Conferenza di Monaco, Kallas: “Declino dell’Ue? Uniti, sicuri e in crescita”. Rubio: “Non vogliamo un’Europa suddita”
- Postato il 15 febbraio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Si avvia alla conclusione la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, con l’ultima giornata contraddistinta dal tentativo di fornire un’immagine di Europa unita e decisa a respingere le narrazioni sul proprio declino. La conferenza ha rinsaldato i valori cardine dell’Ue, come sicurezza, valori democratici e credibilità internazionale, anche in relazione ai temi caldi del momento: difesa comune, prospettive di allargamento e supporto all’Ucraina.
L’Alta rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, Kaja Kallas, ha sferrato un duro attacco alla Russia, sostenendo che “non è una superpotenza” anche a causa degli anni di guerra sostenuti contro l’Ucraina, per cui “oggi la sua economia è a pezzi“. Kallas ha espresso preoccupazione, invece, sul piano diplomatico: “La minaccia più grande è che la Russia ottenga più al tavolo dei negoziati di quanto abbia ottenuto sul campo di battaglia”. “Le richieste massimaliste del Cremlino non possono essere soddisfatte con una risposta minimalista – ha aggiunto – Dove la Russia ha causato danni, dovrebbe pagare”.
Secondo Kallas l’Unione Europea non sta assolutamente attraversando un periodo di decadenza, rivendicando invece che “contrariamente a quanto alcuni potrebbero dire, l’Europa woke e decadente non sta affrontando la cancellazione della sua civiltà”. Secondo un sondaggio, citato dall’Alta rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, oltre il 40% dei cittadini del Canada sarebbe interessato ad aderire all’Ue, rivedendo nell’allargamento “l’antidoto all’imperialismo russo“. “Gli eroi sono plasmati dal loro passato e dalle scelte che compiono” ha aggiunto, evocando persino la Marvel.
Il messaggio finale che emerge a chiusura dei lavori a Monaco è chiaro: l’Europa vuole scrivere autonomamente il proprio futuro, seppur desideri restare stretta saldamente all’alleanza atlantica. Kallas ha poi commentato l’intervento del segretario di Stato americano, Marco Rubio: “America ed Europa sono interconnesse. Possiamo lavorare su questo”. Rubio ha ribadito, dal canto suo, che “non stiamo chiedendo all’Europa di essere un vassallo degli Stati Uniti. Vogliamo essere partner”. Più forti sono i membri della Nato, ha aggiunto, “più forte è la Nato”.
Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha invece sottolineato che “l’Europa cresce in tempi di crisi” e che i nuovi metodi comunicativi del presidente Donald Trump hanno rinsaldato i legami tra i leader europei. La crescita dell’1,5% dello scorso anno, ha spiegato, è stata trainata da consumi e investimenti mentre “il mercato interno si sta risvegliando” grazie anche ai capitali dei venture capitalist. il presidente della conferenza, Wolfgang Ischinger, ha dichiarato nuovamente il supporto e l’attenzione dell’Unione per la situazione in Ucraina definendo l’esito della guerra “una questione esistenziale per l’Europa”, auspicando unità con Washington per garantire che Kiev prevalga. Dello stesso avviso l’ex segretario generale Nato e ministro delle Finanze della Norvegia, Jens Stoltenberg, che ha sostenuto che supportare l’Ucraina sia “la scelta giusta per chiunque creda nella democrazia e nella libertà”.
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