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Cosenza, medico rinviato a giudizio per la morte di un uomo di Acquappesa

  • Postato il 9 ottobre 2026
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Cosenza, medico rinviato a giudizio per la morte di un uomo di Acquappesa

Il Quotidiano del Sud
Cosenza, medico rinviato a giudizio per la morte di un uomo di Acquappesa

Il medico del Pronto soccorso di Cosenza rinviato a giudizio a seguito della morte di un uomo dopo la somministrazione di un antibiotico


COSENZA – Un’allergia al Rocefin annotata nella scheda di triage e una terapia antibiotica che, secondo l’accusa, sarebbe stata somministrata senza consultare quella documentazione. È questo il passaggio centrale del procedimento sulla morte di Gianfranco Pascariello, per il quale un medico del Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera di Cosenza è stato rinviato a giudizio. Il medico rinviato a giudizio dovrà rispondere dell’ipotesi di omicidio colposo nell’esercizio della professione sanitaria. Il processo inizierà il 10 dicembre 2026.

I familiari della vittima sono difesi dagli avvocati Emilio Enzo Quintieri e Simona Socievole. La decisione assunta dalla giudice Claudia Pingitore al termine dell’udienza preliminare, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Marco Mattia. Il medico, F.J.C.P., è assistito dall’avvocato Maurizio Dioguardi, del Foro di Roma. A esaminare il caso in dibattimento sarà la giudice monocratica Carmen Ciarcia del Tribunale di Cosenza.

LA RICOSTRUZIONE DELLA MORTE: LA CONTESTAZIONE SULLA SOMMINISTRAZIONE DEL FARMACO

Nella ricostruzione della Procura, Pascariello era arrivato al Pronto soccorso dell’Annunziata con una condizione di dispnea e parametri vitali nella norma.
Il paziente sottoposto a una terapia con Fidato, antibiotico avente come principio attivo il ceftriaxone. La somministrazione sarebbe avvenuta per via endovenosa, con una fiala da due grammi in 100 millilitri di soluzione.
Secondo l’ipotesi accusatoria, prima di procedere non sarebbe stata consultata la scheda di triage, nella quale risultava espressamente indicata «un’allergia al farmaco Rocefin».
Per la Procura, la terapia avrebbe provocato una grave reazione anafilattica, seguita dall’arresto cardiorespiratorio e dal decesso. Il rapporto tra la somministrazione dell’antibiotico e la morte del paziente sarà sottoposto alla verifica del dibattimento.

DIECI MINUTI TRA LA TERAPIA E L’ARRESTO CARDIORESPIRATORIO

Gli orari riportati nel comunicato delineano la sequenza degli eventi ricostruita dagli specialisti.
L’antibiotico sarebbe stato somministrato alle 19. Circa dieci minuti dopo, alle 19:10, Pascariello avrebbe manifestato un arresto cardiorespiratorio, perdendo conoscenza e cadendo a terra.
Le manovre rianimatorie proseguirono per circa trenta minuti e fu somministrata adrenalina. Alle 19,40 veniva constatato il decesso. Durante i soccorsi eseguita anche la manovra di Heimlich. Secondo la ricostruzione medico-legale, risultata inefficace perché l’ostruzione delle vie aeree era determinata da un edema laringeo conseguente alla reazione anafilattica, e non dalla presenza di un corpo estraneo. Si tratta di valutazioni richiamate a sostegno dell’accusa, che dovranno essere esaminate nel contraddittorio con la difesa.

GLI ACCERTAMENTI E LE CONSULENZE MEDICO-LEGALI

L’indagine della Procura della Repubblica di Cosenza si è avvalsa delle consulenze dei dottori Berardo Silvio Cavalcanti, Guglielmo Cordasco e Vannio Vercillo.
Le loro conclusioni condivise anche dal medico legale Mirko Massimilla, consulente tecnico di parte dei familiari di Pascariello.

Pascariello, 63 anni, lavorava nella Polizia locale del Comune di Acquappesa. Prima del trasferimento a Cosenza era stato assistito nel Pronto soccorso dell’ospedale Spoke di Cetraro.
Per questa fase, si descrive una presa in carico diligente e appropriata da parte del personale sanitario.
La criticità evidenziata riguarda il trasferimento con un’ambulanza non medicalizzata. Considerate le condizioni cliniche del paziente, secondo la valutazione riportata sarebbe stata prudente la presenza di un medico a bordo.
Durante il tragitto verso Cosenza, tuttavia, «non si verificarono aggravamenti delle sue condizioni».

IL DECESSO AVVENUTO IL 14 DICEMBRE 2024 A COSENZA

Il decesso avvenne il 14 dicembre 2024, dopo l’arrivo presso l’Azienda ospedaliera del capoluogo.
Le parti civili e la richiesta relativa all’Azienda ospedaliera
All’udienza preliminare si sono costituiti parti civili i familiari di Gianfranco Pascariello, assistiti dagli avvocati Emilio Enzo Quintieri e Simona Socievole.
I legali hanno anticipato l’intenzione di chiedere la citazione dell’Azienda ospedaliera di Cosenza come responsabile civile, perché risponda delle condotte del proprio dipendente qualora ne vengano accertati i presupposti.
Nel procedimento si sono costituite parti civili anche: Codici – Centro per i Diritti del Cittadino, assistita dall’avvocato Pierfrancesco Fazzolari; Codici Calabria – Centro per i Diritti del Cittadino, assistita dall’avvocato Alessia Cellini; Codici Salute, assistita dall’avvocato Ivano Giacomelli.

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