Consumi sopra il record del 2007 Italiani pazzi per hi-tech e cultura
- Postato il 11 agosto 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Consumi sopra il record del 2007 Italiani pazzi per hi-tech e cultura
È record di consumi in Italia nel 2026. Con un aumento di 314 euro procapite in più rispetto al 2025, la spesa delle famiglie italiane ha superato la crescita storica raggiunta nel 2007. Parliamo di un picco che ha raggiunto quota 23.261 euro rispetto ai 22.975 del precedente record. A fornire i dati che faranno passare un bel Ferragosto al Governo visto la stima dei consumi e del Pil in aumento nonostante lo scenario geopolitico ancora non positivo e tranquillo - è stato l’Ufficio Studi di Confcommercio che ha realizzato un’analisi dei consumi delle famiglie negli ultimi 30 anni (dal 1995 al 2026). ’L’analisi registra così il passaggio da un mero rimbalzo post-pandemico a una fase di consolidamento più stabile. La ripartenza della domanda interna, attesa in crescita dell’1,2% su base annua a fronte di un Pil a +0,9%, trova la sua linfa principale nei traguardi raggiunti dal mercato del lavoro, arrivato al massimo storico con 24,3 milioni di occupati, e nell’apporto del turismo straniero, capace di sostenere i redditi pur in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e timori inflazionistici.
Tuttavia, dietro la superficie dei grandi numeri emerge una trasformazione profonda e strutturale della spesa, definita da una «progressiva terziarizzazione dei consumi» ha sottolinea il rapporto targato Confcommercio: le famiglie, infatti, tendono a tagliare sui beni materiali tradizionali per privilegiare l’esperienza, la connessione e soprattutto la qualità del tempo libero. In questa rivoluzione dei budget familiari, è la tecnologia a far la parte del leone, registrando una spinta del +3.200% nell’arco degli ultimi 30 anni. Ecco che quelli, negli anni ’90 erano considerati beni di nicchia o di lusso - dai computer ai primi cellulari - ora si sono trasformati in veri e propri servizi essenziali e continuativi come smartphone, cloud e connessioni ultraveloci, facendo lievitare la spesa specifica da meno di 8 a ben 252 euro a testa. Accanto all’hi-tech, nell’ultimo tretennio, è poi esplosa la fruizione culturale e ricreativa, cresciuta di quasi il 50%, dal 1995 al 2026, e forte di una previsione di spesa pari a 637 euro procapite per quest’anno. Tanto che la voglia di viaggiare e di socializzare degli italiani ha fatto ripartire pure i trasporti e la ristorazione, anche se questi ultimi segmenti non sono ancora del tutto rientrati ai livelli pre-Covid.
A fare da contraltare al boom dei servizi esperienziali è la contrazione o la rigida selezione degli acquisti di beni fisici. La spesa per l’alimentazione tra le mura di casa è infatti diminuita del 3,5% nell’ultimo trentennio, spinta al ribasso dal calo demografico e dall’abitudine diffusa di pranzare spesso fuori casa. Ancora più netto è il crollo dell’energia domestica (-37,4%), frutto sia di una maggiore sensibilità contro gli sprechi sia dalla crescente diffusione di tecnologie e sistemi d’abitazione a basso consumo. Resistono, comunque sia i segmenti dell’arredamento (+5,9%), dell'abbigliamento e delle calzature (+6,2%), questi ultimi virando sempre più verso il fast fashion e capi dal valore intrinseco ridotto. In pratica, si fa strada, un modello culturale che ha cambiato volto negli ultimi trent’anni. E così per non rinunciare a viaggi, spettacoli e tecnologia a fronte dell’aumento delle spese fisse per l’abitazione - che oggi prosciugano quasi il 29% del budget familiare tra affitti e utenze varie - gli italiani scelgono di gestire con rigore il carrello della spesa, preservando così la propria flessibilità economica e la qualità della vita. In particolare del tempo libero. In definitiva, l’Ufficio Studi di Confcommercio mostra una ripresa dei consumi «che prosegue seppur gradualmente» in uno scenario che viene descritto «sostanzialmente positivo anche se permangono elementi di incertezza legati all’evoluzione del quadro geopolitico e ai possibili riflessi sui prezzi dell’energia e sull’inflazione nella parte finale dell’anno».
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