la Tunisia da sola concentra circa la metà dei rimpatri forzati eseguiti. Nel 2025 i rimpatri via charter verso la Tunisia crollano da 1.705 a 360.

LA CRESCITA DELLA SPESA DETENTIVA E IL RAPPORTO SUI RIMPATRI

Tra il 2018 e il 2025 la spesa per il sistema detentivo – inclusi i Ctra, centri di trattenimento per richiedenti asilo in procedura di frontiera – ammonta ad almeno 217,1 milioni di euro. Il solo triennio 2023-2025 concentra il 66,2% della spesa complessiva per gli otto anni considerati. L’aumento recente non è spiegato soltanto dagli investimenti straordinari in Albania: considerando i soli CPR sul territorio italiano, tra il 2023 e il 2025 la spesa complessiva cresce del 40,5% e la spesa per la sola gestione e manutenzione ordinaria del 45,7%. La spesa detentiva complessiva – Cpr e Ctra, in Italia e Albania – in rapporto a ciascun rimpatrio dai centri passa da circa 6.455 euro nel 2023 a 16.560 nel 2025 (+156,5%).

Se consideriamo solo la spesa per la gestione e le manutenzioni ordinarie dei CPR, il costo della detenzione per realizzare un rimpatrio dai Cpr sale da 4.265 a 11.855 euro (+178%). Tra il 2015 e il 2025 sono stati adottati 302.000 provvedimenti di allontanamento e registrati 66.000 rimpatri complessivi. In questo numero sono comprese tutte le tipologie di rimpatrio: quelli eseguiti con la forza, i rientri autonomi delle persone espulse e i rimpatri volontari assistiti (che prevedono misure di reinserimento e non sono rivolti solo a persone irregolari). Sono comunque 22 ogni 100 decreti di espulsione. Il rapporto non supera mai un terzo.

Nel 2025 si attesta al 31,5%, ma anche per la forte riduzione dei provvedimenti: rispetto al 2015 i rimpatri aumentano appena del 6%, mentre i provvedimenti diminuiscono di oltre il 15%. Il rapporto tra detenzione amministrativa e popolazione “da espellere” è ancora più debole e fa emergere una vera e propria questione di legittimità: il trattenimento è una misura eccezionale e ammissibile solo se funzionale al rimpatrio. 

I DATI DELLA PIATTAFORMA TRATTENUTI E I COSTI DEL CPR LUCANO DI PALAZZO SAN GERVASIO

L’aggiornamento al 31.12.2025 della piattaforma Trattenuti rende consultabili dati e costi dei centri di detenzione per stranieri e aggiorna la ricostruzione degli eventi critici. Nel 2025 i richiedenti asilo rappresentano il 40,1% degli ingressi nei CPR e quelli dal carcere il 16,2%.  Tra il 2024 e il 2026 la piattaforma documenta almeno cinque decessi di persone trattenute, oltre a tentativi di suicidio, autolesionismo, scioperi della fame, rivolte e incendi. L’ultimo in ordine di tempo, ad agosto scorso, è avvenuto nel Cpr di Palazzo San Gervasio, il più costoso d’Italia nel 2025: oltre 4 milioni di euro tra gestione e manutenzione (nello stesso anno il costo medio di un Cpr è di oltre 2milioni e mezzo di euro).

La ricostruzione economica è prudente e non esaustiva, come dimostrano i costi accessori per l’Albania (almeno 7.401.035,88 euro di contratti e spese maturate distribuiti tra amministrazioni diverse tra gennaio 2025 e aprile 2026) e le spese per il vitto e l’alloggio delle forze dell’ordine nei Cpr remoti come Macomer (Nu), per oltre due milioni, e Palazzo San Gervasio (Pz), quasi un milione di euro. 

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