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Cosenza, protesta contro il “caro vita” a piazza Europa

  • Postato il 10 ottobre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Cosenza, protesta contro il “caro vita” a piazza Europa

Il Quotidiano del Sud
Cosenza, protesta contro il “caro vita” a piazza Europa

La protesta promossa dagli attivisti della Base il 9 ottobre contro il “caro vita” a piazza Europa a Cosenza


COSENZA – Il vento della rabbia e del malcontento soffia anche su Cosenza, mescolandosi a rumore dei motori dei mezzi agricoli fino a prendere la forma di una protesta che non riguarda più una sola categoria, ma un’intera comunità e un unico popolo.
A Cosenza, cittadini e agricoltori si sono ritrovati insieme per dire basta al caro vita, al rincaro dei carburanti e a un sistema di costi che rende sempre più difficile arrivare alla fine del mese. Questo è successo il 9 ottobre a Piazza Europa: una battaglia comune, promossa dall’associazione La Base insieme all’Associazione Agricoltori Bruzi e aperta alla cittadinanza, per rivendicare il diritto di lavorare, produrre e vivere in maniera dignitosa.

LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI

Protagonisti del presidio sono stati anche i mezzi agricoli posteggiati in piazza: simboli concreti delle difficoltà di un settore che si trova a fare i conti con spese sempre più insostenibili. «Basta, non ce la facciamo più» è l’esordio di Gianluca e Marco, portavoce dell’associazione Agricoltori Bruzi, che diventa uno slogan condiviso e ricco di significato. «Il problema è nostro, ma riguarda anche tutti gli italiani. Non si può più vivere con la benzina sopra i due euro, i costi di produzione alle stelle e il carrello della spesa che è diventato un lusso. Vogliamo renderci conto del fatto che non si riescono più a comprare alimenti di base a prezzi abbordabili?» proseguono.

I RINCARI DEL CARBURANTE

Una situazione aggravata, tra l’altro, dal costo del gasolio agricolo stimato intorno a 1,67 euro al litro, dando avvio a una reazione a catena di aumenti che si riflettono su tutti gli aspetti già citati. «Siamo scesi in piazza e abbiamo chiamato i cittadini a manifestare il proprio dissenso contro uno Stato che appare sordo. Il gasolio agricolo ci sta finendo e i nostri prodotti vengono pagati pochissimo, nonostante i costi di produzione. Siamo alla fame, tutti noi» concludono. Questo appello trova eco anche nella testimonianza di cittadini provenienti da ambiti diversi, accomunati dallo stesso malcontento.
«La piazza di stasera è la testimonianza che siamo tutti sulla stessa barca. Ognuno ha le proprie battaglie, ma oggi l’abbiamo resa unica. Con tutti questi rincari, nell’arco di un anno è come se venisse a mancare uno stipendio» riferisce un docente, costretto a fronteggiare il costo triplicato della benzina necessario per raggiungere il proprio plesso scolastico.

L’ASSEMBLEA PUBBLICA

«Non vogliamo strumentalizzazioni di questa lotta collettiva che è sincera oggi. Vogliamo una piazza libera, senza padroni. Le prese in giro sono inaccettabili: hanno provato a farci accettare la benzina a 2,19 come se fosse normalità. Questa battaglia produrrà risultati solo se siamo tutti uniti» conclude l’insegnante. Un sentimento condiviso anche dal proprietario di un’attività commerciale, che porta avanti il malcontento suo e del suo settore: «La rabbia appartiene a tutti noi. La benzina è solo l’ultimo tassello di un puzzle malato e di un problema molto più grande. Non ne possiamo più di questo sistema» sostiene, in contrapposizione alla protesta prevista in città per il giorno successivo, il 10 ottobre.
Queste sono solo alcune delle voci stremate che si sono raccolte per chiedere un taglio: agricoltori, produttori, gestori di attività, civili sono tutti schierati dalla stessa parte. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione su una crisi che, dalle campagne alle attività commerciali, non risparmia nessuno. Il corteo si è poi mobilitato per le strade di Cosenza per raccogliere altre voci e intensificare il proprio impegno.

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