Cosenza calcio, il grido di dolore di Buscè: “Non ci alleniamo da venti giorni”

  • Postato il 11 febbraio 2026
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Cosenza calcio, il grido di dolore di Buscè: “Non ci alleniamo da venti giorni”

Lo sfogo di Buscè nel dopo partita con il Siracusa, grido di dolore per una situazione allarmante per il Cosenza calcio e i suoi giocatori


COSENZA – Le parole di Buscè (che di seguito riportiamo) non sono un grido di allarme perché la situazione generale del club la conoscono tutti e l’allarme è scattato molto tempo fa, sono un grido di dolore per un professionista che non riesce a svolgere il suo lavoro come dovrebbe. Un grido di dolore anche in difesa dei suoi giocatori che non possono allenarsi per come il loro fisico richiede. Nel giudicare una prestazione complessiva della squadra o dei singoli, bisogna tenere conto delle difficoltà che questo gruppo vive continuamente.

Detto questo, ecco le parole di Antonio Buscè nel dopo partita con il Siracusa. “La questione è che noi non ci possiamo allenarci come vogliamo. La verità è che sono 20 giorni che non ci alleniamo. Questa è una problematica che forse nessuno sa ma io lo dico. La squadra non si allena più. Il Sanvitino è impraticabile, è diventato una palude. Parlando con il preparatore atletico Gimignani, i ragazzi fanno davvero fatica ad allenarsi su un campo così. Sul terreno del Marulla non possiamo andare perché lo “spacchiamo”. Quindi siamo costretti a lavorare quasi mai. Non ci alleniamo ma ci arrangiamo. Alla ripresa la squadra non sa dove allenarsi, piove a dirotto e sinceramente facciamo fatica ad andare da altre parti. Questa è una nota molto negativa per i ragazzi, che non riescono ad allenarsi con la densità giusta”.

È la fotografia di come vanno le cose in casa rossoblù.
Qualcuno potrebbe obiettare: “Perché non si dimette?”. Onestamente bisogna ammettere che non è una cosa facile da fare in ambito lavorativo. E non è solo per i soldi. Se si esce fuori da giro resta difficile ritornarci dentro. E comunque il lavoro fin qui svolto da questo tecnico non può essere giudicato negativamente alla luce di tutte le problematiche che deve vivere quotidianamente. Per non parlare del mercato estivo o invernale. Ci vuole comprensione nei suoi riguardi. Certamente sarà per lui un’esperienza, e ogni esperienza insegna qualcosa che porterà nella vita e che gli consentirà di vivere meglio il suo futuro di allenatore.

Sulla scorta delle dichiarazioni del mister del Cosenza sorgono alcune domande. Perché il Cosenza non riesce a utilizzare il campo sportivo (regolamentare) del Real Cosenza che rimane di fianco al Marulla? Perché mai un presidente che gestisce da quattordici anni una società professionistica che ha mosso in questi anni forse più di 100milioni di euro non abbia mai minimamente pensato a costruire un campo di allenamento adeguato? La risposta è semplice. Per avere un progetto bisogna avere passione e onestamente di passione nella gestione della squadra di calcio della città se ne intravede molto poca per non dire per niente. Si ha l’impressione che si vive alla giornata, anno dopo anno, disperdendo così un patrimonio fatto di gente che vive il Cosenza calcio con il cuore, con una passione sfrenata che meriterebbe rispetto. Non si capiscono tante cose.

Un presidente che in questi anni sarebbe potuto diventare l’idolo del 20mila del Marulla e invece insultato e “sportivamente odiato” da tutta la provincia ogni giorni di ogni settimana. Domani c’è l’incontro tra il tifo organizzato e il sindaco Caruso. Sarà una giornata decisiva? Impossibile dirlo ma ancora più difficile ipotizzare che qualcosa succeda. È probabile che si ripetanoi le scene, alquanto comiche. Già viste al cinema San Nicola in occasione del precedente incontro alla presenza di Guarascio. Affinché qualcosa possa smuovere le acque è necessario che scenda in campo la Politica che muove l’economia, che gestisce le finanze e che ha sul suo taccuino nomi di imprenditori forti e capaci che hanno avuto e che possono restituire qualcosa alla città e alla sua provincia. Una società di calcio è qualcosa di più, molto di più, di una semplice e normale azienda. Il mondo se ne capaciti agisca di conseguenza.

Sul fronte squadra, giusto per la cronaca sportiva, alcune notizie sull’infermeria: Ferrara, da oggi, tornerà ad aggregarsi al gruppo e potrebbe essere già a disposizione del mister per la partita contro l’Atalanta, domenica 22 febbraio. Probabile distrazione di primo grado, invece, per Perlingieri, che sarà sottoposto a esami.

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