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Cosa sono le "Olimpiadi del doping"

  • Postato il 26 maggio 2026
  • Di Focus.it
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  • 4 min di lettura
Cosa sono le "Olimpiadi del doping"
Domenica 24 maggio 2026, Resorts World di Las Vegas. Mentre lo sport tradizionale si prepara per i prossimi eventi internazionali della stagione estiva nel rispetto dei rigidi codici della WADA (l'agenzia mondiale anti-doping), in un'arena da 2.500 posti è andato in scena qualcosa che sembra uscito da... un romanzo cyberpunk: la prima edizione degli Enhanced Games. Quarantadue atleti d'élite si sono sfidati in tre discipline (nuoto, atletica leggera e sollevamento pesi) con una premessa radicale: nessun controllo antidoping. Anzi, l'uso di sostanze per migliorare le prestazioni era non solo permesso, ma monitorato e apertamente incoraggiato. Non si tratta più di un'ipotesi fantascientifica: l'era dell'atleta transumanista (il cui corpo non è un è un'entità naturale immodificabile, ma una macchina biologica da ottimizzare e potenziare tramite la farmacologia) è forse ufficialmente iniziata. Chi c'è dietro i "Giochi del potenziamento"? L'idea, nata dalla mente dell'imprenditore Aron D'Souza, ha trovato terreno fertile e capitali enormi nella Silicon Valley. Tra i principali finanziatori spiccano il miliardario Peter Thiel (co-fondatore di PayPal e noto sostenitore delle tecnologie per la longevità) e un fondo d'investimento. Il principio cardine dei promotori è una provocazione: il doping nello sport, dicono, esiste già ovunque, ma è sommerso, ipocrita e pericoloso perché gestito nel mercato nero. Portandolo alla luce del sole e sotto stretto controllo medico, gli Enhanced Games pretendono di mostrare fin dove può spingersi il potenziale biologico della nostra specie. A muovere gli atleti, inoltre, è stato un montepremi senza precedenti: contratti annuali, 250.000 dollari per il vincitore di ogni singola gara e un super-bonus da 1 milione di dollari per chiunque avesse infranto un record del mondo.. La chimica in pista: cosa hanno assunto gli atleti? A differenza del doping clandestino, l'organizzazione ha diffuso i dati aggregati (ma anonimizzati) sulle sostanze utilizzate dai partecipanti. Il protocollo prevedeva l'uso esclusivo di farmaci approvati dalla FDA (la Food and Drug Administration americana), ma prescritti fuori dai canali terapeutici standard per scopi di puro potenziamento. I dati emersi dai report medici della serata tracciano una mappa chiara della bioingegneria sportiva applicata: 91% degli atleti ha utilizzato testosterone o esteri del testosterone per accelerare la sintesi proteica e la forza muscolare. 79% ha fatto ricorso ai peptidi secretagoghi, corte catene di amminoacidi che non sostituiscono gli ormoni, ma stimolano l'organismo (in particolare la ghiandola ipofisi) a produrre autonomamente enormi dosi di ormone della crescita naturale (HGH), accelerando il recupero dei tessuti a velocità doppia. 62% ha assunto potenti stimolanti del sistema nervoso centrale come l'Adderall (un derivato anfetaminico che cancella la percezione della fatica e aumenta l'aggressività agonistica) o il modafinil (un farmaco nato per la narcolessia che affila la focalizzazione cognitiva e azzera i tempi di reazione neuro-muscolare). Nel nuoto, inoltre, è stato tolto l'obbligo dei tessuti biologici: sono tornati i super-costumi in poliuretano (i celebri body-suit banditi dalle federazioni ufficiali nel 2010), trasformando gli atleti in veri e propri siluri umani.. Il crollo dei record (che non valgono per la storia) I risultati cronometrici di alto livello non sono mancati, specialmente in vasca. La stella dell'evento è stata il nuotatore greco Kristian Gkolomeev: nei 50 metri stile libero ha fermato il cronometro a 20"81, scendendo sotto il record del mondo ufficiale (20"91 di Cesar Cielo Filho, stabilito nel 2009 con i vecchi super-costumi). Nei 100 stile libero ha stampato un incredibile 46"60, quasi due secondi in meno rispetto al suo primato personale ottenuto da atleta "pulito". Nessuno di questi record sarà ovviamente riconosciuto dalle federazioni internazionali come World Aquatics o World Athletics. Per l'albo d'oro dello sport ufficiale, questi tempi semplicemente non esistono. Diverso lo scenario sulla pista di atletica: nei 100 metri piani l'ex campione del mondo Fred Kerley ha vinto in 9"97, ma correndo esplicitamente da atleta "non-enhanced" (non dopato, insomma), dimostrando che la sfida a Las Vegas non era solo fisica, ma anche ideologica. Formula 1 biologica o azzardo sulla salute? Il dibattito che si è acceso all'indomani dell'evento divide la comunità scientifica ed etica in due fazioni nette. Da un lato, i sostenitori degli Enhanced Games parlano di allostasi e innovazione. Mentre la medicina classica punta all'omeostasi (la tendenza naturale del corpo a mantenere stabili e fissi i propri parametri interni per sopravvivere), l'allostasi teorizza il raggiungimento della stabilità attraverso il cambiamento traumatico. Alterando artificialmente i parametri con i farmaci, il corpo trova un "nuovo punto di equilibrio artificiale" per funzionare a regimi superiori alla norma. Secondo i promotori testare questi limiti serve a sperimentare terapie ormonali che un giorno aiuteranno la popolazione comune a combattere l'atrofia muscolare o il declino cognitivo legato all'età. Dall'altro, la WADA e la stragrande maggioranza dei medici sportivi lanciano l'allarme sugli effetti a lungo termine. Dosaggi massicci di testosterone ed eritropoietina (EPO) alterano la viscosità del sangue e provocano ipertrofia cardiaca, esponendo gli atleti a rischi gravissimi di infarto, ictus e insufficienza renale negli anni a venire. Il fatto che l'unica giornata di Las Vegas si sia conclusa senza incidenti medici acuti non cancella i danni silenziosi che emergeranno solo a distanza di tempo. Gli Enhanced Games hanno aperto il vaso di Pandora. Resta da capire se il pubblico globale accetterà lo sport trasformato in uno spettacolo hi-tech o se preferirà continuare a inseguire il mito, forse imperfetto ma profondamente umano, dell'"atleta naturale"..
Autore
Focus.it

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