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Cos’è e come funziona Ghost Font, la “scrittura fantasma” che inganna l’AI: il messaggio nascosto che gli esseri umani riescono a leggere ma i chatbot faticano a decifrare

  • Postato il 24 luglio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Cos’è e come funziona Ghost Font, la “scrittura fantasma” che inganna l’AI: il messaggio nascosto che gli esseri umani riescono a leggere ma i chatbot faticano a decifrare

L’intelligenza artificiale è diventata sempre più abile nel riconoscere immagini, testi e informazioni visive, ma un nuovo esperimento sta provando a mettere in evidenza alcuni dei suoi possibili limiti. Second quanto riportato dal Corriere della Sera, si chiama Ghost Font ed è un progetto ideato da Eric Lu, designer e sviluppatore statunitense, con un obiettivo particolare: creare una scrittura immediatamente comprensibile alle persone, ma più difficile da decifrare per i sistemi di AI.

L’idea nasce dalla volontà di esplorare il rapporto tra il modo in cui il cervello umano interpreta ciò che vede e il funzionamento degli algoritmi. Secondo Lu, infatti, esistono ancora situazioni in cui la percezione umana riesce a cogliere schemi e significati che possono sfuggire ai modelli automatici. Il principio alla base di questo carattere sperimentale è un’illusione ottica. Le lettere non sono disegnate con linee tradizionali, ma vengono create attraverso migliaia di piccoli punti in movimento all’interno di un’animazione.

Il meccanismo sfrutta una differenza fondamentale: i punti che formano le lettere si spostano in una direzione, mentre quelli dello sfondo seguono un movimento opposto. Il cervello umano tende naturalmente a unire gli elementi che si muovono in modo coordinato, riuscendo così a ricostruire la parola nascosta. Quando però l’immagine viene bloccata e trasformata in un singolo fotogramma, il messaggio sparisce e rimane soltanto una composizione apparentemente casuale di punti. Secondo il suo ideatore, proprio questo aspetto rappresenterebbe una difficoltà per alcuni sistemi di intelligenza artificiale, che analizzando le immagini statiche o i singoli frame potrebbero concentrarsi sugli elementi sbagliati e interpretare un contenuto diverso da quello realmente mostrato.

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Il Fatto Quotidiano

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