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Cosenza, ara dei Fratelli Bandiera collegata al rione Massa

  • Postato il 12 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Cosenza, ara dei Fratelli Bandiera collegata al rione Massa

Il Quotidiano del Sud
Cosenza, ara dei Fratelli Bandiera collegata al rione Massa

La proposta dell’associazione “Kiri da Massa”: collegare, attraverso alcuni terreni privati, l’ara dei Fratelli Bandiera al centro storico di Cosenza


COSENZA – Un’idea che va oltre la mera riqualificazione ma punta a riconsegnare e a valorizzare un luogo simbolico della storia nazionale all’intera comunità. L’associazione ‘’Kiri da Massa’’ propongono di rendere accessibile, con il consenso di alcuni proprietari di terreni privati, il sacrario dei Fratelli di Bandiera direttamente dal rione Massa. Un’ipotesi vagliata da don Giacomo Tuoto, Paolo Veltri e dall’architetto Federica Zupi. «Questo luogo storico appartiene all’idea di Cosenza ma sfugge alla vita del quartiere poiché accessibile da una strada lontana e periferica», spiega l’associazione. L’ipotesi d’accesso dell’associazione ‘’Kiri da Massa’’ è stata già comunicata al Comune di Cosenza.

LA PROPOSTA DI “KIRI DA MASSA”

«Collocheremo il sacrario nei circuiti del centro storico turistico cittadino riportandolo alla conoscenza dei più. Forse così il luogo dove Attilio ed Emilio Bandiera furono fucilati per un’idea di libertà avrà rispettosa e adeguata riconoscenza da parte dei cosentini», rilevano gli attivisti. Il 25 luglio del 1844 i due patrioti veneziani trovarono la morte nel Vallone di Rovito in seguito alla sentenza della corte marziale del Regno delle Due Sicilie.

Un capitolo importante del Risorgimento che vide protagonisti i due fratelli nella sfortunata spedizione nel capoluogo bruzio che aveva l’obiettivo di avviare il processo d’unificazione. Da Corfù, dove erano riparati dopo aver disertato, i fratelli Bandiera appresero nel marzo del 1844 della rivolta antiborbonica scoppiata a Cosenza. Nel giugno dello stesso anno partirono per la Calabria dopo aver organizzato alla meno peggio una spedizione composta da circa 15 persone.

LA CATTURA DEI DUE PATRIOTI VENEZIANI

Dopo lo sbarco in segreto in Calabria, nei pressi di Crotone, i fratelli Bandiera si resero però conto che il moto di Cosenza era stato represso nel sangue dalle truppe borboniche. Il manipolo di patrioti decise tuttavia di raggiungere il capoluogo bruzio per rovesciare Ferdinando II. Si diressero verso la Sila dove tuttavia trovarono l’ostilità dalla popolazione locale che li scambiò per briganti.

In seguito a un presunto tradimento i patrioti avvenne la cattura da parte dalla polizia borbonica dopo un breve scontro a fuoco nei dintorni di San Giovanni in Fiore. I fratelli Bandiera, Meluso e altri sette compagni furono rinchiusi nel carcere di Palazzo Arnone. Subirono un processo davanti all’alta corte marziale con la conseguente condanna a morte.

LA FUCILAZIONE DEI FRATELLI BANDIERA NEL VALLONE DI ROVITO

All’alba del 25 luglio del 1844 nel Vallone di Rovito i condannati affrontarono il plotone d’esecuzione con coraggio e dignità. Lungo la strada i due fratelli cantarono alcuni versi del melodramma “Donna Caritea”. Prima di cadere sotto il fuoco dei gendarmi, le loro ultime parole furono il grido: «Viva l’Italia!». Attilio aveva 34 anni, Emilio appena 25.
Nel 1937 avvenne l’inaugurazione di un mausoleo con un altare in memoria della spedizione dei fratelli Bandiera. Il luogo, per molti anni e a più riprese è stato preda dell’incuria e dell’abbandono. La proposta di ‘’Kiri da Massa’’ punta dunque a valorizzare la memoria di un sito iconico del Risorgimento italiano attraverso un’integrazione concreta con il centro storico.

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