Consiglio regionale, approvato un aumento di capitale di 20 milioni per Filse
- Postato il 23 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Con 17 voti a favore (maggioranza) e 9 contrari è stato approvato il Disegno di legge 116 “Disposizioni in materia di aumento di capitale della Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico – Filse spa”.
Il provvedimento prevede la ricapitalizzazione per 20 milioni di euro della Finanziaria Ligure, società in house di Regione Liguria, per sostenere innovazione e nuova impresa. Filse potrà sottoscrivere adeguati strumenti finanziari anche in ambiti strategici di rigenerazione urbana. In particolare 5 milioni di euro saranno versati nell’anno 2026 e i restanti 15 milioni nel 2027.
Il presidente della prima Commissione Affari Generali-Istituzionali e Bilancio Alessandro Bozzano ha illustrato il provvedimento: “L’intervento è finalizzato al rafforzamento patrimoniale della società Filse, affinché possa svolgere efficacemente il ruolo di motore strategico regionale per l’innovazione e la nuova impresa, con particolare riferimento alle azioni strategiche programmate nell’ambito della rigenerazione urbana. Questo obiettivo – ha aggiunto – si sviluppa in stretta conformità con la relazione previsionale e programmatica 2026, già trasmessa da Filse ai soci e, proprio per conseguire queste finalità, il disegno di legge autorizza la Regione a sottoscrivere l’aumento di capitale fino a un massimo di 20 milioni di euro, le cui modalità attuative saranno disciplinate da un successivo atto di indirizzo della giunta regionale”.
Carola Baruzzo (Pd) ha presentato la relazione del gruppo. “Nessuno mette in discussione il ruolo di Filse e il suo contributo allo sviluppo economico e all’innovazione. Ciò che contestiamo l’assenza di chiarezza sugli obiettivi concreti dell’operazione che oggi ci viene chiesto di approvare”.
La consigliera ha domandato: “Quali azioni e quali progetti sono stati individuati? A rendere ancora più delicata la questione è il fatto – ha aggiunto – che una parte delle risorse sarà reperita attraverso nuovo indebitamento e, anche per questo, sarebbe stato opportuno accompagnare il provvedimento con un quadro più preciso degli investimenti previsti e dei benefici attesi. Il testo, invece, rinvia a successivi atti della Giunta la definizione delle modalità di sottoscrizione dell’aumento di capitale e, di fatto, lascia aperti molti aspetti decisivi dell’operazione. Questa scelta riduce il ruolo del Consiglio e limita la possibilità di un controllo pieno e consapevole”.
Nel dibattito sono intervenuti alcuni consiglieri regionali.
Selena Candia (Avs) ha dichiarato: “Questo provvedimento non convince perché non noi consiglieri non abbiamo avuto il tempo per analizzarlo e queste accelerazioni comprimono i lavori delle commissioni”. Stefano Giordano (Mov5Stelle) ha condiviso le obiezioni sollevate dalle consigliere Baruzzo e Candia, ha manifestato perplessità sull’indebitamento che questo disegno di legge comporta per il bilancio regionale e ha concluso annunciando voto contrario.
“Come M5S, non siamo contrari a Filse, che può rappresentare uno strumento pubblico utile per accompagnare sviluppo, innovazione e sostegno al sistema economico regionale. Siamo invece contrari al metodo scelto dalla Giunta: si chiede al consiglio di autorizzare una ricapitalizzazione da 20 milioni di euro senza un piano operativo chiaro, senza indicare interventi, territori coinvolti, criteri di selezione, obiettivi e risultati attesi – ha detto Giordano – Qui il punto politico è chiaro: il consiglio viene chiamato a votare oggi le risorse, mentre le scelte concrete vengono rinviate alla Giunta. Significa chiedere all’Aula una delega in bianco. Peraltro, non stiamo votando soltanto una ricapitalizzazione da 20 milioni: stiamo votando anche un’operazione che produce effetti sul bilancio fino al 2046. E allora è legittimo chiedersi se si possano impegnare risorse e debito per 20 anni sulla base di un testo così generico privo di un piano industriale allegato, di una descrizione puntuale degli interventi e di un sistema di monitoraggio pubblico. Per noi la risposta è no”.
“Il perché è presto detto: formule generiche come innovazione, sviluppo e rigenerazione urbana sono insufficienti se non sono accompagnate da programmi, priorità e strumenti di verifica. Si parla di imprese, ma non risulta un confronto adeguato con il tessuto economico regionale. Si parla di rigenerazione urbana, ma non si indicano i territori. Si parla di innovazione, ma senza spiegare come saranno misurati i risultati. Così non va. Ribadiamo che non siamo contrari agli strumenti pubblici di sviluppo – conclude Giordano – ma al loro uso opaco. Ogni euro dei cittadini liguri deve essere legato a obiettivi chiari, verificabili e rendicontabili. Per queste ragioni come M5S abbiamo votato contro il disegno di legge 116 sull’aumento di capitale di Filse Spa”, conclude.
L’assessore al bilancio Claudia Morich ha replicato a Baruzzo circa la mancanza di trasparenza: “La legge deve rispettare condizioni di generalità ed astrattezza, quindi non si può definire, per legge un elenco di azioni operative, che risiedono anche nell’autonomia gestionale di Filse e che, essendo una società in house, è soggetta a controllo. Filse – ha spiegato – illustra i propri progetti alla Giuntg prima di attuarli e, infatti, il disegno di legge precisa che l’aumento di capitale è finalizzato alle azioni strategiche programmate nella Relazione previsionale di Filse, approvata dalla giunta, e che è un documento pubblico”.
Per quanto riguarda le tempistiche, Morich a dichiarato: “La giunta ha approvato l’atto l’11 giugno e siamo andati in Commissione undici giorni dopo. Sembra un tempo congruo per fare l’analisi di un provvedimento composto da soli tre articoli”. Rispetto alla questione dell’indebitamento Morich ha ribadito: “Sono orgogliosa di fare debito che serve per investimento, che è una leva per aumentare il Pil, e dare, dunque, maggiori risorse ai cittadini attraverso più servizi”.
Simone D’Angelo (Pd) ha ribattuto all’assessore al bilancio ribadendo la necessità di conoscere gli obiettivi del provvedimento che, secondo il consigliere, devono essere contenuti nel testo del disegno di legge stesso.