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Cose turche attorno all’Italia: Ceferin difende Malagò, Abodi e Buonfiglio contrattaccano. E Mancini si gioca già tanto a Bursa

  • Postato il 28 settembre 2026
  • Calcio
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Cose turche attorno all’Italia: Ceferin difende Malagò, Abodi e Buonfiglio contrattaccano. E Mancini si gioca già tanto a Bursa

Stanno succedendo cose turche attorno alla nazionale italiana di calcio, impegnata in serata a Bursa contro i “Sultani” guidati da Vincenzo Montella, in quello che, dopo i risultati della prima giornata della Nations League, ha già il sapore di uno spareggio per non retrocedere in Lega B.

L’Uefa, attraverso un’intervista rilasciata dal presidente Ceferin alla Gazzetta e pubblicata nell’edizione di domenica, è intervenuta a gamba tesa sulle vicende che stanno riguardando la Figc. La federazione europea, in sintesi, si è schierata a favore di Giovanni Malagò: la questione del mancato tesseramento viene considerata da Nyon un pretesto per rovesciare l’attuale governo del nostro calcio. Ceferin ha lasciato intendere che un eventuale commissariamento – molto probabile secondo il Corriere della Sera –, di chiaro indirizzo politico, potrebbe avere conseguenze pesanti. Una su tutte: la revoca dell’organizzazione dell’europeo 2032 che, coincidenza diabolica, l’Italia curerà insieme alla Turchia. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, colto di sorpresa, ha replicato: “Noi agiamo nel nostro perimetro, respingendo interferenze e pressioni come sancito dalla Carta Olimpica”. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi, infastidito, ha ribadito le sue posizioni: “Ceferin è stato purtroppo male informato e la ragione non è nobile. Non c’è ingerenza da parte della politica perché il tema è sportivo e se ne sta occupando il Coni. Ci sono regole e norme da rispettare e c’è chi deve farle rispettare. Quanto all’europeo 2032, stiamo rispettando programmi e scadenze concordate con l’Uefa”.

Tradotto: tutto il peso di questa vicenda è sulle spalle della Giunta Coni, chiamata a pronunciarsi dopo le quattro gare di Nations League. I legali delle due parti, federazione e comitato olimpico, sono al lavoro da settimane. Alla fine, al netto delle pressioni reali, nonostante le parole di facciata di Abodi, vincerà questa partita chi avrà gli avvocati più bravi (e forse anche i più costosi). Il commissariamento resta lo scenario più probabile e lo stallo che deriverà da questa situazione non contribuirà sicuramente ad affrontare la crisi profonda nella quale è sprofondato il nostro calcio, escluso dal mondiale per tre edizioni di fila.

Malagò avrà le sue carte da giocarsi anche in questa situazione. Una nuova elezione potrebbe confermarlo presidente, magari con numeri inferiori al 68,28% incassato il 22 giugno. La Lega di Serie A è ancora – a parole – con lui. Quella di B e la C dovrebbero mantenere il sostegno a favore di Malagò. L’ago della bilancia potrebbero essere le associazioni di categoria, allenatori e giocatori. Il fronte avversario si sta muovendo a fari spenti: per ora non circolano candidature da contrapporre a Malagò, ma, al momento giusto, spunterà sicuramente un nome, magari una sorpresa clamorosa.

Con questo scenario, l’Italia scende in campo a Bursa con l’animo in subbuglio dopo il 2-0 incassato all’Olimpico contro il Belgio. Va tutto per il verso sbagliato: la pioggia ha infatti costretto il ct Mancini a cancellare l’allenamento di rifinitura. La formazione sarà rivoluzionata rispetto a quella di Roma: Donnarumma tra i pali, Kayode, Scalvini, Bastoni e Calafiori in difesa, Frattesi, Tonali e Doumbia a centrocampo, Raspadori, Pio Esposito e Cambiaghi davanti. I ballottaggi: Calafiori-Ruggeri, Raspadori-Seba Esposito, P.Esposito-Kean o Scamacca.

Mancini chiede tempo: “Servono lavoro e tanto impegno, la strada è questa. Pressione? Non la sento”. Non potrebbe dire altrimenti, ma la verità è che non solo Malagò, sbarcato in Turchia all’ora di pranzo, è in discussione in questo momento. L’intero apparato scaturito dall’elezione del 22 giugno potrebbe saltare se una certa politica, in nome di una banale tessera, riuscirà a vincere la partita che si sta giocando sulla pelle del calcio italiano.

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Il Fatto Quotidiano

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