Corona a Savona, dalla serata all’Elite ai tribunali: Mediaset diffida i titolari della discoteca
- Postato il 9 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Dopo più di una settimana dalla sua ospitata presso la discoteca di piazza Martiri della Libertà, il triangolo Savona-Corona-Elite è attuale più che mai. La partecipazione di Corona all’Elite ha lasciato sì strascichi, ma tutt’altro che positivi.
Il triangolo Savona-Corona-Elite ha portato conseguenze che si sono tradotte in una vera e propria diatriba legale, con il nome di Deved Diesel (proprietario della discoteca Elite) finito sopra la scrivania dei legali di Mediaset (Salvatore Pino di Milano). Il numero uno dell’Elite ha infatti ricevuto una diffida ed è stato chiamato in causa per il presunto concorso, con Corona, in diffamazione e minacce.
“Io non ho nessuna colpa, nessuna responsabilità. Corona non è certo il tipo di persona che si fa dire cosa può dire e cosa no, non scherziamo – afferma Deved Diesel, ai microfoni di Ivg – siamo in un Paese democratico, o forse no. Forse siamo in un Paese dove comandano i potenti. Tutto quello che mi sta accadendo è ingiusto e mi sta creando dei danni di immagine e a livello economico. Non lo posso accettare”.
Diesel, metà egiziano e metà greco è giunto a Savona con una storia importante e particolare alle spalle. E’ arrivato nella città della Torretta dopo la carriera da bodyguard, con esperienze anche nel campo militare in Afghanistan e, ora, da qualche hanno è proprietario della discoteca Elite Club.
Discoteca che è diventata punto di riferimento tra i giovani al punto da far venire come ospite Fabrizio Corona. L’ex re dei paparazzi è arrivato a Savona dopo il caso “Falsissimo” e la querelle giudiziaria con Alfonso Signorini. “Non una cosa così scontata – afferma Diesel – era tutto in regola, abbiamo fatto un grande sforzo per averlo”.
L’ospitata di Corona alla discoteca Elite di Savona, è durata circa quindici minuti (QUI LE MOTIVAZIONI) ma tanto sono bastati, appunto, per far scattare una diffida nei confronti del proprietario: “Fabrizio Corona, da Voi invitato come ospite-animatore della serata, ha ricolto – come fa ormai notoriamente da tempo – gravissimi attacchi denigratori ai danni del Gruppo televisivo che assisto […] Come invero dimostrano i filmati realizzati (e subito condivisi in rete) da chi vi ha assistito, anche la performance tenuta da Corona nel Vostro locale si è infatti risolta (come era prevedibile e forse persino previsto) in un violento attacco alle società che rappresento: oltre ad esprimersi in termini volgari e minatori (“quei porci di Mediaset, mi hanno cancellato la puntata, e io lunedì la rimetto e ci metto cose più gravi, cazzo!'”), Corona ha riproposto il suo pruriginoso repertorio di maldicenze e pettegolezzi sui più noti volti della televisione italiana (in particolare su Paolo Bonolis e Sonia Bruganelli), farneticando di un presunto “sistema Mediaset” ed aizzando la folla degli avventori del Vs. locale a supportarlo con contumeliosi cori da stadio (“Jerry Scotti figlio di puttana!“)“, si legge nella diffida inviata dall’avvocato Salvatore Pino.
“Io non ho sentito quei cori – afferma in suo difesa Diesel – e poi ripeto non potevo di certo levargli il microfono. Non abbiamo deciso nulla prima a tavolino, non sapevo cosa avrebbe detto. E poi in pista possono nascere anche cose spontaneamente ma non siamo responsabili di tutto, ognuno paga le conseguenze per ciò che dice e fa. Preciso nuovamente che era tutto in regola anche con le forze dell’ordine e con l’antincendio proprio perché tutto fosse a norma di legge. Tutto è andato per il meglio, nonostante non siamo riusciti a far entrare tutti i clienti che erano in coda. Troppa folla, qualcuno lo abbiamo dovuto lasciar fuori e me ne scusa (Ivg aveva raccontato il tutto)”.
“Ora mi auguro che questa vicenda finisca presto – conclude Diesel – non voglio pagare troppe conseguenze per ciò che ha detto l’ospite, doveva essere solo divertimento. Ora manderemo la contro diffida”.
Il legale di Diesel, Dominique Bonagura: “La nostra posizione è ferma. Accuse ingiuste, siamo tranquilli”.
Tra domani e mercoledì 11 febbraio l’avvocato Dominique Bonagura, penalista di lunga data, farà recapitare la contro diffida. “Prima di tutto nella diffida vengono indicate condotte che se fossero vere sarebbero oggettivamente sgradevoli e dalle quali ci dissoceremmo. Ma è tutto da dimostrare, bisogna provare che queste frasi e questi cori siano stati effettivamente pronunciati e, ripeto, se così fosse prenderemmo le distanze. Il mio assistito è una persona seria e attenta, molto scrupolosa non condivide questo genere di cose”.
“In secondo luogo – prosegue il legale, contattato da Ivg – la responsabilità penale e civile è personale. Non ci può finire nel mezzo né la discoteca nè il mio assistito che non era a conoscenza di nulla. Non avevano mica preparato una scaletta. Diesel segue il signor Corona in quanto personaggio, ma è fuori dalle dinamiche personali del suo ospite. Non era a conoscenza né di Signorini, né della questione Mediaset. Se quelle frasi sono state dette, anche i cori nei confronti di Gerry Scotty (che entrambi apprezziamo) hanno perfettamente gli interessati a sentirsi offesi, ma cosa ne può un titolare di una discoteca?”.
L’avvocato ribadisce che nel penale servono prove: “Non potevamo poi tappargli la bocca e se ad un certo punto del suo show ha divagato è questione sua, non di certo nostra – aggiunge – l’organizzazione è stata perfetta, dispiace, umanamente, sia accaduto tutto questo ma ci dobbiamo difendere adeguatamente, è un attacco ingiusto”.
I toni dell’avvocato Bonagura sono tranquilli, fermi come la difesa preparata per Diesel: “Siamo sereni, siamo fermi nella nostra posizione: la responsabilità, nel caso ci fosse, è del signor Corona. La loro diffida a non ospitarlo più? Inaccettabile e impensabile”, conclude.