"Controvento", il libro di Seldi Zeneli: una storia europea di migrazione, identità e speranza

  • Postato il 20 febbraio 2026
  • Cultura
  • Di Agi.it
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"Controvento", il libro di Seldi Zeneli: una storia europea di migrazione, identità e speranza

AGI - Un momento di riflessione sull’Europa contemporanea attraverso una storia personale che diventa collettiva. "Controvento. Dall'Albania a Bruxelles: diario di un'Europa possibile", il libro di Eriseld "Seldi" Zeneli, (edizioni Joker) racconta un percorso di migrazione, crescita e integrazione che attraversa confini geografici e culturali, proponendo una narrazione alternativa rispetto ai racconti dominati da paura e divisione.

Autore italo-albanese e professionista attivo nelle istituzioni europee, Zeneli osserva dall’interno le dinamiche di un’Unione spesso descritta come distante o burocratica, ma che nella sua esperienza concreta si è rivelata uno spazio reale di mobilità sociale, opportunità e diritti. La sua storia inizia quando, a tre anni, lascia l’Albania per arrivare in Italia, dove cresce e si forma, per poi trasferirsi in Lussemburgo e, successivamente, a Bruxelles, città centrale per le istituzioni europee.

Il libro intreccia memoria individuale e dimensione politica, offrendo un racconto che supera la biografia personale per diventare riflessione sul progetto europeo. "Il libro nasce dal desiderio di sfatare e smentire alcune narrative che negli ultimi anni si sono fatte sempre più forti", spiega Zeneli in un’intervista all’Agi.

I tre messaggi del libro

Presentato a Bruxelles, dove la comunità italiana è numerosa e attiva, il libro offre tre messaggi principali. Il primo riguarda la migrazione. "Un fenomeno che oggi viene visto e definito come il male del secolo, quando secondo me è una risorsa, una forza capace di generare integrazione, crescita economica e arricchimento culturale, come dimostrano milioni di percorsi europei riusciti", racconta Zeneli all'Agi. Il secondo messaggio è rivolto alle nuove generazioni, sempre più sfiduciate verso la politica e le prospettive professionali. "Arrivando dall’Albania, attraverso un percorso non privo di ostacoli, sono riuscito a realizzare obiettivi concreti senza essere figlio d’arte. Questo dimostra che l’Europa, pur imperfetta, continua a offrire spazi di crescita", ha aggiunto l'autore.

Il terzo elemento è una difesa convinta del progetto europeo. In un tempo in cui l’Unione è descritta come "una "macchina farraginosa e imperfetta, che produce pochi risultati" - spiega Zeneli – io cerco di dimostrare che in realtà questo è un progetto meraviglioso. Sicuramente in divenire e che richiede tanto lavoro, dove ci sono tante modifiche ancora da fare, ma da cui secondo me non possiamo prescindere".

L'importante, secondo lo scrittore, è insomma la portata storica del Progetto europeo. "Un progetto in divenire, certamente riformabile, ma fondamentale per garantire stabilità, libertà e cooperazione tra Stati". La presentazione ha poi offerto uno spunto di riflessione sul possibile allargamento Ue ai Paesi dei Balcani occidentali.

L'Europa è un progetto meraviglioso

L'ingresso dell'Albania nella Ue

Secondo l’autore, l’ingresso di Stati come Albania e Montenegro rappresenterebbe il completamento naturale di un processo già in atto da anni. "Si tratta di Paesi che sono europei nei fatti, per storia, geografia e relazioni. L’adesione sarebbe la formalizzazione di una realtà già esistente, di un processo naturale", dice ancora Zeneli. Nel racconto emerge anche un’evoluzione identitaria dello stesso autore. Trasferendosi a Lussemburgo per un tirocinio presso le istituzioni europee, Zeneli racconta di aver compreso progressivamente di non sentirsi più soltanto italiano o albanese, ma europeo.

"È stata una sensazione bellissima che è nata all'inizio del mio trasferimento a Lussemburgo. Quando non senti più il bisogno di definire a quale Paese appartieni, allora si completa un percorso. Puoi sentirti a casa a Bologna come a Lussemburgo o a Bruxelles, e ci si può sentire completamente europei", afferma. Infine, un ringraziamento all’Italia e all’accoglienza ricevuta dalla sua famiglia nel 1995, quando un gesto umano, avvenuto all’arrivo nel Paese, viene ricordato come un episodio fondamentale per il momento storico complesso in cui è accaduto e per il futuro dell'autore. Un ricordo che diventa simbolo di gratitudine e della possibilità, per chi arriva, di restituire valore alla società che lo ha accolto. "Controvento", non è solo una storia di riscatto individuale, ma una visione dell’Europa come spazio concreto di libertà, mobilità e responsabilità condivise. Un racconto che vuole contribuire al dibattito pubblico con uno sguardo costruttivo e orientato al futuro. 

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Autore
Agi.it

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