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Consiglio regionale, Bardi senza maggioranza, l’opposizione esce dall’Aula

  • Postato il 14 ottobre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Consiglio regionale, Bardi senza maggioranza, l’opposizione esce dall’Aula

Il Quotidiano del Sud
Consiglio regionale, Bardi senza maggioranza, l’opposizione esce dall’Aula

Basilicata, il Consiglio regionale resta senza numero legale dopo il blitz sulla mozione sulle incompatibilità. Le opposizioni accusano la maggioranza e chiedono risposte su case popolari, lavoro e sanità.


Un blitz d’aula improvvisato, gli scranni che si svuotano e il Consiglio regionale della Basilicata che scivola rovinosamente nel baratro della mancanza del numero legale. Il centrodestra lucano perde la bussola dell’emiciclo e tenta di scaricare le colpe sulle opposizioni, ma dal fronte del centrosinistra la replica arriva secca, senza sconti e colma di un’indignazione politica che scuote via Verrastro. L’ennesima fumata nera nel parlamentino lucano trasforma una seduta programmata per affrontare le emergenze sociali della regione in un palcoscenico di tatticismi e frizioni interne alla coalizione di governo.

BARDI SENZA MAGGIORANZA IN CONSIGLIO REGIONALE

Al centro dello scontro, una manovra a sorpresa orchestrata dalla maggioranza per stravolgere i lavori già concordati, lasciando al palo misure cruciali per l’edilizia residenziale pubblica, l’occupazione e il servizio civile. La reazione del blocco d’opposizione – sottoscritta dai consiglieri Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello – smonta pezzo per pezzo la narrazione costruita dalla destra. «La maggioranza di centrodestra oggi non è stata in grado di garantire il numero legale in Consiglio regionale e prova ad attribuirne la responsabilità alle opposizioni», denunciano a gran voce gli otto esponenti della minoranza, smascherando quello che definiscono un tentativo maldestro di coprire le crepe della Giunta Bardi.

LE CAUSE DELLO SCONTRO

I patti della mattinata erano ben diversi: «Prima della seduta era stata concordata un’organizzazione dei lavori che prevedeva l’esame di importanti provvedimenti riguardanti le case popolari, il Piano degli interventi per il lavoro e il servizio civile». Un percorso condiviso al punto che, proprio per preparare il terreno alla discussione, «erano state convocate questa mattina apposite commissioni straordinarie», mentre all’ordine del giorno figuravano norme sul salario minimo, la sicurezza nei luoghi di lavoro e il fondo sanitario regionale. A far saltare il banco è stato il blitz del consigliere leghista Tataranno «che ha chiesto di anticipare il punto 103 dell’ordine del giorno, limitandosi a indicarne il numero, senza spiegare di cosa si trattasse».

LA REAZIONE DELL’OPPOSIZIONE

Una mossa alla quale i banchi dell’opposizione hanno scelto di non prestarsi. Una decisione a cui è seguito lo svelamento della sostanza: quel punto misterioso riguardava una mozione sulle incompatibilità. «È dunque infondata l’accusa di aver voluto evitare il confronto su questo tema», ribattono con forza le opposizioni. «Non ci siamo mai sottratti e non intendiamo sottrarci a una discussione seria sulle incompatibilità e sui conflitti di interessi, che riguardi tutti, consiglieri regionali e componenti della Giunta, senza eccezioni».

IL CENTROSINISTRA

Il centrosinistra precisa di aver persino depositato una propria proposta analoga al punto 109, sottolineando come la questione sia puramente politica: «La maggioranza sembra trovare maggiore facilità nel promuovere polemiche che nell’affrontare le difficoltà della Basilicata». Le crepe del governo regionale, del resto, appaiono visibili in ogni settore strategico. «Sul ticket sanitario, dopo le iniziative delle opposizioni e delle organizzazioni sindacali, l’assessore Latronico ha dovuto modificare l’impostazione di un provvedimento che la stessa maggioranza aveva sostenuto in Consiglio regionale».

CONSIGLIO REGIONALE, IL MALESSERE DEL MONDO AGRICOLO

Non va meglio nel comparto primario, dove il malessere del mondo agricolo ha spaccato persino l’esecutivo, visto che «sull’agricoltura, l’assessore Cicala è arrivato a sollecitare formalmente il presidente Bardi per ottenere risposte ai problemi denunciati dagli agricoltori». Mentre il Palazzo s’attarda in scaramucce procedurali, la Basilicata reale affonda sotto il peso di criticità irrisolte. Resta congelata la proposta dell’opposizione per sospendere le accise sui carburanti sfruttando i proventi delle estrazioni petrolifere, mentre rimangono sullo sfondo i nodi dei trasporti, dell’energia, del lavoro e della trasparenza negli appalti della sanità.

LA SFIDA DELLE OPPOSIZIONI

Di fronte all’annuncio di una seduta straordinaria sulle incompatibilità, il centrosinistra sfida aperto il centrodestra: «Siamo ben lieti di affrontare il tema e lo faremo nella sua interezza, senza limitarci a singole situazioni e senza escludere nessuno». La chiusura è un monito severo verso la responsabilità di chi guida la Regione: «Chiediamo, però, che la stessa urgenza sia riservata ai problemi reali della Basilicata e ai provvedimenti che oggi avremmo dovuto discutere. La trasparenza è un dovere di tutti. Governare, però, significa anche assumersi la responsabilità delle proprie scelte, garantire il funzionamento delle istituzioni e dare risposte alle cittadine e ai cittadini».

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